Ben Shelton

Aggiornato Mar 15 Set 2026 alle 08:17

Ben Shelton ha vissuto la stagione della consacrazione definitiva, coronata con la finale degli US Open 2026 a Flushing Meadows. Il tennista americano, dopo aver eliminato Carlos Alcaraz ai quarti di finale in una battaglia di cinque set, ha superato il connazionale Frances Tiafoe in semifinale prima di arrendersi ad Alexander Zverev nella partita decisiva, persa con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2. Una sconfitta che brucia, ma che non cancella un percorso straordinario: Shelton ha dimostrato al mondo intero di potersela giocare con i migliori, confermando i progressi evidenti mostrati nel corso degli ultimi mesi.

La stagione della maturità per Shelton

Le ultime notizie su Ben Shelton raccontano di un giocatore profondamente cambiato rispetto a quello che, fino a qualche anno fa, faticava a mantenere la concentrazione nei momenti decisivi. Lo stesso americano aveva ammesso candidamente, in una intervista a Boardroom Talks durante gli US Open, di aver lavorato duramente proprio su questo aspetto: ‘Quando ho iniziato a giocare a livello professionistico, la mia concentrazione era pessima. Giocavo, vincevo un set e un attimo dopo perdevo quello successivo’. Oggi quella fragilità mentale sembra un ricordo lontano. Shelton ha raggiunto la finale di uno Slam per la prima volta in carriera, superando il suo precedente massimo risultato rappresentato dalle semifinali agli US Open 2023 e all’Australian Open 2025.

Il percorso verso la finale newyorkese è stato impressionante. Prima il successo su Alcaraz, poi quello su Tiafoe: due vittorie che hanno fatto esplodere di entusiasmo il pubblico americano, a digiuno da un titolo Slam maschile dal lontano 2003, quando Andy Roddick trionfò proprio a Flushing Meadows. L’ex numero uno Jim Courier, intervistato da Supertennis TV, aveva commentato con entusiasmo l’impresa contro lo spagnolo: ‘Shelton è migliorato in tutto, ha imparato a rispondere prendendo sempre più campo. C’è poi il gioco a rete, e anche lì è migliorato moltissimo rispetto a due anni fa’. Un giudizio che trova piena conferma nei risultati.

Già a inizio stagione si erano visti segnali chiari di questa crescita. Prima del quarto di finale agli Australian Open contro Jannik Sinner, Shelton aveva spiegato in conferenza stampa come il suo gioco fosse radicalmente cambiato: migliorata la risposta, affinato il gioco a rete, acquisita maggiore variazione di ritmo da fondocampo. Quella partita la perse comunque in tre set contro l’azzurro, ma il livello espresso lasciava presagire quanto sarebbe accaduto nei mesi successivi.

Il rapporto con Sinner e la rivalità con i big

Un filo conduttore di tutta la stagione di Shelton è stato il suo rapporto con Jannik Sinner, assente agli US Open per la tendinopatia al ginocchio destro. L’americano, alla vigilia del torneo, aveva risposto con rispetto e intelligenza a chi vedeva nell’assenza dell’azzurro una porta spalancata: ‘Penso sarebbe irrispettoso pensare: non c’è Sinner, è una grande opportunità. Jannik non c’è, ma ci sono comunque giocatori che hanno vinto Slam e grandi titoli’. Parole che dicono molto sulla maturità acquisita da un giocatore che, solo un anno prima, era ancora alla ricerca della sua identità nel circuito.

Il bilancio nei confronti diretti con Sinner resta nettamente sfavorevole a Shelton: l’italiano si è imposto in dieci delle undici sfide disputate, con l’unica vittoria dell’americano risalente al 2023 a Shanghai. Eppure Shelton non ha mai smesso di credere nel sorpasso, alimentando una rivalità che promette di essere uno dei temi centrali del tennis nei prossimi anni. Dopo il titolo a Montreal, conquistato in agosto in assenza dei big, aveva dichiarato: ‘Mi piace avere persone davanti a me, punti di riferimento che posso seguire. Penso che questo mi abbia spinto in ogni aspetto del mio gioco’. Un approccio mentale sano, che lo ha portato lontano.

Shelton si era espresso anche sulla sostenibilità del circuito, difendendo a spada tratta le scelte di Sinner di saltare alcuni tornei per preservare il fisico: ‘Jannik conosce il proprio corpo meglio di chiunque altro. Se si sentisse pronto fisicamente e mentalmente, giocherebbe. Non salta un torneo senza un motivo’. Una solidarietà tra colleghi che va oltre la rivalità sportiva, e che testimonia la statura umana del tennista di Atlanta.

Cosa aspettarsi da Shelton nel finale di stagione

Le ultime news su Ben Shelton lo vedono proiettato verso un finale di stagione da protagonista assoluto. La finale agli US Open gli garantisce un bottino di punti importante e una classifica che lo colloca stabilmente tra i migliori dieci al mondo. L’obiettivo dichiarato è continuare a inseguire i vertici del ranking, con Alexander Zverev che si è confermato il principale ostacolo sulla strada degli americani dopo il secondo titolo Slam stagionale conquistato a New York.

La sfida con Zverev in finale ha mostrato che Shelton può competere ad altissimo livello anche nelle partite che contano di più, anche se il tedesco si è rivelato superiore nei momenti decisivi. Il trionfo del tedesco agli US Open ha avuto conseguenze importanti anche sulla classifica generale, con Sinner che resta numero uno ma con un margine ridotto. In questo scenario, Shelton si candida a essere il terzo incomodo nelle battaglie per il vertice del ranking nelle prossime settimane, con le ATP Finals di Torino come appuntamento clou di fine stagione. Un anno fa, in quella stessa arena, aveva chiuso il girone senza vittorie. Stavolta, forte di una stagione completamente diversa, vorrà dimostrare di essere cresciuto ancora.