Juventus

Aggiornato Ven 30 Ott 2026 alle 12:45

Le ultime notizie in casa Juventus raccontano di una crisi che si aggrava. Il 2-0 incassato a Marassi dal Genoa nella nona giornata di Serie A ha riaperto ogni discussione: sul presente della squadra, sul futuro della panchina e sul mercato di gennaio. Tra novità di campo e indiscrezioni, il quadro che emerge è quello di un ambiente teso, in cui la società cerca risposte e i tifosi hanno perso la pazienza.

La sconfitta di Genova e una classifica che preoccupa

Dopo il successo di Lecce, la squadra di Luciano Spalletti sperava di aver ritrovato la strada. A Genova è arrivato invece un passo indietro netto. Il Genoa di Daniele De Rossi ha chiuso i conti nel primo tempo: al 12′ Ehizibue ha sbloccato il risultato con una deviazione di Cambiaso, al 28′ Baldanzi ha raddoppiato approfittando di un grave errore di Kalulu. Nella ripresa i cambi, con gli ingressi di Woltemade e Zhegrova, non hanno prodotto la rimonta. Ci hanno provato Boga, Kolo Muani e Bremer, mentre Koopmeiners ha colpito una traversa, ma il risultato non si è più sbloccato.

Il quadro numerico è pesante: tre sconfitte nelle prime nove giornate e 14 punti, che valgono l’ottavo posto, a -11 da Inter e Lazio, capolista a quota 25. A rendere la serata ancora più amara c’è il Napoli di Massimiliano Allegri, che ha battuto 4-1 il Monza e ha agganciato i bianconeri. Tutti i dettagli sono nella classifica aggiornata di Serie A.

Il giudizio dei commentatori è stato severo. Paolo Di Canio, a Sky, ha parlato di una squadra senza anima e senza identità, criticando in particolare Cambiaso e sottolineando che un giocatore affidabile come Kalulu non può commettere errori simili. Riccardo Trevisani, a Pressing, ha definito la prestazione «raccapricciante» e ha ricordato che l’attacco bianconero è solo il tredicesimo del campionato, un dato stridente con la filosofia offensiva di Spalletti. Lo stesso tecnico ha chiesto scusa ai tifosi, ammettendo che nel primo tempo le due palle gol importanti non sono state sfruttate e che serve alzare il livello fisico, di corsa e di contrasto.

I tifosi hanno reagito con durezza sui social. Si va dalle richieste di cambio in panchina a chi parla di squadra «da serie B», fino a chi propone di disertare lo stadio. Molti, però, spostano l’attenzione dall’allenatore alla società, ricordando i continui avvicendamenti tecnici degli ultimi anni e chiedendo dove siano i dirigenti.

Spogliatoio sotto pressione e futuro di Spalletti

Il dopo-Genoa ha portato un secondo intervento di un veterano del gruppo. Dopo la sfuriata di Gleison Bremer, seguita al ko casalingo con la Lazio, ha parlato anche Weston McKennie. Il centrocampista statunitense ha difeso Spalletti: «siamo tutti colpevoli», ha spiegato, perché le indicazioni vengono seguite ma in campo bisogna fare di più. Secondo McKennie la tattica c’entra poco: contano la voglia di lottare, i cinque metri in più per aiutare il compagno e l’impegno nei contrasti. Le sue parole, meno dirette di quelle di Bremer, vanno nella stessa direzione. Bremer aveva parlato di giocatori che si nascondono quando arrivano i fischi, attirandosi una reprimenda dell’allenatore. Il caso si era poi chiuso con le scuse del difensore e con una multa. Per approfondire c’è il pezzo su McKennie e il richiamo ai compagni.

Resta da capire quanto resisterà la fiducia nel tecnico. Per ora la società sembra intenzionata a proseguire: nei giorni scorsi era filtrata la linea della continuità indicata da John Elkann, anche per evitare il quinto cambio in panchina in quattro anni. Dopo Genova, però, la posizione dell’allenatore toscano è tornata in discussione. Il calendario offre subito un test decisivo: domenica sera allo Stadium arriva il Napoli, con Allegri squalificato. Un’altra prestazione deludente potrebbe mettere seriamente a rischio la panchina, anche se le responsabilità non ricadono solo su Spalletti, visti i limiti tecnici e caratteriali della rosa e le perplessità sulla sua costruzione.

Nel frattempo si moltiplicano i nomi per il dopo. Il più invocato dai tifosi è Antonio Conte, che con un comunicato su Instagram ha precisato che al momento non c’è «alcuna trattativa in fase avanzata» e che si prenderà il tempo necessario per scegliere. Se la pista Conte non fosse percorribile, sono circolati Stefano Pioli, Paulo Sousa e Didier Deschamps, con contatti esplorativi segnalati per quest’ultimo. In precedenza erano emersi anche Vincenzo Montella e, dal Portogallo, Francesco Farioli, che però arriverebbe solo nel 2027. Il quadro delle ipotesi è nell’articolo sulle alternative a Conte per la panchina. Al momento nessun candidato appare concreto.

Mercato di gennaio: l’attacco in cima alla lista

Il reparto offensivo è il nodo principale. In estate la società ha speso oltre 150 milioni, rivoluzionando l’attacco con Kolo Muani, Woltemade, Alajbegovic ed Ekhator. Finora però le attese sono state deluse: Kolo Muani ha segnato una sola volta in campionato, a Cagliari, mentre Woltemade fatica a incidere in Serie A pur avendo trovato la via del gol in Europa. Ekhator, infortunato da luglio, dovrebbe tornare a metà novembre e potrebbe essere girato in prestito a gennaio: su di lui ci sono Parma, Genoa e Cagliari.

La dirigenza ragiona su un colpo importante. Secondo Tuttosport, i nomi sulla lista sono Folarin Balogun, poco impiegato al Monaco, e Antonio Raimondo, attuale cannoniere del campionato col Frosinone, ma di proprietà del Bologna: la valutazione si aggirerebbe sui 25 milioni e portarlo a Torino già a gennaio sarebbe complicato. Un’eventuale cessione di Jonathan David all’Atletico Madrid, con opzione di riscatto fissata a 25 milioni, potrebbe finanziare l’operazione. Sullo sfondo resta Viktor Gyokeres, che potrebbe lasciare l’Arsenal dopo l’eliminazione dalla Carabao Cup con il Fleetwood Town. Il Milan è sulle sue tracce, ma anche i bianconeri monitorano la situazione.

Antonio Cabrini ha indicato la strada: servono «un centrocampista e un attaccante di livello mondiale», con Calhanoglu come suggestione per la mediana se non dovesse rinnovare con l’Inter. A sinistra, invece, Tuttosport segnala tre piste per rinforzare la fascia: David Raum del Lipsia come obiettivo principale per gennaio, Tyrick Mitchell del Crystal Palace come alternativa e il giovane Mahamadou Nagida del Rennes in prospettiva.

Resta anche qualche rimpianto per il passato recente. La tripletta di Mbangula al Milan con la maglia del Bologna ha riacceso le polemiche sulla cessione al Werder Brema per 10 milioni. Sono dibattiti che, sommati ai problemi sul campo, fanno crescere la pressione sulla società. Le prossime news sulla Juventus arriveranno già dal match con il Napoli, uno spartiacque per la stagione e per il progetto tecnico.