Juventus

Aggiornato Mer 03 Giu 2026 alle 11:23

La stagione 2025-2026 della Juventus si è chiusa con un verdetto impietoso: niente Champions League. La Vecchia Signora ha terminato il campionato al quinto posto, superata all’ultima giornata da Roma e Como, con il Milan che ha subito la stessa sorte. Un epilogo amaro che ora costringe il club bianconero a una profonda riflessione e a una campagna acquisti estiva che si preannuncia tanto necessaria quanto complicata.

Il momento simbolico del crollo è arrivato nella penultima giornata, con la sconfitta interna contro la Fiorentina per 2-0, seguita da un pareggio per 2-2 nel derby della Mole contro il Torino che non è bastato a riaprire i giochi. Vlahovic aveva segnato due gol nel derby, portandosi a quattro reti nelle ultime quattro partite, ma non è servito. Luciano Spalletti, visibilmente amareggiato, ha risposto alle critiche con durezza, attaccando chi parlava di «fallimento» e rivendicando il percorso di crescita della squadra, pur ammettendo le proprie responsabilità tecniche.

Rifondazione bianconera: Spalletti detta le condizioni

Nonostante le pressioni e le contestazioni allo Stadium, la proprietà ha scelto la continuità con Spalletti, confermato fino al 2028 per volontà di John Elkann. Il tecnico toscano ha però posto condizioni chiare per il nuovo ciclo: vuole maggiore autonomia nelle scelte di mercato e una squadra costruita attorno alla sua idea di gioco. Il vertice tra Spalletti e la dirigenza ha già definito le priorità: un portiere di alto livello, con Alisson Becker in cima alla lista anche se il Liverpool non sembra intenzionato a cederlo facilmente; un difensore centrale con buona uscita palla al piede, con Kim Min-jae come obiettivo preferito dal tecnico che lo ha già allenato a Napoli; un trequartista di livello mondiale, ruolo per cui si è fatto il nome di Brahim Diaz dopo il tramonto della pista Bernardo Silva.

Sul fronte delle uscite, l’amministratore delegato Damien Comolli ha già avvertito che sarà necessario cedere un giocatore in più del previsto per finanziare il mercato in entrata. Tutti gli indizi portano a Gleison Bremer: il difensore brasiliano, valutato intorno ai 50 milioni, ha dichiarato apertamente di voler vincere subito e di avere poco tempo. Liverpool, Manchester United e Bayern Monaco lo seguono con attenzione, con i bavaresi che potrebbero inserire proprio Kim Min-jae come contropartita tecnica. La cessione di Bremer appare sempre più probabile e potrebbe rappresentare il fulcro finanziario dell’intera operazione estiva.

Tra i sicuri partenti figurano già Di Gregorio, Koopmeiners, David, Openda, Cabal e Gatti. Il centrocampista olandese, arrivato per 60 milioni dall’Atalanta nel 2024 e rivelatosi una delle delusioni più grandi della storia recente del club, potrebbe essere ceduto al Liverpool per circa 30 milioni, cifra minima per evitare una minusvalenza. Anche la Roma di Gasperini si è fatta avanti, con l’ipotesi di uno scambio che coinvolgerebbe il difensore Evan Ndicka.

Il rebus Vlahovic e i nodi del mercato in entrata

Il dossier più delicato resta quello legato al futuro di Dusan Vlahovic. Il rinnovo del contratto dell’attaccante serbo è in stallo, con le trattative tra gli agenti del giocatore e la dirigenza bianconera che non hanno ancora prodotto risultati concreti. Spalletti ha ribadito l’importanza strategica di trattenerlo, ma l’incertezza sulla Champions e la necessità di riequilibrare il monte ingaggi complicano tutto. Nel frattempo, si è aperta una pista sorprendente: la Roma, qualificata alla prossima Champions, starebbe valutando Vlahovic come rinforzo offensivo per affrontare gli impegni europei. L’ex Fiorentina non ha mai chiuso alla permanenza, ma la prospettiva di giocare la Champions potrebbe tentarlo.

L’ex attaccante bianconero Fabrizio Ravanelli non ha usato mezzi termini nel giudicare alcuni elementi della rosa: ha criticato duramente Vlahovic per la tecnica e la continuità, chiedendosi se non esistano attaccanti più forti con ingaggi più contenuti, e ha demolito il difensore Lloyd Kelly, definendolo inadeguato per i livelli della Juventus. Parole dure che fotografano il malcontento diffuso attorno alla squadra.

Sul fronte degli acquisti, oltre ai già citati Alisson e Kim, la Juventus segue con interesse Randal Kolo Muani del Paris Saint-Germain, con un incontro in programma con i francesi, e tiene d’occhio Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, protagonista nella finale di Conference League. Per l’attacco si è anche riaffacciato il nome di Mauro Icardi, in scadenza con il Galatasaray: un profilo a parametro zero, con grande esperienza in Serie A e costi contenuti, che potrebbe rappresentare una soluzione utile in caso di doppio innesto offensivo. I vecchi attriti con Spalletti ai tempi dell’Inter sembrerebbero ormai superati.

Sullo sfondo resta la questione Kenan Yildiz: il turco, premiato come miglior Under 23 della Serie A, è corteggiato dal Real Madrid, dall’Arsenal e dal Bayern Monaco. La mancata qualificazione alla Champions potrebbe indebolire la posizione negoziale della Juventus e spingere il talento classe 2005 verso lidi più ambiziosi. Trattenerlo rappresenta una priorità assoluta, ma il club sa di trovarsi in una posizione di svantaggio. L’estate bianconera si annuncia come una delle più complesse e decisive degli ultimi anni.