Sampdoria

Aggiornato Sab 15 Ago 2026 alle 10:07

La Sampdoria ha vissuto una stagione 2025-2026 di Serie B tra alti e bassi, segnata da cambi in panchina, lotte salvezza e momenti di grande dolore. Le ultime notizie sul club blucerchiato raccontano una storia complessa, che va ben oltre i semplici risultati sul campo.

Una stagione travagliata: dalla crisi alla salvezza sfiorata

Il campionato cadetto della Samp era iniziato nel peggiore dei modi: sconfitta all’esordio contro il Modena per 2-0 al Ferraris, con reti di Santoro e Zanimacchia nella ripresa. Un inizio che aveva già fatto presagire le difficoltà che sarebbero arrivate. La squadra, affidata inizialmente a Massimo Donati, aveva accumulato pochissimi punti nelle prime giornate, ritrovandosi stabilmente nelle zone basse della classifica.

A ottobre 2025 era arrivato il cambio in panchina: Donati aveva lasciato il posto ad Angelo Gregucci, affiancato da Salvatore Foti e Nicola Pozzi. Il nuovo tecnico aveva trovato una situazione difficilissima, con i blucerchiati ultimi in classifica con appena 7 punti dopo undici giornate. La prima vittoria sotto la sua gestione era arrivata il 24 novembre contro la Juve Stabia, grazie a un rigore trasformato da Massimo Coda al 59′. Un segnale di ripresa, ma non sufficiente a tranquillizzare l’ambiente.

Il mercato di gennaio aveva portato un rinforzo importante: Matteo Brunori era arrivato in prestito dal Palermo, con l’obiettivo di dare maggiore peso offensivo a una squadra che faticava a segnare. Ma i risultati continuavano a essere altalenanti: vittorie preziose come quella nel derby salvezza contro lo Spezia (1-0 grazie al gol di Ricci al 90′) si alternavano a sconfitte pesanti, come il 2-0 subito in casa contro il Bari a fine febbraio.

Il secondo esonero e il finale di stagione

A marzo 2026 era arrivata la svolta più brusca: Gregucci e Foti erano stati esonerati dopo quattro gare consecutive senza vittoria, con la squadra scivolata al sedicesimo posto con 30 punti e il rischio concreto di playout. La società aveva affidato temporaneamente la guida tecnica ad Attilio Lombardo, in attesa di trovare una soluzione definitiva. I nomi circolati per la panchina erano quelli di Fabio Pecchia, Luca D’Angelo e Beppe Iachini.

Alla fine della stagione regolare, la Sampdoria si era trovata a lottare per l’ottavo posto utile per i playoff, contendendo l’ultimo slot disponibile con Avellino, Cesena, Mantova e Carrarese. Un finale di stagione che aveva tenuto i tifosi blucerchiati con il fiato sospeso fino all’ultima giornata.

Il lutto per Massimo Manara e il ricordo di Vialli

Accanto alle vicende sportive, il 2026 ha portato anche momenti di profondo dolore per il mondo blucerchiato. Il 5 giugno è scomparso il dottor Massimo Manara, responsabile sanitario della Sampdoria, a soli 63 anni. Laureato in Medicina e Chirurgia a Milano nel 1989 e specializzato in Medicina dello Sport a Bologna nel 1996, Manara aveva alle spalle una carriera di altissimo livello, avendo lavorato come medico sociale di Parma, Milan, Spezia, Al-Nassr e Roma, oltre che come responsabile sanitario della nazionale degli Emirati Arabi Uniti. Era approdato alla Sampdoria nell’estate del 2024. Il CEO Jesper Fredberg lo ha ricordato come “un grande professionista e una persona di elevato valore morale”.

A inizio anno, invece, il club e i suoi tifosi avevano rinnovato il ricordo di Gianluca Vialli, a tre anni dalla sua scomparsa. Il Museo SampDoria aveva organizzato il tradizionale appuntamento commemorativo allo stadio Luigi Ferraris il 6 e 7 gennaio, con ingresso gratuito. Vialli, nato a Cremona nel 1964, aveva scritto pagine indelebili della storia blucerchiata, vincendo lo storico scudetto del 1991 prima di affermarsi anche alla Juventus e al Chelsea. Il suo ricordo resta vivo non solo a Genova, ma in tutto il mondo del calcio italiano.

Un anno, dunque, denso di emozioni per la Samp: tra la lotta per non retrocedere, i cambi di guida tecnica e i momenti di commozione collettiva, il club blucerchiato ha dimostrato ancora una volta di essere una realtà capace di suscitare sentimenti profondi, dentro e fuori dal campo.