Calciomercato Fiorentina
Aggiornato Gio 15 Ott 2026 alle 16:58Una stagione iniziata nel peggiore dei modi, una panchina già cambiata due volte e un mercato estivo che ha rivoluzionato la rosa senza portare i risultati sperati. Le ultime notizie sul calciomercato Fiorentina raccontano di un club in piena emergenza, costretto a fare i conti con scelte discutibili e occasioni sfumate nel momento più delicato.
L’esonero di Grosso e il ritorno di Vanoli
La storia della Fiorentina in questo avvio di stagione 2026-27 è quella di un disastro annunciato. Fabio Grosso, arrivato in estate dopo l’esperienza al Sassuolo con un contratto biennale da 1,2 milioni di euro annui, è stato esonerato nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 settembre, con un comunicato ufficiale diffuso a pochi minuti dalla mezzanotte. Il bilancio della sua gestione era impietoso: tre sconfitte in tre partite di campionato, 9 gol subiti e appena 1 segnato. Prima il pesante 4-0 all’Olimpico contro la Roma, poi il 3-0 casalingo contro il neopromosso Frosinone e infine la rimonta subita dal Torino al Franchi, dove i viola erano pure passati in vantaggio con Pellegrino prima di capitolare 2-1 con le reti di Mandragora e Adams. Una partenza che non si registrava a Firenze dalla stagione 1935-36.
La decisione ha fatto discutere. Il tecnico Eziolino Capuano, intervenuto a Radio Napoli Centrale, ha criticato apertamente la scelta: ‘Dopo tre partite non si può esonerare un allenatore decantato. Altrimenti è il tuo fallimento. Poi è facile scaricare la colpa agli allenatori’. Stando a Sportmediaset, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stato un duro confronto notturno tra Grosso e il direttore sportivo Fabio Paratici, la cui prima mossa da dirigente viola era stata proprio la scelta dell’ex campione del mondo.
Al posto di Grosso è tornato Paolo Vanoli, che la Fiorentina aveva salutato al termine della scorsa stagione nonostante la salvezza faticosamente raggiunta. Il tecnico si ritrova ora a gestire una situazione d’emergenza con una rosa costruita da altri, senza aver potuto partecipare al mercato estivo.
Il caso Brozovic: l’occasione sfumata a centrocampo
Con il ritorno di Vanoli in panchina, era tornato prepotentemente d’attualità il nome di Marcelo Brozovic, svincolato dopo l’avventura all’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo. Il croato classe 1992, noto per la sua lunga militanza all’Inter — dove ha vinto uno Scudetto, due Coppe Italia e ha giocato da capitano nella finale di Champions League 2023 contro il Manchester City — rappresentava il profilo ideale per colmare il vuoto lasciato da Rolando Mandragora, ceduto al Torino per soli cinque milioni di euro nell’ultimo giorno di mercato.
La trattativa aveva vissuto alti e bassi. In un primo momento avevano frenato i dubbi dello stesso Grosso e la concorrenza della Lazio di Gennaro Gattuso. Anche la Juventus aveva valutato seriamente il profilo del centrocampista, con Luciano Spalletti che aveva spinto per il suo arrivo alla Continassa forte del rapporto costruito insieme agli anni all’Inter, soprattutto dopo gli infortuni di Manuel Locatelli e Khephren Thuram. Alla fine, però, nessuna delle big italiane è riuscita a chiudere l’operazione.
L’ostacolo principale era quello economico: Brozovic, abituato agli ingaggi faraonici della Saudi Pro League, era difficilmente avvicinabile per i parametri della Serie A. La Fiorentina aveva puntato sul cuore, facendo leva sulla mai nascosta voglia del croato di tornare in Italia, ma alla fine è stata la proposta qatariota dell’Al-Sadd a spuntarla. Lo stesso club che aveva già convinto Alessio Romagnoli a lasciare la Lazio con un contratto da circa 20 milioni di euro fino al 2030. Chiusa definitivamente la pista Brozovic, Vanoli dovrà trovare altrove il regista di esperienza di cui ha bisogno, con il mercato degli svincolati come unica finestra ancora aperta.
Una rosa rivoluzionata ma senza risultati
Il paradosso della Fiorentina di questo inizio stagione è che il mercato estivo era stato tra i più movimentati degli ultimi anni. Paratici aveva impostato una linea giovane e di talento, con acquisti come Mastantuono in prestito dal Real Madrid, Pedro Gonçalves dallo Sporting e Willy Gnonto dal Leeds. In attacco era arrivato Beto dall’Everton per 18 milioni, mentre in uscita la cessione più pesante era stata quella di Moise Kean al Como per 35 milioni più bonus — un addio accelerato dalle tensioni tra il giocatore e il club, culminate nel rifiuto dell’attaccante di allenarsi al Viola Park.
Quattordici arrivi totali, dunque, ma zero punti nelle prime tre giornate. Una situazione che ha messo in discussione non solo le scelte tecniche ma anche quelle dirigenziali, in un momento in cui la società celebrava il proprio centenario. Il presidente Giuseppe Commisso aveva pronunciato parole di orgoglio e ambizione nel ritirare il Premio Nereo Rocco: ‘Per noi è un momento importantissimo, l’anno del centenario. Ora la nostra intenzione è costruire i prossimi cento anni’. Parole che stonano con la realtà di una squadra ferma all’ultimo posto in classifica e già al secondo allenatore della stagione.
Vanoli eredita una situazione complicatissima: una piazza esasperata, una rosa da adattare al suo sistema di gioco e la necessità urgente di trovare un centrocampista di esperienza sul mercato degli svincolati. La strada per raddrizzare una stagione già pericolosamente in salita si preannuncia lunga e tortuosa.