Il tennista statunitense ha parlato alla vigilia del via degli US Open
Ben Shelton è senz’altro uno dei tennisti favoriti agli US Open dopo l’assenza forzata di Jannik Sinner per il problema al ginocchio. Il tennista statunitense, che ha dominato a Montreal, nella conferenza stampa della vigilia del via del torneo Slam ha parlato dell’assenza dell’Azzurro e di cosa comporta per il circuito.
“Penso sarebbe irrispettoso pensare: ‘Non c’è Sinner, è una grande opportunità’. Jannik non c’è, ma ci sono comunque giocatori che hanno vinto Slam e grandi titoli e sono in ottima forma. Zverev ha vinto uno Slam quest’anno; c’è Novak nel main draw. Tutti gli americani sono pericolosi su questa superficie. Rispetto sempre tutti”.
“Gli US Open sono il mio torneo preferito – ha continuato Shelton -. Provo tante emozioni qui e devo trovare un equilibrio. Lo scorso anno ebbi un infortunio al terzo turno ,roa vedremo cosa riuscirò a fare. La vittoria di Montreal? Mi sono sentito alla grande a Montreal. Sono orgoglioso della continuità che ho mostrato lì, dell’atteggiamento dal punto di vista mentale e, soprattutto del livello di tennis espresso. Ho riflettuto sulle cose che ho fatto bene quella settimana, lavorando ancora più nei dettagli su alcuni aspetti”.
A fine luglio, quando l’altoatesino aveva saltato Montreal, l’americano aveva difeso a spada tratta la scelta del numero uno del mondo: “Jannik conosce il proprio corpo meglio di chiunque altro. Se si sentisse pronto fisicamente e mentalmente, giocherebbe. Non salta un torneo senza un motivo”. Una visione lucida che si inserisce in una riflessione più ampia sulla sostenibilità del circuito: “Credo che il problema più grande che sto vedendo siano gli infortuni. Il numero di incontri disputati è altissimo. Non penso che sia sostenibile una cosa del genere”.
Nel tabellone sorteggiato, Shelton si trova nella parte bassa insieme ad Alcaraz e potrebbe incrociare lo spagnolo ai quarti di finale, con Novak Djokovic come possibile avversario in semifinale per il numero due del seeding. L’americano, nono nel ranking ATP con 3.480 punti, parte dunque con ambizioni concrete in un torneo che si presenta più aperto che mai, anche se la concorrenza resta foltissima.