Atalanta
Aggiornato Sab 26 Set 2026 alle 09:36La stagione dell’Atalanta 2026-2027 si sta rivelando un percorso accidentato, tra risultati altalenanti in campionato, polemiche arbitrali e un mercato estivo che ha ridisegnato profondamente la rosa affidata a Maurizio Sarri. Le ultime notizie sulla Dea raccontano di una squadra in costruzione, capace di grandi intuizioni ma ancora alla ricerca di continuità.
Juventus-Atalanta: il rigore negato e le polemiche di Sarri
La sconfitta per 2-0 contro la Juventus all’Allianz Stadium ha lasciato strascichi pesanti. Al di là del risultato, a tenere banco è stato un episodio arbitrale che ha fatto infuriare il tecnico toscano: il rigore negato su Rowe dopo una trattenuta di Kalulu, su cui il VAR non è intervenuto. Sarri non ha usato mezzi termini in conferenza stampa: «Bisogna abolire il VAR. Se dopo una trattenuta del genere non lo si chiama, allora il VAR va abolito. A questo punto meglio andare avanti con le sole sensazioni dell’arbitro». Parole durissime, supportate dall’analisi dell’ex arbitro Luca Marelli su DAZN, che ha confermato come la trattenuta ci fosse e fosse anche prolungata, spiegando però che il VAR avrà valutato l’episodio come una decisione da campo.
Sul piano tecnico, la Juventus ha dominato sin dai primi minuti: Conceiçao ha sbloccato il risultato al 28′ su assist di Celik, mentre nella ripresa Bremer ha chiuso i conti al 77′ di testa su calcio d’angolo. L’Atalanta ha provato a rientrare in partita, con Carnesecchi decisivo su McKennie, ma non è bastato. Si tratta della terza sconfitta consecutiva in Serie A per i nerazzurri, dopo i ko con Roma e Cagliari, un ruolino preoccupante per una squadra che aveva vinto le prime due giornate.
Sarri ha ammesso le difficoltà della sua squadra: «Siamo riusciti a giocare alla pari con la Juventus per un’ora, il raddoppio ci ha scomposti. Sul fronte del coraggio e dell’iniziativa stiamo ancora crescendo poco. Vorrei vedere più personalità». Un’analisi lucida che fotografa i limiti di un gruppo che ha cambiato molto in estate, con giocatori arrivati tardi dopo i Mondiali e un sistema di gioco — il 4-3-3 — completamente nuovo per una squadra abituata alla difesa a tre dal 2016.
Il mercato estivo: da Kessié a Rowe, una Dea rivoluzionata
Per capire le difficoltà attuali dell’Atalanta, bisogna guardare a un’estate di mercato intensa e spesso sorprendente. Il colpo più clamoroso è stato senza dubbio il ritorno di Franck Kessié, strappato sia alla Juventus che alla Roma in un blitz orchestrato dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli. I bianconeri erano convinti di aver chiuso l’operazione con una proposta da 4,5 milioni a stagione, ma l’ivoriano ha tirato il freno a mano all’ultimo momento, scegliendo di tornare a Bergamo dove si era affermato nella stagione 2016-2017. La presentazione di Kessié ha poi riacceso le polemiche, con il centrocampista che ha parlato di «scelta di cuore», alimentando le reazioni negative dei tifosi juventini convinti che stesse riscrivendo la storia della trattativa.
Sul fronte degli acquisti, l’Atalanta ha investito i proventi delle cessioni di Marco Palestra e Honest Ahanor al Chelsea — quasi 100 milioni complessivi — per rinforzare la rosa. L’arrivo di Jonathan Rowe dal Bologna, obiettivo inseguito per settimane e costato circa 40 milioni, ha portato in dote un esterno offensivo che si è già messo in mostra contro la Juventus, pur senza ottenere il rigore che avrebbe potuto cambiare la partita. Dalla Lazio non è invece arrivato Alessio Romagnoli, fedelissimo di Sarri dai tempi biancocelesti: il difensore ha scelto il Qatar e l’Al Sadd, attraito da un ingaggio da circa 20 milioni fino al 2030. Per il centrocampo è arrivato Eljif Elmas in prestito dall’RB Lipsia, mentre Marten De Roon — capitano storico della Dea per dieci stagioni — ha seguito Gasperini alla Roma per appena un milione di euro, in quello che è stato uno dei trasferimenti più discussi dell’estate.
La Conference League, conquistata superando l’Hapoel Tel Aviv grazie a un gol di Scamacca e a una parata decisiva di Carnesecchi nel ritorno in Ungheria, rappresenta un impegno aggiuntivo che pesa sulla gestione della rosa. Il debutto in campionato contro il Sassuolo, vinto 2-1 con reti di Raspadori e Krstovic, aveva fatto ben sperare, ma i risultati successivi hanno ridimensionato l’entusiasmo iniziale. Sarri sa che il percorso è ancora lungo e che la squadra ha bisogno di tempo per assimilare le sue idee di gioco. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la Dea riuscirà a invertire la rotta e tornare a lottare per le posizioni di vertice della Serie A.