Jannik Sinner si trova un altro difetto dopo avere schiantato Ben Shelton

Articolo di Aldo Seghedoni

"Non sono molto forte in matematica" ha osservato il fenomenale altoatesino.

Al termine dell’incontro vinto contro Ben Shelton, Jannik Sinner si è prestato a rispondere alle domande di Jim Courier: “È sempre dura giocare con Ben, ha un servizio incredibile. E migliora ogni anno. Sono molto felice della mia prestazione”. Il numero due del mondo e del seeding ha battuto per la nona volta consecutiva Shelton, numero 7 del ranking ATP e 8 del seeding, in tre set, col punteggio finale di 6-3 6-4 6-4 dopo poco più di due ore e mezza di gioco centrando la terza semifinale consecutiva agli Australian Open.

Lo statunitense gli ha fatto notare che il suo connazionale ha più volte superato i 220 km/h al servizio e l’altoatesino ha replicato con ironia: “Non sono molto forte in matematica – ha osservato – ma so quanto sia complicato rispondergli: è mancino e anche le sue seconde sono insidiose. Però credo di aver trovato la soluzione”. E i numeri danno ragione all’Azzurro che ha conquistato ben dodici palle break in tutto l’incontro, trasformandone solo tre ma comunque decisive in ogni set.

Arrivano buone notizie anche dal punto di vista atletico, dopo qualche acciacco nei turni precedenti: “La partita con Darderi mi ha dato molta fiducia sotto questo aspetto: fisicamente sto continuando a migliorare”. Eccezion fatta per la folle sfida contro Eliot Spizzirri, Sinner si è sempre imposto in tre set con i suoi avversari (nel primo turno ne sono bastati due dopo il ritiro di Hugo Gaston) che gli hanno permesso di risparmiare energie in vista della fasi finali.

In semifinale lo attende Novak Djokovic, un nome che non ha bisogno di presentazioni: “Siamo fortunati ad avere un campione come Novak, che alla sua età riesce ancora a esprimersi a questo livello. Sarà una sfida bella e complicata”. Poi, con un sorriso, ha aggiunto: “Se posso, darò un’occhiata anche alla semifinale tra Alcaraz e Zverev”.

Lorenzo Musetti è uscito dagli Australian Open nella maniera peggiore possibile. L’Azzurro ha dominato i primi due set contro l’eterno Nole Djokovic ma, nel terzo set, ha accusato un problema fisico, probabilmente all’adduttore destro, che l’ha costretto ad alzare bandiera bianca. Nole Djokovic si qualifica alle semifinali a Melbourne senza neanche aver vinto un set contro il carrarino che mastica amaro per un epilogo davvero sfortunatissimo.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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