ATP
Aggiornato Mar 14 Apr 2026 alle 09:01Il circuito ATP continua a regalare emozioni e colpi di scena, con gli italiani sempre più protagonisti assoluti sulla scena tennistica mondiale. Le ultime notizie confermano un momento d’oro per il tennis azzurro, tra risultati di rilievo nei Masters 1000 e una rivalità al vertice che non accenna a placarsi.
Indian Wells: Cobolli avanza, Berrettini si ferma
Il Masters 1000 di Indian Wells ha rappresentato un banco di prova importante per i tennisti italiani. Flavio Cobolli ha conquistato la sua prima vittoria nel torneo californiano, superando Miomir Kecmanovic in rimonta con il punteggio di 3-6, 6-3, 6-4. Una prestazione in crescita per il romano, che dopo aver ceduto il primo set ha alzato il livello del proprio gioco, risultando particolarmente efficace al servizio: ben 5 ace nel secondo parziale e 7 nel terzo. Il momento decisivo è arrivato a inizio terzo set, quando Kecmanovic è andato sotto 0-2 senza più riuscire a recuperare.
Per Cobolli si tratta della sesta vittoria consecutiva, dopo il trionfo ad Acapulco dove aveva già battuto lo stesso Kecmanovic in semifinale e poi Frances Tiafoe in finale. Il tennista romano, classe 2002, sale così a tre titoli in carriera: l’ATP 250 di Bucarest, l’ATP 500 di Amburgo nel 2025 e il recente torneo messicano. Grazie alla testa di serie numero 15, ha potuto partire direttamente dal secondo turno a Indian Wells, dove nelle due edizioni precedenti non era mai riuscito a superare il primo ostacolo.
Diverso il destino di Matteo Berrettini, eliminato al secondo turno da Alexander Zverev con un netto 6-3, 6-4. Il romano, che aveva superato Adrian Mannarino all’esordio, non è riuscito a impensierire il numero 4 del mondo, cedendo in entrambi i set dopo aver perso il servizio in momenti chiave. La sconfitta interrompe anche la serie positiva di Berrettini contro il tedesco: il romano aveva vinto gli ultimi due confronti diretti, a Wimbledon nel 2023 e a Monte Carlo nel 2025. Per Berrettini, quella di Indian Wells rimane una manifestazione avara di soddisfazioni: il suo miglior risultato nel torneo californiano resta il quarto turno raggiunto nel 2022.
Sinner, Alcaraz e la corsa al numero 1 ATP
Sullo sfondo delle ultime novità dal circuito, tiene banco la grande rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Dopo che lo spagnolo ha conquistato gli Australian Open completando il Career Grand Slam, l’altoatesino ha pianificato la sua rincorsa al vertice del ranking ATP. Il vantaggio di Sinner rispetto alla stagione precedente è strutturale: nel 2025 era stato costretto a saltare diversi tornei a causa della sospensione per il caso Clostebol, accumulando zeri in classifica laddove quest’anno può invece raccogliere punti preziosi. Indian Wells e Miami, in particolare, rappresentano occasioni d’oro per ridurre il distacco dallo spagnolo, che deve difendere rispettivamente 400 e 10 punti da quei tornei.
Alcaraz, dal canto suo, ha dimostrato una maturità crescente, come evidenziato dalla sua vittoria a Melbourne senza mai cedere alla pressione, nemmeno nei momenti di difficoltà fisica contro Zverev. Il murciano ha però ammesso candidamente che il suo unico vero desiderio dopo il trionfo australiano sarebbe stato quello di partire per un viaggio con gli amici: la certificazione che anche per il numero 1 del mondo le rinunce personali fanno parte del prezzo da pagare per stare al vertice.
Nel panorama italiano, cresce anche l’attesa per Lorenzo Musetti, che dopo aver raggiunto per la prima volta la Top 5 del ranking a inizio anno si è infortunato agli Australian Open durante la sfida con Djokovic. L’ex tennista Diego Nargiso, intervistato in esclusiva, non ha dubbi sul futuro del carrarino: “È un predestinato, dietro ai due fenomeni del momento è destinato ad esserci lui”. Secondo Nargiso, Musetti ha tutte le carte in regola per diventare stabilmente il numero tre del mondo, a patto di migliorare la gestione fisica e quella emotiva nei momenti decisivi.
Il dibattito sul calendario ATP: la proposta di Medvedev
Tra le ultime notizie che hanno animato il dibattito nel mondo del tennis, spicca la proposta avanzata da Daniil Medvedev sulla sostenibilità del calendario ATP. Il russo ha suggerito di limitare l’assegnazione dei punti ranking esclusivamente agli Slam e ai Masters 1000, così da ridurre il numero di tornei a cui i giocatori si sentono obbligati a partecipare. Una proposta radicale, che lo stesso Medvedev ha definito difficilmente realizzabile: “Non succederà mai, perché ci sono accordi economici importanti fra gli organizzatori e l’ATP”. Il problema del sovraccarico, tuttavia, è reale: il russo ha ammesso di aver giocato sette tornei di fila nella stagione precedente, spinto dalla necessità di accumulare punti. Le parole di Medvedev hanno riaperto il dibattito sulla gestione del calendario, un tema destinato a restare al centro della discussione nel corso di una stagione sempre più densa di appuntamenti.