Verona

Aggiornato Sab 29 Ago 2026 alle 23:11

L’Hellas Verona ha aperto la stagione 2026-2027 di Serie B con una sconfitta amara: al Bentegodi, davanti a 16.000 tifosi gialloblù, l’Ascoli ha vinto 2-1 in rimonta, ribaltando il vantaggio iniziale firmato da Mulattieri con le reti di Silipo e D’Uffizi in appena quattro minuti della ripresa. Un esordio che ha lasciato il segno, confermando le difficoltà di un club che deve fare i conti con la realtà della cadetteria dopo sette stagioni consecutive in Serie A.

Il neopromosso Ascoli, arrivato dalla Serie C, ha dimostrato di non temere il palcoscenico e ha meritato la vittoria con una prestazione solida e concreta. D’Uffizi, il migliore in campo, ha trascinato i marchigiani portandosi a spasso la difesa scaligera. Mister Marco Baroni ha tentato di correre ai ripari con i cambi, inserendo Cham, Livramento e Bernede, ma senza riuscire a invertire il risultato. Il prossimo appuntamento per i gialloblù è il derby contro il Padova, in programma il 29 agosto.

La retrocessione e il nuovo corso in Serie B

La discesa in Serie B era diventata matematica nelle ultime settimane della stagione 2025-2026, al termine di un campionato tormentato. Il Verona aveva chiuso penultimo con appena 20 punti, dopo mesi di lotta disperata per la salvezza. Emblematica era stata la partita contro il Lecce alla trentaquattresima giornata, terminata 0-0 con un gol annullato dal VAR al 94′ che aveva spento le ultime speranze. Anche le sconfitte contro Milan, Atalanta e Genoa avevano segnato il destino della squadra, incapace di trovare continuità di risultati.

A pesare era stata anche la gestione tecnica: a febbraio 2026 il club aveva esonerato Paolo Zanetti, affidando la panchina ad interim a Paolo Sammarco, tecnico della Primavera. Zanetti aveva lasciato con parole cariche di amarezza, ammettendo di non sapere se sarebbe rimasto sulla panchina dopo la sconfitta col Genoa. La stagione era stata costellata di episodi controversi, come il caso del fallo di Bisseck in Verona-Inter, che aveva scatenato polemiche arbitrali, e la squalifica di due giornate inflitta a Gift Orban per insulti all’arbitro.

Il progetto Baroni e il mercato estivo

Per ripartire, la società scaligera ha scelto di puntare su Marco Baroni, ufficialmente sulla panchina dal 1° luglio 2026 con contratto fino al 2028 e opzione per il 2029. Per il tecnico fiorentino si tratta di un ritorno a Verona: nella stagione 2023-2024 aveva già guidato i gialloblù conquistando la salvezza in Serie A. L’obiettivo dichiarato è l’immediato ritorno nella massima serie, con la conferma del direttore sportivo Sean Sogliano come elemento di continuità nel progetto.

Il primo acquisto del nuovo corso è stato Leorat Bega, centrocampista svizzero classe 2003 proveniente dallo Stade Nyonnais, con un contratto triennale. Cresciuto nel settore giovanile del Servette e passato per il Friburgo, Bega ha collezionato 56 presenze nelle ultime due stagioni in Challenge League. Un profilo giovane e internazionale, in linea con la filosofia di costruzione del gruppo affidata a Baroni, che in carriera ha già centrato promozioni importanti con Benevento e Lecce.

Prima dell’inizio del campionato, il Verona aveva anche disputato il secondo turno di Coppa Italia 2026-2027, eliminando la Virtus Entella solo ai calci di rigore dopo il 2-2 nei tempi regolamentari, con le reti di Compagnon e Sarr. Un segnale di vitalità, ma anche di fragilità, per una squadra ancora in costruzione. La strada verso la Serie A si preannuncia lunga, ma l’ambiente gialloblù è determinato a non ripetere gli errori del passato.