Il tennista russo, nel suo consueto stile, ha toccato uno dei nervi scoperti relativi al circuito professionistico.
Daniil Medvedev, tennista da sempre senza peli sulla lingua, ha riacceso una discussione che ciclicamente attraversa il tennis professionistico, quella riguardante la sostenibilità del calendario. Il russo, come riportato da Reuters, ha avanzato una proposta radicale che ha già iniziato a far discutere giocatori, organizzatori dei tornei e addetti ai lavori. Secondo Medvedev, infatti, l’unico modo per venire incontro alle esigenze fisiche e logistiche dei tennisti sarebbe limitare l’assegnazione dei punti solo dopo Slam e Masters 1000.
Il concetto espresso da Medvedev, in sintesi, è questo: se i punti che determinano il ranking arrivassero solo dai tornei più importanti, i giocatori non avrebbero più la necessità di partecipare agli ATP 500 e 250, esponendosi di meno al logoramento fisico e mentale. Lo stesso tennista classe 1996, però, è consapevole che la rivoluzione da lui auspicata è molto difficile: “Sarebbe l’unico modo per rendere il Tour sostenibile ma non succederà mai, perché ci sono accordi economici, anche importanti, fra gli organizzatori dei tornei e l’ATP”.
“Chi organizza non dirà mai: ‘Ok, è ora di fare un passo indietro’ – ha ammesso ancora Medvedev -. Si perderebbero tanti soldi e stiamo parlando di un business importante. Penso che finché sarò io in campo la situazione sia destinata a rimanere la stessa”. Per il russo, però, resta il problema del sovraccarico del calendario: “L’anno scorso ho giocato sette tornei di fila. Era obbligatorio? No. Avevo iniziato male la stagione e avevo pensato: ‘Magari qui posso fare 100 punti, lì 200…’. Se non ci fossero punti, la decisione sarebbe più semplice”.
La proposta di Medvedev tocca però alcuni nervi scoperti: i top player, infatti, giocano sempre più tornei in un calendario che, di fatto, lascia appena un mese di pausa fra la sua conclusione (le ATP Finals e la Coppa Davis a novembre) e l’inizio della nuova stagione, in Australia, a gennaio. Non è la prima volta che il russo, infatti, si espone sul tema.
Com’egli stesso ha ammesso, però, la situazione difficilmente cambierà, almeno in tempi stretti. Le parole di Medvedev, in ogni caso, sono state sufficienti a riaprire il dibattito sulla sostenibilità del calendario. Un dibattito destinato a proseguire anche nei prossimi mesi, con la stagione tennistica che si farà sempre più densa di appuntamenti di rilievo.