US Open

Aggiornato Lun 14 Set 2026 alle 00:08

Gli US Open 2026 si chiudono oggi, 13 settembre, con una finale tutta inedita: Ben Shelton contro Alexander Zverev, due giocatori che non avevano mai vinto il torneo di Flushing Meadows. Comunque vada, New York avrà un nuovo campione. Shelton ha conquistato la finale battendo Frances Tiafoe in rimonta (4-6, 6-3, 6-3, 7-5), mentre Zverev ha superato Karen Khachanov 6-3, 7-6, 7-6 in una semifinale che ha lasciato strascichi polemici. Il tedesco, prima testa di serie in assenza di Jannik Sinner, arriva all’atto conclusivo forte di una stagione straordinaria: tre finali Slam nel 2026, più di qualsiasi altro giocatore sul circuito, inclusi lo stesso Sinner e Carlos Alcaraz, fermi a una finale ciascuno.

Zverev, in conferenza stampa, ha risposto con un sorriso alle domande sul confronto con i rivali: ‘Sono già molto contento di com’è andata questa stagione. Forse qualcuno di voi credeva il contrario’. L’americano Shelton, dal canto suo, ha mostrato tutta la sua carica: ‘Il lavoro non è finito, c’è una finale da giocare’. Per lo statunitense si tratta di un territorio inesplorato, dopo aver eliminato ai quarti proprio Alcaraz.

La polemica sul tempo di Zverev e la corsa al ranking

La semifinale tra Zverev e Khachanov non è stata ricordata solo per il risultato. Il russo ha sollevato una polemica sul comportamento del tedesco al servizio, accusandolo di far rimbalzare la pallina troppe volte prima di battere: ‘Tu sei lì pronto a rispondere e all’improvviso lo vedi che fa di nuovo rimbalzare la pallina, altre dodici volte. Succede praticamente a ogni punto’. Una statistica curiosa riportata da ESPN ha rivelato che, dal primo turno ai quarti, Zverev ha fatto rimbalzare la pallina ben 12.040 volte in fase di servizio. Il regolamento prevede una ‘time violation’ solo sulla prima di servizio, ma il giudice di sedia può intervenire anche sulla seconda per ‘time delay’: una distinzione che, secondo Khachanov, non viene applicata con sufficiente rigore.

Sul fronte del ranking ATP, la finale di Zverev rimescola le carte in modo significativo. Con Sinner fermo ai box per l’infiammazione al tendine del ginocchio destro, il gap tra i due si è assottigliato: in caso di vittoria oggi, il tedesco salirebbe a 9.690 punti, riducendo il distacco dall’azzurro a soli 1.810. Ma il dato più rilevante riguarda i punti in scadenza nell’autunno: Sinner ne deve difendere 3.550 tra Pechino, Shanghai, Vienna, Parigi-Bercy e ATP Finals, mentre Zverev ne ha da confermare appena 1.080. Nella Race 2026, Zverev con la finale raggiunge Sinner a pari punti, e in caso di vittoria lo supera. Un autunno che si preannuncia decisivo per le sorti della vetta mondiale.

Il torneo degli italiani e le grandi assenze

Gli US Open 2026 resteranno negli annali anche per l’assenza pesante di Sinner, campione in carica nel 2024 e grande protagonista della finale 2025 persa contro Alcaraz. L’altoatesino ha dovuto rinunciare per l’infiammazione ai tendini del ginocchio destro, con l’obiettivo dichiarato di tornare competitivo a Pechino a fine settembre. La sua assenza ha reso il tabellone più aperto e imprevedibile, come sottolineato da più voci nel paddock, compreso lo stesso Alcaraz.

La spedizione italiana, partita con ben dieci rappresentanti nel tabellone maschile, si è conclusa agli ottavi con l’eliminazione di Luciano Darderi, sconfitto da Zverev 6-2, 6-2, 7-6. Prima di lui erano usciti Lorenzo Musetti (secondo turno, colpito dal caldo di New York), Mattia Bellucci (travolto da Taylor Fritz), Matteo Arnaldi (primo turno), Flavio Cobolli (terzo turno, battuto a sorpresa dal belga Alexander Blockx) e Lorenzo Sonego, che aveva sfiorato l’impresa contro Zverev al primo turno prima di cedere in cinque set. Darderi era stato l’ultimo baluardo azzurro, capace di raggiungere gli ottavi dopo un percorso tutt’altro che semplice, caratterizzato da partite combattutissime contro Wendelken e Svrcina.

Sul fronte delle grandi sorprese del torneo, impossibile non citare l’eliminazione di Novak Djokovic al primo turno per mano dell’argentino Mariano Navone. Il serbo, alle prese con problemi fisici seri — vomito, crampi e infine la spalla che ha ceduto — non aveva mai perso all’esordio a Flushing Meadows. Un’uscita di scena che ha fatto molto discutere, con Boris Becker che ha colto l’occasione per invitare il campione serbo a riflettere sul futuro, scatenando la reazione dei tifosi. Djokovic, dal canto suo, ha spiegato di aver pensato al ritiro durante la partita, ma di aver voluto portarla fino in fondo: ‘Non mi sono davvero divertito’, ha ammesso a fine match.

Oggi, con la finale tra Shelton e Zverev, si chiude un torneo che ha regalato colpi di scena, polemiche e grandi emozioni. Le ultime notizie dagli US Open confermano che il tennis mondiale è in una fase di transizione affascinante, con nuovi protagonisti pronti a scrivere la storia accanto ai campioni già affermati.