Il tennis si protegge, la scelta è precisa: Jannik Sinner e gli altri campioni osservano con attenzione

Articolo di Nicola Lama

Quanto sta accadendo in questi giorni agli US Open avrà conseguenze dirette anche altrove: dall'Inghilterra arrivano i primi provvedimenti.

Wimbledon prepara una stretta senza precedenti sull’ingresso degli influencer sugli spalti, dopo quanto sta accadendo agli US Open. L’All England Club ha infatti deciso di non concedere accrediti ai content creator e confischerà i dispositivi luminosi, come i “ring light”, utilizzati durante la creazione di reel professionali, ritenuti potenzialmente in grado di disturbare i match. Una scelta che segna una linea netta rispetto al modello americano, che però ha creato una serie di episodi controversi durante gli incontri a Flushing Meadows.

La decisione arriva infatti dopo giorni di polemiche nel torneo newyorchese: fotografie scattate con luci accecanti durante i punti, rumori continui e movimenti del pubblico in pieno scambio. Una situazione che ha spinto giocatrici come Coco Gauff e Naomi Osaka a chiedere maggiore rispetto delle regole di condotta del tennis, mentre i maxi‑schermi del torneo diffondevano messaggi educativi rivolti agli spettatori con meno esperienza, abituati a contesti più “chiassosi”.

Il malumore è cresciuto giorno dopo giorno: il francese Adrian Mannarino, ad esempio, ha parlato apertamente di “zoo”, denunciando la libertà concessa al pubblico di muoversi durante i punti e il rumore costante attorno ai campi. Un contesto che contrasta con la tradizione di uno sport in cui, da sempre, l’atmosfera è controllata e la sacralità del gioco è parte integrante dell’esperienza.

In questo scenario, i top player osservano con attenzione. Tanti ricordano il tifo sfrenato, in alcuni frangenti fuori controllo, di alcuni influencer durante la finale degli US Open 2025 fra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, mentre altri campioni come Aryna Sabalenka hanno sbottato chiedendo condizioni di gioco stabili e più disciplina da parte del pubblico: la bielorussa, quest’anno, ha anche lamentato il forte odore di marijuana nella zona dei campi da gioco di Flushing Meadows, sottolineando che “una cosa del genere accade solo qui”.

Wimbledon, che ogni anno rivede le proprie politiche interne, sembra intenzionato a preservare la propria identità: niente esperimenti, niente aperture indiscriminate, nessuna concessione a un modello più “spettacolarizzato” come quello americano. L’obiettivo è evitare che il tennis diventi un palcoscenico per contenuti virali a scapito del rispetto del gioco.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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