Il russo ha sottolineato un aspetto a suo dire fastidioso del gioco del tedesco, vincitore dello scontro diretto in semifinale agli US Open.
La semifinale degli US Open fra Alexander Zverev e Karen Khachanov, vinta dal tedesco 6-3, 7-6(7), 7-6(6) in tre ore di gioco, ha lasciato uno strascico polemico sul quale lo stesso Khachanov, in conferenza stampa, ha fatto il punto. Il tennista russo, tornato fra i primi quattro di un torneo del Grande Slam per la prima volta da Melbourne 2023, ha infatti espresso il suo disappunto per la gestione del tempo al servizio dello stesso Zverev, soprattutto fra la prima e la seconda di servizio.
“Fa rimbalzare un sacco di volte la pallina prima di battere, non sono l’unico a trovare fastidioso questo atteggiamento – ha sentenziato Khachanov davanti ai cronisti -. Tu sei lì pronto a rispondere e all’improvviso lo vedi che fa di nuovo rimbalzare la pallina, altre dodici volte. Succede praticamente a ogni punto. Chiaro, non posso dire nulla se serve nel tempo stabilito ma ci sono occasioni in cui potrebbe essere sanzionato e non succede”.
Il riferimento, nello specifico, è alla ‘time violation’ che viene sanzionata solo in occasione di una prima di servizio, se il tennista supera il limite di 25 secondi. In caso di seconda di servizio tale limite non esiste (viene considerato lo stesso punto), ma il giudice di sedia può comunque richiamare, ed eventualmente sanzionare, il tennista per ‘time delay’, qualora dovesse perdere troppo tempo anche in quest’occasione.
La tendenza di Zverev di attendere fino all’ultimo secondo utile per servire non è passata inosservata già prima del match contro Khachanov. Fra il primo turno e i quarti di finale, secondo una curiosa statistica riportata da ‘Espn’, il tedesco ha fatto rimbalzare la pallina 12.040 volte in fase di servizio: un punto sul quale inevitabilmente dovrà lavorare, preparando la finale, il team di Ben Shelton, l’uomo che contenderà a Zverev il titolo maschile degli US Open 2026.