Fabio Fognini

Aggiornato Gio 24 Set 2026 alle 09:00

Fabio Fognini continua a essere una delle voci più ascoltate e discusse del tennis italiano, anche dopo il ritiro dall’attività agonistica avvenuto nell’estate del 2025. Le ultime notizie e dichiarazioni dell’ex numero 9 del mondo dipingono un personaggio che non rinuncia a dire la sua, spesso con toni diretti e senza filtri, su tutto ciò che riguarda il circuito ATP e i protagonisti della nuova era.

Fognini su Zverev e il dominio di Sinner e Alcaraz

La novità più recente riguarda le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sky dopo la vittoria di Alexander Zverev agli US Open 2026, secondo Slam conquistato dal tedesco in questa stagione. Fognini non ha usato mezzi termini: il successo di Zverev a New York è arrivato principalmente grazie all’assenza di Jannik Sinner, fermato da un problema al ginocchio destro, e alle difficoltà di Carlos Alcaraz, rientrato dopo quattro mesi e mezzo di stop per un infortunio al polso. ‘È indubbio che Zverev ora sia molto più solido rispetto a un tempo’, ha premesso il ligure, ‘ma al momento non vedo davvero un altro tennista in grado di impensierire Alcaraz e Sinner in forma. Loro giocano un altro tennis’. Una sentenza netta, che ha riacceso il dibattito tra gli appassionati: secondo Fognini esiste un gap mentale netto tra i due fuoriclasse e tutti gli altri componenti della top 10, nessuno escluso.

Questa visione era già emersa con chiarezza nei mesi precedenti. Dopo la sorprendente sconfitta di Sinner al Roland Garros contro Cerundolo, con l’azzurro che conduceva due set a zero e 5-1 nel terzo prima di cedere fisicamente, Fognini aveva invitato tutti a riflettere: ‘Questo ci fa pensare che non siamo dei robot. E se lo dice il numero uno del mondo, apriamo gli occhi’. Un messaggio che aveva fatto il giro dei social, sottolineando come anche i campioni abbiano limiti umani invalicabili.

Il tema degli infortuni e i ritiri dal circuito

Uno dei fili conduttori delle ultime notizie su Fognini riguarda proprio il tema degli infortuni e dei ritiri dai tornei, diventato centrale nel dibattito tennistico del 2026. Quando Sinner aveva deciso di saltare il Masters 1000 di Montreal per preservarsi in vista degli US Open, l’ex tennista ligure aveva commentato con pragmatismo: ‘Non mi sorprende il ritiro di Sinner da Montreal, ha senso in vista degli US Open’. Fognini aveva colto l’occasione per sottolineare come il tennis contemporaneo sia profondamente cambiato rispetto alla sua epoca: ‘Oggi chiunque può vincere un Masters 1000, mentre ai miei tempi con Nole, Roger e Rafa era impossibile, anche perché non ne mancavano mai uno’.

Il problema al ginocchio destro di Sinner, che lo ha poi costretto a saltare anche Cincinnati e gli stessi US Open, aveva spinto Fognini a un commento sui social intriso di rispetto e vicinanza: ‘Il suo ginocchio ha detto no e ha bisogno di tempo. La salute viene prima di tutto’. Una posizione condivisa anche da Adriano Panatta e dall’ex coach Riccardo Piatti, che avevano allargato la riflessione all’intero circuito, denunciando ritmi insostenibili per i giocatori di vertice. L’obiettivo di Sinner resta il rientro al China Open di Pechino, in programma dal 30 settembre, dove l’azzurro è detentore del titolo.

La nuova vita di Fognini dopo il ritiro

Sul piano personale, Fognini ha chiuso definitivamente il capitolo agonistico nell’estate del 2025, annunciando il ritiro a Wimbledon dopo la sconfitta in cinque set contro Carlos Alcaraz sul Campo Centrale. Una partita che era diventata quasi leggendaria, con il trentottenne ligure capace di portare il numero due del mondo al quinto set e di ricevere una standing ovation dal pubblico londinese. ‘Ho pianto negli spogliatoi’, aveva ammesso con sincerità. ‘Non mi aspettavo di giocare cinque set contro di lui. Non c’era modo migliore di uscire di scena’.

Da allora, Fognini ha intrapreso nuove strade: la partecipazione a Ballando con le Stelle su Rai Uno, le apparizioni televisive come opinionista e commentatore, e qualche polemica di troppo. Come quella con il capitano di Coppa Davis Filippo Volandri, accusato pubblicamente di non avergli mai spiegato le ragioni delle mancate convocazioni. O le dichiarazioni a Belve in cui aveva confessato di aver spesso ‘odiato il tennis’ e di essersi ‘tirato la mazza sui piedi da solo’ per i suoi atteggiamenti in campo. Parole che avevano diviso l’opinione pubblica, con una parte dei tifosi che lo aveva criticato aspramente sui social per alcune uscite ritenute irrispettose nei confronti di Sinner.

Nonostante le polemiche, il ruolo di Fognini come punto di riferimento del tennis italiano resta indiscutibile. La sua carriera, culminata con il trionfo nel Masters 1000 di Monte Carlo nel 2019 e con il raggiungimento della posizione numero 9 del ranking mondiale, ha aperto la strada alla generazione d’oro che oggi vede Sinner al vertice del mondo. Un’eredità che lo stesso Flavio Cobolli, finalista al Roland Garros 2026, ha riconosciuto pubblicamente con una dedica commossa. E Fognini, dal canto suo, continua a osservare, commentare e — quando necessario — punzecchiare, con quella spontaneità che lui stesso considera il suo tratto distintivo rispetto al più riservato Sinner.