Fabio Fognini

Aggiornato Mar 28 Lug 2026 alle 12:17

Fabio Fognini continua a far parlare di sé anche dopo il ritiro dal tennis professionistico, avvenuto nell’estate del 2025 a Wimbledon. L’ex numero 9 del mondo, che ha chiuso la sua carriera con una battaglia epica contro Carlos Alcaraz sul Campo Centrale dei Championships, è tornato prepotentemente sotto i riflettori in occasione di Wimbledon 2026, scatenando polemiche tra i tifosi italiani con alcune dichiarazioni su Novak Djokovic alla vigilia della semifinale contro Jannik Sinner.

Le parole su Djokovic che hanno fatto infuriare i tifosi di Sinner

Presente a Londra per seguire il gran finale dello Slam sull’erba, Fognini ha rilasciato un’intervista a Sportklub in cui ha espresso apertamente il desiderio di vedere Djokovic conquistare un altro Grande Slam. «Tutti adorano Novak, ma soprattutto qui. Ha vinto 106 partite a Wimbledon ed è stato il miglior giocatore della nostra epoca. Il mio più grande desiderio è che abbia l’opportunità di vincere un altro Grande Slam», ha dichiarato il ligure, aggiungendo di conoscere bene il serbo e di ritenerlo «una persona fantastica».

Le ultime notizie su queste dichiarazioni hanno immediatamente acceso i social network, con numerosi tifosi di Jannik Sinner che hanno reagito con durezza. «Fognini non perde occasione per dimostrare quanto è rancoroso», «Per far parlare di sé è capace di tutto!», «Fogna fogna che rosica»: questi alcuni dei commenti apparsi su Facebook e X. Non è la prima volta che le parole dell’ex tennista taggiasco generano dibattito, ma in questo caso il tempismo — alla vigilia di una semifinale così attesa — ha amplificato le reazioni.

La semifinale in questione, disputata il 10 luglio sul Centre Court, rappresentava il dodicesimo confronto in carriera tra Sinner e Djokovic, con il bilancio complessivo favorevole all’altoatesino per 6-5. Il contesto della vigilia era già carico di tensione, con Djokovic che aveva polemizzato con il supervisor durante il suo match per la chiusura anticipata del tetto, arrivando a dire esplicitamente di non curarsi di ciò che accadeva nei match di Sinner.

Fognini opinionista: da Cobolli a Sinner, le novità degli ultimi mesi

Al di là delle polemiche più recenti, negli ultimi mesi Fognini si è ritagliato un ruolo sempre più definito di commentatore autorevole del tennis italiano. Dopo il Roland Garros 2026, ha analizzato sulla Gazzetta dello Sport la finale persa da Flavio Cobolli contro Alexander Zverev, mostrando una lettura lucida e affettuosa del giovane romano. «Per certi aspetti mi rivedo molto in lui. È competitivo e determinato, ma ha anche una grande sensibilità umana», ha detto Fognini, che ha però messo in guardia Cobolli dalle pressioni che inevitabilmente arrivano dopo un risultato simile. Sul confronto tra Cobolli e Sinner, il ligure è stato netto: «In questo momento Jannik Sinner e Carlos Alcaraz restano un gradino sopra tutti».

Anche la sorprendente eliminazione di Sinner al Roland Garros 2026, contro Juan Manuel Cerundolo quando era avanti due set a zero e 5-1 nel terzo, aveva spinto Fognini a intervenire pubblicamente. Sui suoi canali social aveva scritto: «È successo qualcosa che nessun appassionato di tennis credeva potesse mai succedere». Un intervento che, a differenza di quello su Djokovic, era stato accolto positivamente, con Fognini che aveva concluso con un messaggio di fiducia: «Jannik resta Jannik».

Più indietro nel tempo, a marzo 2026, l’ex tennista aveva commentato con entusiasmo la vittoria di Sinner a Indian Wells, sottolineando in particolare i progressi difensivi dell’altoatesino: «L’ho visto difendersi davvero meglio, è stato grandissimo. Si è confermato un grande campione, è stato incisivo nei momenti importanti». L’analisi di Fognini dopo Indian Wells aveva ricevuto apprezzamenti, a dimostrazione di come il suo giudizio oscilli spesso tra elogi sinceri e uscite che dividono l’opinione pubblica.

Una voce scomoda ma sempre presente nel tennis italiano

Quello che emerge con chiarezza dalle ultime notizie su Fabio Fognini è il profilo di un personaggio che, anche lontano dai campi, non riesce — e probabilmente non vuole — passare inosservato. La sua carriera si è chiusa con nove titoli ATP, tra cui il Masters 1000 di Monte Carlo nel 2019, e con la consapevolezza di aver aperto la strada all’attuale età dell’oro del tennis italiano maschile. Ma il suo lascito, oggi, si misura anche attraverso le parole: pungenti, dirette, a volte divisive.

Fognini stesso, intervistato a inizio 2026 dal programma Rai Belve, aveva ammesso con la consueta franchezza: «Cosa ho che Sinner non ha? La spontaneità. Io sono vivace e allegro e dico le cose in modo diretto. Lui ha un carattere diverso». Una differenza di stile che spiega molto, sia del campione che è stato Fognini, sia delle reazioni che ancora oggi le sue parole continuano a suscitare.