Fabio Fognini sta dalla parte di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz

Articolo di Fabrizio Ponciroli

Sul piatto la delicata questione dei troppi tornei da disputare durante la stagione.

Fabio Fognini è uno che conosce perfettamente i ritmi del circuito. L’ex tennista ha trascorso più di 20 anni a giocare a tennis ad alto livello, giocando una serie infinita di tornei. Ritirato da circa un anno, è conscio delle problematiche che deve affrontare un tennista, in particolare i migliori al mondo.

Essere Jannik Sinner o Carlos Alcaraz significa dover giocare più tornei prestigiosi possibili (oltre alle quattro prove dello Slam). Riuscirci non è affatto semplice, soprattutto mantenere il massimo dell’intensità in ogni singolo appuntamento della stagione.

Non è un caso che, sia l’italiano che, da poco, anche lo spagnolo abbiano iniziato a “gestirsi meglio”. Qualche rinuncia in più per dosare al meglio le energie (sia fisiche che mentali) e, soprattutto, rischiare meno infortuni possibili, ovvero il vero dilemma di ogni singolo tennista.

Carlos Alcaraz ha, recentemente, dichiarato che proverà a prendersi qualche pausa in più. Una scelta che Fabio Fognini apprezza e condivide al 100%: “Quello che dice Carlos è apprezzabile: se vuoi fare bene, forse devi fare un po’ meno”, le sue chiare parole a Sky Insider. Insomma, la sensazione è che si giochi davvero troppo e, di conseguenza, bisogna imparare a scegliere a quali tornei iscriversi e quali, a malincuore, evitare per il proprio benessere fisico.

Giornalista dal 2003, ha maturato, nel corso degli anni, diverse esperienze nel mondo dell’editoria e della comunicazione. Ha scritto libri a tema sportivo (Pianeta Vale, Wrestling semplicemente spettacolo) e di genere fanta-thirller (La Macchia, La Libellula). Opinionista radiofonico e televisivo. Collezionista action figures e album figurine.

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