Fabio Fognini fa un’ammissione su Jannik Sinner dopo il forfait

Articolo di Martino Davidi

L'ex tennista ligure ha parlato dell'assenza del numero uno del mondo agli US Open: "Volevamo vedere una sfida tra i due titani"

L’ex tennista azzurro Fabio Fognini sui suoi canali social ha riflettuto sul forfait di Jannik Sinner agli US Open, dopo quelli dei Masters 1000 di Montreal e Cincinnati. Il ginocchio sta frenando il numero uno del mondo, che non gioca dalla finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev e da settimane sostiene esami al J Medical per monitorare e risolvere il problema.

“Il suo ginocchio ha detto no e ha bisogno di tempo. Come abbiamo letto nelle sue dichiarazioni, è triste e deluso perché sognava di giocare gli US Open. La salute viene però prima di tutto e auguriamo a Jannik una pronta guarigione. Tornerà presto in campo per vincere”, sono le parole di Fognini, che poi si è soffermato su Carlos Alcaraz, che invece sarà presente dopo aver recuperato al guaio al polso.

“Siamo tutti curiosi di vedere come sta e se riuscirà a esprimere il suo livello. Occhi incollati alla televisione”. Fognini ha ammesso però un certo rammarico per la mancata sfida tra i due più grandi del circuito: “Peccato perché ci aspettavamo una sfida tra i due titani del nostro sport”.

Secondo quanto filtra, il problema al ginocchio destro sarebbe riconducibile a un’infiammazione senza lesioni strutturali, che potrebbe essersi riacutizzata alla fine di luglio quando l’altoatesino aveva ripreso ad allenarsi dopo la pausa successiva al trionfo a Wimbledon. Per questa settimana è stato deciso uno stop completo dall’attività tennistica, con l’orizzonte del rientro in allenamento fissato indicativamente attorno al 6 settembre. L’obiettivo resta il rientro in gara al torneo di Pechino, in programma dal 30 settembre.

Sul tema degli infortuni nel circuito moderno si è espresso con forza anche Adriano Panatta, che ai microfoni della Domenica Sportiva ha allargato lo sguardo oltre il singolo caso Sinner: “Qui parliamo di troppi infortuni, a parte Sinner e Carlos Alcaraz abbiamo avuto Rune, Berrettini, Musetti, Fritz, tutti giocatori nei primi dieci con grossi incidenti. Qualcosa non sta funzionando, penso sia il tipo di gioco che ti costringe ad andare troppo forte”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’ex coach di Sinner Riccardo Piatti, che ha puntato il dito contro i ritmi insostenibili del circuito: “Questi tennisti non possono giocare tutto l’anno. Sinner e Alcaraz devono pensare al loro futuro: se vogliono avere una carriera molto lunga devono essere capaci di trovare un equilibrio anche al di fuori del tennis, altrimenti dopo due o tre anni si logorano”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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