Fabio Fognini parla chiaro sulle differenze tra Jannik Sinner e Flavio Cobolli

Articolo di Andrea Gussoni

Fabio Fognini è tornato a parlare sulla Gazzetta dello Sport della finale del Roland Garros persa da Flavio Cobolli

Fabio Fognini è tornato a parlare sulla Gazzetta dello Sport della finale del Roland Garros persa da Flavio Cobolli:  “È stata una partita particolare. Nel primo set ho visto esattamente quello che mi aspettavo: era molto teso, aveva fretta di entrare nel match e ha commesso diversi errori. Poi la sfida è rimasta aperta, con occasioni e sbavature da entrambe le parti. La cosa che mi porto via è che il livello c’è. Nel quinto set, secondo me, ha pesato soprattutto l’aspetto mentale. Dopo due settimane vissute a quell’intensità, inevitabilmente senti il peso di tutto ciò che hai costruito. Però una cosa è certa: sulla terra battuta ha dimostrato di appartenere a questo livello. Qualcuno dirà che il tabellone si è aperto e che è stato favorito dagli incroci. Ma quando l’occasione arriva bisogna essere capaci di coglierla, e lui lo ha fatto”.

“Adesso arriva la parte più complicata. Deve affrontare tutto con calma, concentrarsi su sé stesso e sulla programmazione. E deve avere il coraggio di alzare l’asticella. Perché quando arrivi così in alto, il desiderio è quello di restarci. Il problema è che da un giorno all’altro tutti iniziano ad aspettarsi qualcosa da te. E soprattutto inizi a pretenderlo da te stesso. Invece non deve sentirsi obbligato a dimostrare nulla. Deve continuare a lavorare e a lottare come ha sempre fatto”.

“Per certi aspetti mi rivedo molto in lui. È competitivo e determinato, ma ha anche una grande sensibilità umana. È un ragazzo solare, ha un bel sorriso, sa stare con le persone. Forse è meno arrabbiato di quanto fossi io alla sua età, ma possiede tante caratteristiche che mi ricordano il Fabio di allora. Ed è anche per questo che vederlo su quel campo mi ha emozionato così tanto. Il tennis di oggi è molto diverso da quello che ho vissuto io. Ci sono più investimenti, più opportunità e un’attenzione mediatica diversa. Cambia soprattutto il modo in cui gli altri ti guardano. Da oggi le aspettative nei suoi confronti saranno inevitabilmente più alte e dovrà imparare a convivere con questa nuova realtà”.

“Dove può arrivare? In questo momento Jannik Sinner e Carlos Alcaraz restano un gradino sopra tutti. Però alle loro spalle c’è spazio. Tra la quarta e la decima posizione mondiale vedo margine, e credo che Flavio abbia tutte le qualità per stabilirsi in quel gruppo”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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