US Open 2026

Aggiornato Lun 14 Set 2026 alle 00:09

Gli US Open 2026 si sono conclusi il 13 settembre con due finali memorabili che hanno scritto pagine importanti nella storia del tennis. Le ultime notizie da Flushing Meadows raccontano di un torneo straordinario, reso ancora più aperto dall’assenza del numero uno del mondo Jannik Sinner, costretto a rinunciare per un’infiammazione ai tendini del ginocchio destro.

Rybakina regina di New York, Zverev batte Shelton in finale

Nel tabellone femminile, Elena Rybakina ha conquistato il titolo degli US Open battendo la campionessa uscente Aryna Sabalenka in tre set con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2, dopo due ore e 21 minuti di gioco. Per la kazaka si tratta del 14° titolo in carriera e del terzo Slam, dopo Wimbledon 2022 e gli Australian Open 2026. Il successo le vale anche la vetta del ranking mondiale. C’è però un retroscena curioso dietro questo trionfo: arrivata a New York, Rybakina si era sottoposta a una risonanza magnetica con risultati tutt’altro che incoraggianti, al punto da rischiare di non partecipare al torneo. La stessa tennista ha rivelato di aver trascorso una settimana senza toccare la racchetta, lavorando solo in palestra per recuperare dall’infortunio. Una vittoria che sa di miracolo sportivo. Sabalenka, nonostante la sconfitta, ha mantenuto il sorriso: ‘Goditi la vittoria ma lascia qualcosa anche a me, così posso vincere qualche torneo’.

Nel tabellone maschile, invece, la finale tra Ben Shelton e Alexander Zverev ha incoronato il tedesco, alla sua terza finale stagionale in uno Slam. Zverev, già vincitore del Roland Garros 2026, ha dimostrato di essere il tennista più in forma del circuito in questo momento, superando per numero di finali Slam stagionali sia Sinner che Alcaraz, fermi a una finale ciascuno. Lo statunitense Shelton, giustiziere di Carlos Alcaraz ai quarti, aveva raggiunto per la prima volta in carriera una finale Slam, dopo un paio di semifinali agli US Open 2023 e in Australia nel 2025. ‘Sono contentissimo per il mio team prima ancora che per me. Il lavoro però non è finito, c’è una finale da giocare’, aveva dichiarato Shelton prima dell’atto conclusivo.

Il cammino verso le finali: Alcaraz eliminato, Djokovic fuori al primo turno

Il torneo maschile è stato caratterizzato da clamorose sorprese fin dalle prime giornate. La più eclatante riguarda Novak Djokovic, eliminato al primo turno dall’argentino Mariano Navone in cinque set (7-6, 5-7, 4-6, 6-2, 6-1) dopo 4 ore e 36 minuti di gioco. Per il serbo si è trattata della prima sconfitta all’esordio in uno Slam da vent’anni, precisamente dagli Australian Open del 2006. Djokovic ha raccontato un vero calvario fisico: problemi di stomaco, vomito, crampi e infine la spalla che ha ceduto. ‘Ho detestato praticamente ogni momento trascorso in campo’, ha ammesso il campione serbo.

Carlos Alcaraz, rientrato dopo oltre quattro mesi di stop per un infortunio al polso, si era spinto fino ai quarti di finale prima di cedere a Ben Shelton in una partita spettacolare durata oltre quattro ore e mezza, conclusasi 6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6. Per lo statunitense si è trattata della prima vittoria in carriera contro lo spagnolo, dopo tre sconfitte consecutive. Shelton ha poi superato Frances Tiafoe in semifinale, garantendo la presenza di un americano in finale per la prima volta da anni. L’ultimo tennista a stelle e strisce a vincere il tabellone maschile degli US Open era stato Andy Roddick nel 2003.

Alexander Zverev, prima testa di serie in assenza di Sinner, ha dominato il suo percorso: dopo aver eliminato Lorenzo Sonego al primo turno in una battaglia di cinque set, ha poi regolato Luciano Darderi agli ottavi, Van de Zandschulp ai quarti e Khachanov in semifinale. Con la vittoria finale, il divario in classifica con Sinner si è ulteriormente ridotto di 1810 punti.

La spedizione italiana: luci e ombre a Flushing Meadows

L’Italia si era presentata a New York con ben dieci rappresentanti nel tabellone maschile, a testimonianza della straordinaria profondità del tennis azzurro. Il bilancio finale, però, non ha soddisfatto le aspettative. Flavio Cobolli, quinta testa di serie, è stato eliminato al terzo turno dal belga Alexander Blockx (6-7, 6-3, 6-0, 6-3), nonostante avesse già battuto lo stesso avversario in due occasioni nelle settimane precedenti. Luciano Darderi è stato l’italiano più longevo nel singolare maschile, raggiungendo gli ottavi prima di arrendersi a Zverev. Il percorso di Darderi era stato tutt’altro che semplice: vittorie sofferte su Wendelken e Svrcina, quest’ultima in una partita nervosa in cui entrambi i giocatori avevano rotto la racchetta.

Tra le eliminazioni più pesanti anche quella di Lorenzo Musetti, uscito al secondo turno contro la wild card australiana Dane Sweeny a causa del caldo torrido di New York, che gli aveva provocato capogiri e difficoltà respiratorie. Matteo Berrettini, Mattia Bellucci e Matteo Arnaldi erano invece caduti rispettivamente contro Navone, Fritz e Duckworth. Una nota positiva è arrivata dal doppio, con Bolelli e Vavassori protagonisti di un’altra rimonta caratteristica, raggiungendo i quarti di finale. Nel complesso, gli US Open 2026 hanno confermato che il tennis italiano ha una profondità straordinaria, ma che per competere ai massimi livelli nei tornei Slam servirà ancora il contributo di Sinner, atteso al rientro a Pechino a fine settembre.