Jonathan David

Aggiornato Mer 24 Giu 2026 alle 16:58

La stagione di Jonathan David alla Juventus si è conclusa come una delle più grandi delusioni del recente calciomercato bianconero. L’attaccante canadese, arrivato la scorsa estate a parametro zero dal Lille con grandissime aspettative, ha chiuso l’annata con appena 7 gol in 40 presenze complessive tra Serie A e Champions League, un rendimento ben lontano dai 20 gol a stagione che aveva abituato i tifosi francesi. Le ultime notizie sul suo conto parlano chiaro: il futuro del classe 2000 sarà quasi certamente lontano da Torino.

Il mercato si scalda: chi vuole Jonathan David

Le novità di mercato attorno a David si moltiplicano con il passare delle settimane. Dalla Francia arrivano le sirene più concrete: il Marsiglia, in caso di qualificazione alla prossima Champions League, è la pista più accreditata in Ligue 1. I rapporti tra il club provenzale e la Juventus sono ottimi — come dimostra l’operazione Weah della scorsa estate — e un centravanti abituato a segnare con continuità nel campionato francese rappresenterebbe un rinforzo ideale per ridurre il gap con il PSG. Anche il Lione di Paulo Fonseca lavora da settimane per riportarlo in Francia, sebbene tra il tecnico portoghese e il giocatore il feeling non sia mai stato particolarmente speciale: fu proprio Fonseca, quando era sulla panchina del Milan, a bloccare la trattativa che avrebbe portato David in rossonero nell’estate 2024.

Dalla Premier League si registrano invece diversi club interessati. West Ham e Nottingham Forest avevano già provato a muoversi a gennaio, salvo poi cambiare obiettivo. Nelle ultime settimane si è aggiunto anche l’Aston Villa, che vede nel canadese un profilo ideale attorno a cui ricostruire il proprio reparto offensivo. I club inglesi, dal canto loro, non avrebbero difficoltà economiche nel formulare un’offerta adeguata.

La valutazione del cartellino non appare proibitiva: alla Juventus, che lo aveva ingaggiato a parametro zero, potrebbe bastare una cifra compresa tra i 25 e i 30 milioni di euro per lasciar partire il giocatore. Il vero nodo resta l’ingaggio, pari a circa 6 milioni netti a stagione, considerato elevato alla luce di un rendimento stagionale tutt’altro che esaltante.

Suggestiva rimane anche l’ipotesi di uno scambio con il PSG: i parigini, con il direttore sportivo Luis Campos grande estimatore di David sin dai tempi del Lille, potrebbero offrire Randal Kolo Muani come contropartita. Il francese aveva già vissuto mesi positivi in prestito alla Juventus e vorrebbe tornare in Serie A per rilanciarsi. I due giocatori hanno età simile, stipendi paragonabili e cartellini valutati intorno ai 40 milioni: l’operazione è allo studio dei due club, favoriti anche dal disgelo diplomatico degli ultimi mesi dopo le tensioni legate al mancato riscatto di Kolo Muani.

Una stagione tra alti e bassi: dal rigore sbagliato al riscatto parziale

Ripercorrere la stagione di David significa raccontare una storia fatta di momenti difficili, qualche lampo e tante incompiute. L’avvio era stato promettente: gol all’esordio contro il Parma e grande entusiasmo attorno al nuovo acquisto. Poi il lungo digiuno, le panchine, le critiche sempre più feroci. Il punto più basso è arrivato il 3 gennaio, quando David ha calciato un rigore in maniera goffa contro il Lecce, facendosi respingere il tiro dal portiere Falcone in modo quasi imbarazzante. Le reazioni sui social e da parte degli addetti ai lavori sono state durissime: il giornalista Paolo Condò lo aveva demolito pubblicamente, accusandolo di aver tirato «come se fosse un fenomeno».

Il riscatto era arrivato pochi giorni dopo, contro il Sassuolo, con un gol e un assist che avevano fatto tirare un sospiro di sollievo all’ambiente bianconero. Il commissario tecnico del Canada, Jesse Marsch, aveva dichiarato con convinzione che David «non si sarebbe più fermato», paragonandolo addirittura a Erling Haaland per qualità realizzative. La realtà, però, è stata diversa: il canadese non è mai riuscito a imporsi con continuità, complice anche una stagione turbolenta per l’intera Juventus, passata attraverso il cambio di allenatore da Tudor a Spalletti e un’eliminazione dalla Champions League per mano del Galatasaray.

Fabrizio Ravanelli, grande ex bianconero, ha individuato nel carattere il problema principale di David, mettendolo sul banco degli imputati insieme a Lois Openda: «Hanno dimostrato di avere lacune caratteriali. Per giocare alla Juventus serve la personalità per rappresentare uno dei club migliori al mondo, non puoi nasconderti». Parole dure, che fotografano bene il clima attorno al giocatore nelle ultime settimane di stagione.

Luciano Spalletti, dal canto suo, ha sempre difeso pubblicamente il suo attaccante, anche nei momenti più difficili, pur non rinunciando a escluderlo dalla formazione quando le condizioni fisiche o tattiche lo richiedevano — come accaduto nella sfida contro il Como, quando il tecnico aveva spiegato che David «non stava molto bene» e sarebbe stato a rischio di dover uscire dopo un tempo. Un rapporto complesso, fatto di fiducia dichiarata e scelte di campo che raccontavano una storia diversa. Ora, con la stagione archiviata, la Juventus è pronta ad ascoltare offerte e voltare pagina, cercando un attaccante più adatto alle caratteristiche richieste dal gioco di Spalletti.