Paolo Condò demolisce Jonathan David per il rigore: “Ha fatto il fenomeno”

Articolo di Aldo Seghedoni

"Non esiste andare a tirare un rigore così" sentenzia il giornalista dai microfoni di Sky.

Paolo Condò, dagli studi di Sky, ha demolito Jonathan David per il modo in cui ha tirato il penalty che avrebbe consentito alla Juventus di andare in vantaggio con il Lecce all’Allianz Stadium e, probabilmente, di vincere la partita visto che non mancava poi molto al triplice fischio dell’arbitro Collu. “David è andato a calciare un rigore con una sciatteria… come se fosse un fenomeno che va a fare un gol da fenomeno” l’analisi del giornalista

“Credo che il messaggio che dobbiamo dare a David in questo momento sia ‘noi non pensiamo che tu sia un fenomeno, ma fino a questo momento un centravanti modesto visto quanto mostrato’. Quando ti viene concessa l’opportunità di far vedere le tue qualità mettici il 200% mentale e tecnico. Riguardo il tecnico voglio sperare che sappia tirarli meglio, ma dal punto di vista mentale… Non esiste andare a tirare un rigore così” ha aggiunto Condò.

Al triplice fischio non c’è stato scampo per il canadese dei bianconeri, una delle delusioni più grandi di questa prima parte di campionato, oggetto di critiche feroci anche sui social. “Lo dovevate battere voi – ha subito preso le sue difese Luciano Spalletti a Dazn -. David è un rigorista, che li batte benissimo: aveva fatto la scelta giusta, ma non è riuscito ad alzare il pallone quei 15-20 centimetri per superare la figura del portiere”.

Nel mirino è finito anche Manuel Locatelli, che nel passato campionato realizzò a Venezia il penalty che valse la qualificazione in Champions League dei piemontesi e che, anziché presentarsi ancora una volta sul dischetto, ha consegnato il pallone all’ex bomber del Lille.

Stesso atteggiamento tenuto da Kenan Yildiz, assolto però dal popolo del web bianconero. “Io sto con i miei calciatori, con quelli che hanno fatto battere il rigore a David e con lui che l’ha calciato: se la prestazione sarà questa qui, di partite qualcun’altra le porteremo a casa” ha tagliato corto l’ex commissario tecnico della Nazionale, di certo non felice per il punto racimolato con i salentini.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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