carlo calcagni

Aggiornato Lun 14 Set 2026 alle 09:06

Le ultime notizie su Carlo Calcagni raccontano la storia di un uomo che non smette mai di stupire, dentro e fuori dalla pista. Il colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, atleta paralimpico e recordman mondiale, continua a essere protagonista assoluto dello sport paralimpico italiano, alternando imprese sportive straordinarie a battaglie personali che rendono ogni sua vittoria ancora più significativa.

L’ultima notizia in ordine di tempo lo vede alle prese con un nuovo ricovero ospedaliero: l’8 settembre 2026, Calcagni ha trascorso una lunga giornata nel reparto di dialisi dell’Ospedale Perrino di Brindisi, sottoponendosi a una plasmaferesi. Con la lucidità e il coraggio che lo contraddistinguono, ha condiviso pubblicamente quell’esperienza, trasformandola in un messaggio universale. «Noi non siamo le nostre giornate peggiori. Siamo ciò che scegliamo di fare dentro quelle giornate», ha scritto, rivolgendo un pensiero commosso a tutto il personale sanitario e a chiunque stia affrontando una battaglia silenziosa. «Io ci sono ancora… e combatto»: una dichiarazione che sintetizza perfettamente lo spirito di un uomo che non si arrende mai.

Tre ori in 24 ore: la leggenda di Grosseto 2026

Solo due mesi prima di quel ricovero, Calcagni aveva scritto un’altra pagina memorabile della sua carriera. Ai Campionati Italiani Assoluti di Grosseto 2026, il colonnello ha conquistato tre medaglie d’oro in appena ventiquattro ore, confermandosi il dominatore assoluto della categoria T72. Un’impresa che va ben oltre il dato tecnico: dietro quei tre ori, come lui stesso ha sottolineato, ci sono «allenamenti, sacrifici, dolore, rinunce, terapie, viaggi, ricoveri, notti difficili e una volontà incrollabile di non arrendermi, mai». Un ringraziamento speciale è andato a Franco, figura costante e indispensabile al suo fianco, senza il quale, ha ammesso Calcagni, non potrebbe nemmeno raggiungere le gare. La tripletta d’oro a Grosseto rappresenta l’ennesima dimostrazione che i limiti esistono per essere superati.

Il percorso che ha portato a questi risultati era già stato tracciato in modo netto nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026. A maggio 2026, al Grand Prix Internazionale di Nottwil, Calcagni aveva stabilito un nuovo record mondiale nei 200 metri T72 con il tempo di 29″32, con 58 nazioni partecipanti. «29″32. Un numero?! Solo un numero per chi guarda una classifica. Per me è una storia», aveva commentato, ricordando come ogni primato sia il frutto di una vita intera spesa a resistere alla malattia e alle avversità.

Un anno di trionfi e riconoscimenti

Il 2025 era stato un anno straordinario per le ultime notizie su Calcagni. A settembre, ai Campionati del Mondo di Atletica Paralimpica di Nuova Delhi, aveva conquistato due medaglie d’oro nei 400 metri, con un tempo di 59.47 secondi, dedicando la vittoria ai suoi figli Francesca e Andrea, «la luce dei miei occhi e la forza che mi sostiene nei momenti più difficili». Pochi mesi prima, in agosto, aveva già trionfato ai Campionati del Mondo Militari in Ecuador, portando a casa tre ori e un nuovo record mondiale. La medaglia d’oro di Nuova Delhi aveva assunto un peso simbolico enorme, considerando le patologie croniche e degenerative con cui Calcagni convive ogni giorno: fibrosi polmonare, cardiopatia da metalli pesanti, sclerosi multipla e parkinsonismo secondario, conseguenze dell’esposizione a contaminanti tossici durante la missione in Bosnia-Erzegovina.

A coronare un anno eccezionale, il 3 novembre 2025 gli era stato conferito il Collare d’Oro al Merito Sportivo dal Comitato Italiano Paralimpico, la massima onorificenza dello sport italiano, in una cerimonia trasmessa in diretta su Rai 2. «È un riconoscimento che non premia solo una vittoria, ma celebra un cammino fatto di sacrifici, cadute, risalite, paura e coraggio», aveva dichiarato. A gennaio 2026 era poi stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’ambito della cerimonia di premiazione dei Campioni Mondiali Paralimpici 2025: «Mi trema il cuore», aveva confessato, portando idealmente con sé tutti i servitori dello Stato che hanno pagato un prezzo altissimo per il proprio dovere. L’incontro con Mattarella al Quirinale aveva rappresentato uno dei momenti più emozionanti della sua straordinaria parabola umana e sportiva.

Oltre alle competizioni, Calcagni porta avanti con instancabile dedizione il Tour per la Vita, progetto del suo Team che attraversa l’Italia promuovendo i valori della solidarietà, dell’inclusione e della prevenzione. Ogni tappa è un’occasione per incontrare studenti, cittadini e istituzioni, trasmettendo il messaggio che lo contraddistingue da sempre: «Mai arrendersi, nonostante tutto e tutti, costi quel che costi». Un motto che non è solo uno slogan sportivo, ma la sintesi autentica di una vita vissuta al limite e oltre ogni limite immaginabile.