carlo calcagni

Aggiornato Mar 13 Ott 2026 alle 10:36

Le ultime notizie su Carlo Calcagni raccontano un autunno 2026 straordinario per il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, atleta paralimpico e simbolo di resilienza che continua a stupire dentro e fuori dalla pista. Tra record mondiali, riconoscimenti istituzionali e onorificenze civili, il campione pugliese si conferma una delle figure più significative dello sport paralimpico italiano.

Il record mondiale degli 800 metri e il weekend da leggenda a Jesolo

Il 4 ottobre 2026 è una data destinata a restare nella storia dell’atletica paralimpica italiana. Allo Stadio Armando Picchi di Jesolo, Carlo Calcagni ha firmato tre vittorie assolute in 24 ore, coronando il weekend con il nuovo record mondiale degli 800 metri T72 in 2:09.64, ottenuto per giunta al debutto outdoor sulla distanza. Nella stessa due giorni, il campione aveva già conquistato i 400 metri in 1:00.92 e i 100 metri in 15.17, entrambi con vittoria assoluta.

Un’impresa resa ancora più significativa dal contesto emotivo: il 4 ottobre è il giorno di San Francesco, e Calcagni ha voluto dedicare il record alla figlia Francesca. «Oggi è San Francesco e questo record del mondo voglio dedicarlo a mia figlia Francesca. È un regalo del cuore, in una giornata che per me assume un significato ancora più speciale», ha dichiarato il campione. Un pensiero speciale è andato anche al figlio Andrea, compagno di allenamenti e di sacrifici quotidiani.

Tutte e tre le gare di Jesolo sono state disputate con il nuovo Frame Runner ORMESA in alluminio, un ausilio completamente rinnovato che Calcagni ha voluto mettere subito alla prova con risultati decisamente positivi, aprendo prospettive interessanti in vista delle Paralimpiadi di Los Angeles 2028. La società ASD Keep Fit di Bitetto, di cui Calcagni fa parte, ha chiuso al secondo posto nella Coppa Italia Lanci FISPES 2026, raccogliendo tre podi complessivi nella finale di Jesolo.

Riconoscimenti istituzionali e la cittadinanza onoraria di Torre San Patrizio

Pochi giorni dopo l’impresa di Jesolo, il 7 ottobre 2026, Calcagni ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria del Comune di Torre San Patrizio, piccolo borgo storico del Fermano, nelle Marche. Il sindaco Prof. Luca Leoni ha conferito il riconoscimento alla presenza delle autorità locali, tra cui il Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Montegiorgio Fabio Fabrizi. Nella motivazione sono stati richiamati valori come il coraggio, la forza, l’unità, il sacrificio, la speranza e l’amore per la vita, insieme all’impegno per la giustizia e alla responsabilità civile.

Ancora più significativo è il fatto che Torre San Patrizio abbia scelto spontaneamente di accogliere Calcagni tra i propri cittadini, senza alcun obbligo nei suoi confronti, riconoscendo pubblicamente il valore della sua storia e della sua testimonianza. Un gesto che va ben oltre la semplice cerimonia istituzionale e che riflette l’impatto umano e sociale che il Colonnello esercita su comunità e persone in tutta Italia.

Qualche giorno prima, il 30 settembre, il Prefetto di Brindisi Dottor Guido Aprea aveva conferito a Calcagni la Medaglia al merito di Veterano delle missioni internazionali, riconoscimento del Ministero della Difesa che premia il servizio prestato nelle missioni internazionali di pace. «Questa medaglia arriva dopo una vita dedicata al servizio e assume per me un significato che va ben oltre il valore materiale della decorazione», ha commentato il Colonnello, che ha voluto condividere il momento con tutti i militari e le loro famiglie che hanno vissuto le stesse esperienze lontano da casa.

Un percorso costellato di traguardi: dai Mondiali di Nuova Delhi al Collare d’Oro

Il 2026 di Calcagni si inserisce in un percorso iniziato con i trionfi ai Campionati del Mondo di atletica paralimpica di Nuova Delhi nel settembre 2025, dove il campione pugliese aveva conquistato l’oro nei 100 e nei 400 metri T72, confermandosi al vertice mondiale della categoria. Quei successi erano stati preceduti da tre ori al Campionato del Mondo Militare in Ecuador nell’agosto 2025, con un nuovo record mondiale, e da un altro primato mondiale nei 200 metri T72 al Grand Prix Internazionale di Nottwil in maggio.

A novembre 2025 era arrivato il Collare d’Oro al Merito Sportivo, la massima onorificenza conferita dal CONI, consegnata in una cerimonia trasmessa in diretta su Rai 2. E a gennaio 2026, Calcagni era stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella cerimonia di premiazione dei Campioni Mondiali Paralimpici 2025, un momento che il Colonnello ha descritto come capace di fargli «tremare il cuore».

Dietro ogni medaglia e ogni record c’è però una storia di sofferenza quotidiana che Calcagni non ha mai nascosto. Affetto da patologie croniche e degenerative contratte durante la missione in Bosnia-Erzegovina — tra cui fibrosi polmonare, sclerosi multipla e parkinsonismo secondario — il campione alterna gare e allenamenti a sessioni ospedaliere, come la plasmaferesi descritta in un toccante racconto di settembre 2026. «Essere forti non significa non avere paura. Essere forti significa avere paura e continuare comunque», ha scritto dal reparto di dialisi dell’Ospedale Perrino di Brindisi. Il suo motto, «Mai arrendersi, nonostante tutto e tutti, costi quel che costi», non è una semplice formula retorica: è la sintesi autentica di una vita intera.