Il colonnello ha firmato l'ennesima impresa di una carriera straordinaria.
Tre medaglie d’oro in appena ventiquattro ore: si chiudono nel segno del mito i Campionati Italiani Assoluti di Grosseto 2026 per Carlo Calcagni. Il colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito e fuoriclasse del ciclismo paralimpico ha firmato l’ennesima impresa di una carriera straordinaria ma dietro al luccichio dei tre ori c’è una storia che, ancora una volta, va ben oltre il dato strettamente sportivo.
Calcagni stesso ha voluto sottolineare come questi trionfi rappresentino molto più di tre ‘semplici’ vittorie: “Dietro ogni medaglia ci sono allenamenti, sacrifici, dolore, rinunce, terapie, viaggi, ricoveri, notti difficili e una volontà incrollabile di non arrendermi, mai. Ogni volta che entro in pista porto con me la mia storia, le mie battaglie e tutte le persone che, con amore e professionalità, mi permettono di essere lì”.
Calcagni ha poi espresso una profonda gratitudine verso la sua famiglia, i suoi tecnici, gli avversari che nobilitano ogni sfida e tutto il personale sanitario che si prende cura di lui ogni giorno permettendogli di inseguire i suoi sogni. Un ringraziamento speciale e commosso è andato a Franco, presenza costante e vitale.
“Un grazie speciale va a Franco, che è sempre al mio fianco. Senza la sua presenza, il suo aiuto e la sua instancabile dedizione, molto semplicemente non potrei nemmeno partire da casa per raggiungere una gara. Queste medaglie sono anche sue, perché ogni traguardo è il risultato di un lavoro di squadra costruito con sacrificio, pazienza e cuore” ha detto Calcagni.
Da Grosseto il colonnello torna a casa con il bottino pieno ma soprattutto con la certezza che nessun traguardo si raggiunge da soli, lanciando un manifesto di resilienza che non è un punto d’arrivo ma una nuova partenza: la promessa è quella di continuare a lottare con la determinazione di sempre per dimostrare che la forza della volontà può andare oltre ogni limite e che bisogna sempre combattere.