Rugby
Aggiornato Ven 17 Lug 2026 alle 21:59Il rugby italiano ha vissuto mesi di grande intensità, tra risultati storici, nuove sfide internazionali e una crescita costante del movimento sia maschile che femminile. Le ultime notizie confermano un periodo di fermento per l’Italrugby, con sviluppi significativi su più fronti che meritano un’analisi approfondita.
L’Italrugby maschile: dalla storica vittoria sull’Inghilterra al Sei Nazioni 2026
Il momento più alto della recente storia del rugby azzurro è arrivato nel marzo 2026, quando l’Italia ha battuto per la prima volta in assoluto l’Inghilterra nel Sei Nazioni. Un risultato storico che ha scosso il mondo della palla ovale e che ha proiettato gli Azzurri verso il finale del torneo con rinnovata fiducia. La formazione scelta da Quesada per il Galles ha visto tre cambi obbligati rispetto all’undici che aveva compiuto l’impresa, tutti dovuti a infortuni: Alessandro Fusco al posto di Alessandro Garbisi in regia, Federico Ruzza per Andrea Zambonin in seconda linea e Muhamed Hasa, al suo esordio da titolare nel torneo, al posto di Simone Ferrari.
Il commissario tecnico Gonzalo Quesada, alla guida della Nazionale dall’indomani del deludente Mondiale 2023, ha costruito un gruppo solido attorno a una «squadra di capitani» che comprende Michele Lamaro come leader principale, affiancato da Niccolò Cannone, Giacomo Nicotera e Nacho Brex. Una scelta di leadership condivisa che, secondo lo stesso tecnico argentino, «aiuta tutti, a partire dallo stesso Mitch». Il percorso di crescita degli Azzurri era già emerso chiaramente nella finestra autunnale del 2025, quando l’Italia aveva battuto l’Australia a Udine per 26-19 — seconda vittoria storica sui Wallabies — prima di cedere di misura al Sudafrica campione del mondo a Torino, in una partita in cui gli Springboks avevano giocato in inferiorità numerica per gran parte del match ma avevano comunque vinto 32-14.
Guardando al futuro, il sorteggio per i Mondiali 2027 in Australia non è stato favorevole: l’Italia è finita nel Girone B con il Sudafrica campione in carica, la Georgia e la Romania. Un raggruppamento impegnativo, soprattutto considerando che la Georgia è da anni la principale candidata a scalzare gli Azzurri dal Sei Nazioni. Sul fronte del calendario internazionale, dal 2026 è entrato in vigore il Nations Championship, un nuovo torneo organizzato da World Rugby che coinvolge le nazioni del Sei Nazioni, del Rugby Championship, Fiji e Giappone, rendendo significative anche le finestre di luglio e novembre.
Il rugby femminile azzurro: verso il Sei Nazioni 2026 dopo un Mondiale amaro
Sul fronte femminile, le ultime news raccontano di una Nazionale che cerca riscatto dopo un Mondiale 2025 in Inghilterra concluso con l’eliminazione nella fase a gironi, con una sola vittoria ottenuta contro il Brasile. Il commissario tecnico Fabio Roselli ha convocato 34 atlete per il Sei Nazioni femminile 2026, al via l’11 aprile con la trasferta in Francia a Grenoble. Tra le convocate spiccano sette giocatrici con almeno 50 caps — tra cui Sofia Stefan a quota 101 e la capitana Elisa Giordano con 78 — e ben sei esordienti assolute, segno della volontà di allargare la base del movimento.
Roselli ha spiegato il metodo di lavoro adottato dallo staff: «Monitoriamo durante la stagione circa venti giocatrici italiane in Francia e quattro in Inghilterra, per un totale di ventuno club». Un approccio sistematico che punta a dare maggiore profondità alla rosa, lavorando anche a stretto contatto con lo staff dell’Italia Under 21. Il calendario del torneo prevede le prime due gare in trasferta contro Francia e Irlanda, poi due partite casalinghe contro Scozia e Inghilterra, prima della chiusura in Galles il 17 maggio. Le Azzurre partecipano al Sei Nazioni femminile dal 2007 e il loro miglior risultato rimane il secondo posto del 2019.
Il movimento rugbistico italiano: club e prospettive future
A livello di club, il 2025 ha visto la Femi-CZ Rugby Rovigo Delta conquistare il suo quindicesimo scudetto, superando in rimonta il Rugby Viadana 1970 nella finale della Serie A Elite con il punteggio di 27-21. Una vittoria costruita soprattutto nella ripresa, con un parziale di 17-0 che ha ribaltato il 21-10 dell’intervallo. Per il Benetton Rugby, invece, la stagione 2024-2025 si è chiusa con un amaro decimo posto in URC e un cambio in panchina: Calum MacRae ha preso le redini della squadra trevigiana dopo tre anni come assistente, promettendo ai tifosi maggiore consistenza nelle prestazioni sia in casa a Monigo che in trasferta. Il club biancoverde ha anche puntato sui giovani, ingaggiando sei talenti dal Mogliano Rugby per rinforzare la rosa in vista della nuova stagione.
Il quadro complessivo del rugby italiano è quello di un movimento in crescita, con la Nazionale maschile che ha raggiunto traguardi storici e quella femminile che, nonostante la delusione mondiale, riparte con ambizioni rinnovate. Le ultime notizie confermano che la palla ovale azzurra sta attraversando una delle fasi più interessanti della sua storia recente, con una generazione di giocatori capace di competere ai massimi livelli internazionali e un sistema-paese che investe sempre di più nello sviluppo del movimento.