Paolo Bertolucci
Aggiornato Dom 17 Mag 2026 alle 11:20Paolo Bertolucci è ormai una delle voci più autorevoli e riconoscibili del tennis italiano. Commentatore Sky, opinionista della Gazzetta dello Sport e protagonista del podcast “La telefonata” insieme ad Adriano Panatta, l’ex campione della Coppa Davis 1976 non smette mai di far parlare di sé. Le ultime notizie lo vedono protagonista di un acceso dibattito attorno alla gestione e alla programmazione di Jannik Sinner, difeso a spada tratta dalle critiche del web e degli improvvisati esperti da tastiera.
Bertolucci contro i tuttologi: la difesa di Sinner non si ferma
Le ultime dichiarazioni di Bertolucci hanno fatto molto discutere. Dopo che si era diffusa la voce di un possibile forfait di Sinner agli Internazionali d’Italia di Roma — ipotesi avanzata da più parti per preservare le energie in vista del Roland Garros — l’ex tennista è intervenuto con toni durissimi sui social. “Ma dove è spuntato quel manipolo di tuttologi che senza aver parlato con Sinner o con qualcuno del suo team ha sparso la voce che il n.1 del mondo probabilmente avrebbe saltato Roma?”, ha scritto su X, senza lasciare spazio a interpretazioni. Un messaggio chiarissimo, ribadito poco dopo con un secondo post: “Vorrei informare i capiscer di tennis che Jannik Sinner, attuale n.1 del mondo, è assolutamente in grado di programmare la sua attività senza il bisogno di dover seguire i vostri illuminati ma inutili consigli”.
Non è la prima volta che Bertolucci si erge a difensore dell’altoatesino contro le critiche infondate. Dopo la vittoria di Sinner a Monte Carlo contro Alcaraz, aveva già messo a tacere chi aveva criticato il ritiro dal doppio nel Principato, definendo la prestazione dell’azzurro “principesca” e “sontuosa”. E ancora prima, a marzo, dopo il trionfo a Indian Wells, aveva risposto con ironia a chi parlava di “ritorno” di Sinner: “È una conseguenza del lavoro e di tanto altro, non avevo dubbi che accadesse. Ho sentito qualcuno dire ‘Ah, è tornato Sinner’. Ma perché, l’avevamo perso? Non ho capito, era il numero due del mondo”.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: Bertolucci non tollera l’allarmismo eccessivo né la tendenza tutta italiana a trasformare ogni sconfitta o momento di appannamento in una tragedia sportiva. Dopo la vittoria a Indian Wells, aveva sentenziato: “Qui, come al solito, è così: appena si perde una partita diventa una tragedia. Non impareremo mai che l’imbattibilità non esiste. Anche Federer, Nadal e Djokovic hanno perso in carriera, ognuno di loro circa dieci volte all’anno”.
Un osservatore lucido: analisi tecniche e visione a lungo termine
Al di là delle polemiche social, ciò che distingue Bertolucci nel panorama del giornalismo tennistico italiano è la capacità di offrire analisi tecniche precise e contestualizzate. Quando Sinner ha perso la semifinale degli Australian Open contro Novak Djokovic all’inizio del 2026, Bertolucci non si è limitato a commentare il risultato emotivamente: ha puntato il dito su un dato statistico preciso, ovvero il misero 2 su 18 nelle palle break sfruttate dall’azzurro, contro il 38% di Djokovic. Una lettura fredda e chirurgica che ha trovato ampio consenso tra gli appassionati.
La stessa lucidità era emersa durante la stagione sull’erba del 2025, quando in vista della semifinale di Wimbledon tra Sinner e Djokovic aveva indicato con precisione la chiave tattica per Jannik: “Dovrà giocare a ritmi alti e senza mai perdere d’occhio la percentuale degli errori. Perché se dovesse iniziare a sbagliare, dovrebbe rallentare per forza”. Una previsione che si è rivelata centrata, con Sinner poi capace di conquistare il titolo a Wimbledon.
Bertolucci ha anche saputo guardare lontano, sostenendo già da tempo che il duopolio Sinner-Alcaraz avrebbe dominato il tennis mondiale per almeno tre anni. “Nei prossimi tre anni è difficile per me che si possa uscire da questo duopolio”, aveva dichiarato nell’estate del 2025, una visione che i risultati recenti sembrano confermare pienamente. Allo stesso tempo, non ha mai risparmiato critiche costruttive: a Shanghai, dopo il ritiro di Sinner per crampi, aveva osservato con franchezza che l’azzurro “non ha la stessa consistenza fisica di un Djokovic o di un Alcaraz”, pur aggiungendo che non c’era motivo di preoccuparsi eccessivamente.
Insomma, le ultime notizie su Paolo Bertolucci restituiscono il ritratto di un personaggio che non ha paura di dire la sua, che difende Sinner quando ritiene le critiche ingiuste ma che non esita a sollevare questioni scomode quando lo ritiene necessario. Una voce scomoda e preziosa nel panorama del tennis italiano, capace di unire la competenza tecnica di chi ha vissuto il grande tennis in prima persona con la passione di chi continua a seguirlo con occhi sempre attenti.