Jannik Sinner, Paolo Bertolucci ha perso la pazienza: “Sempre una tragedia”

Articolo di Ernesto Villa

"Non impareremo mai che l’imbattibilità non esiste" ha sentenziato la leggenda della racchetta.

Dopo la vittoria contro Daniil Medvedev nella finale di Indian Wells molti tifosi di tennis hanno celebrato il ritorno del fuoriclasse di San Candido. Dopo alcune difficoltà incontrate nei primi mesi del 2026, l’altoatesino ha trionfato sul campione russo con il punteggio finale di 7-6 7-6 aggiudicandosi la vittoria numero 100 a livello Masters 1000. Nel percorso verso il suo sesto titolo Masters 1000 non ha perso nemmeno un set, diventando così il primo uomo nella storia a vincere due tornei ATP Masters 1000 consecutivi senza perdere set.

Intervistato da Fanpage, Paolo Bertolucci ha voluto mandare un chiaro messaggio ai tifosi che si sono particolarmente preoccupati per le sconfitte di Jannik Sinner nelle scorse settimane: “È una conseguenza del lavoro e di tanto altro, non avevo dubbi che accadesse. Ho sentito qualcuno dire ‘Ah, è tornato Sinner’. Ma perché, l’avevamo perso? Non ho capito, era il numero due del mondo. Qui, come al solito, è così: appena si perde una partita diventa una tragedia. Non impareremo mai che l’imbattibilità non esiste. Anche Federer, Nadal e Djokovic hanno perso in carriera, ognuno di loro circa dieci volte all’anno”.

“Non capisco per quale motivo Carlos Alcaraz o Jannik Sinner non possano perdere, succede a tutti. Non so se ci arriveremo mai a farlo capire, però si spera, ci si prova. Giorno dopo giorno abbiamo visto Jannik salire di qualità, di intensità. Poi lui dava veramente l’impressione di un giocatore che aveva pienamente in mano la situazione, che era consapevole del lavoro fatto e della condizione che aveva. Non ha mai tremato, anzi nei momenti importanti, come al solito, è venuto fuori. Perché poi quando il match diventa cerebrale, lì non è secondo a nessuno” ha continuato Bertolucci.

In un’intervista concessa al media russo БОЛЬШЕ! Daniil Medvedev ha dichiarato: “Considerando le mie ultime due partite, forse non sono poi così indietro rispetto a Jannik e Carlos. Potrei essere stato persino migliore di Carlos in certi aspetti, mentre con Jannik probabilmente non ero migliore in niente, ma ero vicino al suo livello”.

“Ho servito meglio di Carlos, ma Jannik ha servito molto meglio di me, meglio di chiunque altro abbia affrontato quest’anno. Il mio rovescio era buono, forse anche migliore di quello di Jannik, ma il suo servizio era così efficace che mi ha  sfiancato, e alla fine ti stanca”.

Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Bergamo, collabora con Sportal.it dal 2018 coordinando il lavoro sui social e non disdegnando le trasferte. È tra i fondatori di un'associazione giovanile che organizza eventi in provincia di Milano. Ha gusti musicali discutibili.

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