Jannik Sinner, Paolo Bertolucci lapidario sulla sconfitta con Novak Djokovic

Articolo di Francesco Lucivero

Un dato più di tutti, secondo il vincitore della Coppa Davis 1976, ha condizionato l'andamento della partita e il risultato finale.

La sconfitta di Jannik Sinner in semifinale all’Australian Open contro Novak Djokovic ha provocato immediatamente un vero e proprio terremoto fra gli appassionati e gli addetti ai lavori, la maggior parte dei quali erano già pronti a vivere un altro remake della rivalità fra l’altoatesino e Carlos Alcaraz, che poche ore prima aveva sofferto non poco per battere Alexander Zverev nella prima semifinale. Il ko in cinque set del numero due al mondo ha impressionato anche Paolo Bertolucci, che su X ha offerto la sua interpretazione su quanto accaduto.

Il vincitore della Coppa Davis del 1976 è stato lapidario e ha puntato il dito contro le percentuali sulle palle break: “Pur avendo tutte le statistiche favorevoli – ha scritto – Jannik Sinner cede a causa di un misero 2 su 18 nelle palle break di fronte a un monumentale Novak Djokovic”. Solo l’11%, dunque, di punti vinti sulle palle break per Sinner, mentre Djokovic, con 3 su 8 in totale, ha concluso al 38% nella stessa statistica. Un aspetto non marginale, che per Bertolucci ha condizionato il risultato finale.

Con la sconfitta, si chiude il lungo periodo di imbattibilità di Jannik Sinner all’Australian Open, iniziato nel 2024 e proseguito l’anno successivo. Quest’anno non riuscirà il tris: a succedere all’altoatesino saranno o il veterano Djokovic, che insegue il successo numero undici nello Slam australiano, il primo dal 2023, oppure il giovane rivale Carlos Alcaraz, che oltre a rafforzare la sua leadership nella graduatoria mondiale avrà l’occasione di completare il Career Grand Slam, visto che l’Australian Open è l’unico a mancargli.

La sfida fra Sinner e Djokovic, al di là del risultato finale, ha entusiasmato non poco gli appassionati, che hanno vissuto un altro match di altissimo livello, dopo quello fra Alcaraz e Zverev, durato oltre quattro ore complessive, con un ultimo set che è arrivato all’ora esatta di gioco prima che Nole realizzasse il punto della vittoria.

Bertolucci, tra l’altro, ha parlato sempre su X anche degli altri due semifinalisti, riconoscendo la superiorità di Carlos Alcaraz: “Nel tennis ci sono le categorie – ha scritto sul social network nato come Twitter -. Alcaraz e Zverev non appartengono alla stessa”. Ora c’è solo da attendere la finale fra Alcaraz e Djokovic, in programma domenica nella mattinata italiana.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

TG SPORT

Articoli correlati