L'ex tennista azzurro e commentatore Sky ha parlato dell'Azzurro: "Soprattutto una cosa deve preoccupare i suoi avversari…"
L’ex tennista azzurro e commentatore Sky Paolo Bertolucci in una intervista ad Oggi ha parlato di Jannik Sinner, che anche a Roma sta mostrando tutta la sua forza. Il fuoriclasse altoatesino è a caccia del sesto Masters 1000 consecutivo, ed ha già eguagliato il record di vittorie consecutive di Novak Djokovic.
“La cosa che impressiona non è soltanto il fatto che vinca, ma il modo in cui lo fa. Tramette agli avversari una sensazione molto precisa: ti toglie il fiato, non ti dà la possibilità di respirare e di prendere in mano il gioco. E’ la sua più grande forza in questo momento”.
“Alcaraz è un fenomeno e resta probabilmente il giocatore con il talento più esplosivo del circuito. Però bisogna guardare i numeri e le ultime sfide importanti. Da Wimbledon agli US Open, passando per i Finals di Torino e Montecarlo, Sinner ha vinto tre volte su quattro. Questo significa molto. Oggi Sinner è cambiato maggiormente rispetto a due anni fa: il servizio, per esempio, è diventato devastante. Prima in un colpo buono, oggi invece è un’arma che gli permette di comandare immediatamente lo scambio. Ma non c’è solo quello. È migliorato tantissimo nell’osservare l’avversario e nella sua capacità di comandare”.
Bertolucci si concentra proprio sul servizio: “Oggi Sinner ha un servizio che gli permette di comandare immediatamente lo scambio. Ma non c’è solo quello. È migliorato tantissimo nell’osservare l’avversario e nella sua capacità di comandare. Vediamo i risultati di un lavoro metodico, quotidiano, quasi maniacale. Nulla è stato lasciato al caso. Ogni anno aggiunge qualcosa al proprio tennis e questa è la differenza tra un campione e un ottimo giocatore”.
Secondo Bertolucci, Sinner può crescere ancora: “Assolutamente sì. Se guardiamo la storia recente del tennis, Djokovic, Federer e Nadal sono diventati praticamente imbattibili intorno ai trent’anni. Sinner oggi ne ha ventiquattro. Questo significa che, teoricamente, ha ancora diversi anni davanti per migliorarsi ulteriormente. E questo deve preoccupare i suoi avversari. Perché oggi è già il numero uno del mondo eppure continua ad avere margini di crescita. La stessa passione e la stessa fame, tra cinque o sei anni potrebbe essere ancora più forte”.