"Dovrà lavorare per liberare la testa da questa spada di Damocle" ha detto la leggenda della racchetta.
Attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport, Paolo Bertolucci ha elogiato Luciano Darderi per il percorso fin qui compiuto agli Australian Open: “La sua incredibile crescita mi sorprende molto. Il ragazzo era un giocatore da campi lenti che raramente aveva domato le superfici dure. Nella seconda parte del 2025 aveva fatto vedere evidenti miglioramenti. Il fatto che abbia vinto a Melbourne certifica un giocatore che ha ampliato la sua predisposizione e si appresta a diventare competitivo ovunque”.
Paolo Bertolucci si è poi concentrato su Jannik Sinner e sulle difficoltà incontrate dall’altoatesino nella sfida con Eliot Spizzirri: “Dopo due partite sul velluto, avevo segnalato per Sinner l’incognita e la pericolosità nel passare dalla fresca sera al torrido primo pomeriggio e l’esplosione di caldo e umidità lo ha portato a una situazione purtroppo per lui non nuova, vista a Shanghai, con crampi dovuti alla tensione che sembravano portarlo a un passo dall’alzare la bandiera bianca del ritiro”.
“Qualcuno dall’alto gli vuole bene e nel momento più critico è venuto in soccorso la sospensione del match – ha continuato Bertolucci -. Jannik ha potuto sfruttare il break e rientrare in una versione nuova e senza soverchi problemi. Ma ora dovrà lavorare per liberare la testa da questa spada di Damocle. Le cause del problema vanno capite e risolte”.
Lunedì Jannik Sinner se la vedrà con Luciano Darderi nella sfida valida per il quarto turno degli Australian Open: “Giocare contro Sinner rappresenta un regalo – ha detto in conferenza stampa il campione nato in Argentina -. In questo momento Jannik e Carlos sono i dominatori del circuito, quindi sarà un’esperienza bellissima. Cercherò di dare il massimo rimanendo sempre concentrato su me stesso”.
Darderi si è guadagnato la sfida contro Jannik Sinner dopo aver battuto Karen Khachanov col punteggio finale di 7-6 3-6 6-3 6-4 dopo quasi tre ore e mezza di gioco. Il campione ha poi voluto dedicare la vittoria a Cristian Garin che recentemente ha perso il padre Sergio: “La dedica mi è venuta dal cuore: siamo amici, ci alleniamo insieme e abbiamo lo stesso preparatore atletico. È una persona buona, sta passando un momento difficile e ho voluto fargli sapere che gli siamo vicini. Sono certo che tornerà più forte di prima”.