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Aggiornato Dom 09 Ago 2026 alle 10:43Il caos attorno alla panchina della Nazionale italiana non accenna a placarsi. Quella che sembrava una vicenda ormai chiusa con la scelta di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico si è trasformata in pochi giorni in un caso politico e sportivo di prima grandezza, rimettendo tutto in discussione e riaprendo la corsa alla guida degli Azzurri.
Il caso Pirlo: tra scommesse russe e opposizione bipartisan
Dopo il definitivo rifiuto di Pep Guardiola, che ha preferito prendersi un anno sabbatico dopo il decennio al Manchester City, Paolo Maldini e Leonardo avevano virato con decisione su Pirlo, annunciandone la nomina come fatto praticamente compiuto. Il contratto era già stato delineato: quattro anni a 1,5 milioni di euro a stagione, con il debutto fissato il 25 settembre contro il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma nella UEFA Nations League. Eppure, nelle ultime ore, l’intera operazione è stata congelata.
Il nodo principale riguarda il ruolo di ambassador che Pirlo ricopre per Fonbet, prima agenzia di scommesse in Russia. Un legame che, in un contesto geopolitico ancora segnato dal conflitto ucraino, ha scatenato una reazione trasversale nel mondo della politica italiana. Il leader di Azione Carlo Calenda è stato netto: «Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali». Sulla stessa lunghezza d’onda il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa, pur esprimendo stima per Maldini e Leonardo, non ha nascosto il proprio scetticismo: «Dopo il ballon d’essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino». Anche il ministro dello Sport Andrea Abodi ha definito Pirlo «una scommessa», aggiungendo che «le scommesse sono sempre un azzardo».
A complicare ulteriormente il quadro è la posizione del presidente della FIGC Giovanni Malagò, descritto come «tormentato» dalla decisione. Il numero uno federale aveva promesso piena condivisione con Maldini nella scelta del tecnico, ma non si aspettava il nome di Pirlo e non sarebbe affatto convinto. Va precisato che, una volta assunto l’incarico, Pirlo interromperebbe ogni rapporto con la società russa: ma evidentemente questo non è bastato a sedare le polemiche.
Le alternative: da Conte e Mancini alla candidatura a sorpresa di Rivera
Con la pratica Pirlo in stand-by, il dibattito sul futuro della panchina azzurra si è riaperto con forza. Le principali alternative restano Antonio Conte e Roberto Mancini, i due nomi che la Lega Serie A e parte dell’ambiente federale hanno sempre preferito. Conte permetterebbe di riavvicinare il grande pubblico alla Nazionale, mentre Mancini — che conosce già il sistema e ha già guidato gli Azzurri al trionfo a Euro 2020 — rappresenterebbe l’opzione economicamente più sostenibile. Nella lista figurano anche Stefano Pioli, senza squadra dopo il divorzio dalla Fiorentina, e Raffaele Palladino, scaricato dall’Atalanta in favore di Maurizio Sarri.
Ma la novità più clamorosa delle ultime ore arriva da Gianni Rivera. La leggenda del Milan, attraverso le colonne di Repubblica, si è candidato apertamente al ruolo di commissario tecnico: «Conte non sarebbe la scelta migliore e neanche Mancini. Io mi sono proposto per fare il ct, non è uno scherzo. Avrei l’esperienza e la conoscenza del calcio italiano, sarei perfettamente in grado di ricoprire il ruolo». Rivera ne ha approfittato anche per affondare il colpo su Pirlo: «Non può essere la persona giusta per guidare la Nazionale e mi meraviglio che qualcuno abbia pensato che potesse esserlo».
Nel frattempo, emergono nuovi retroscena sul percorso che ha portato fin qui. Prima del no di Guardiola e della virata su Pirlo, Maldini e Leonardo avevano sondato anche Thiago Motta — che dopo l’esonero dalla Juventus ha preferito non inserirsi in un progetto che richiede disponibilità immediata — e lo stesso Palladino. Anche Gigi Buffon era stato contattato per un ruolo vicino al nuovo ct, ma l’ex portiere ha scelto di prendersi una pausa dopo l’esperienza da team manager terminata con la mancata qualificazione ai Mondiali 2026.
Il tempo stringe. La Nations League incombe: gli Azzurri sono inseriti nel Girone 1 della Lega A con Francia, Belgio e Turchia, con il primo impegno fissato il 25 settembre contro i Diavoli Rossi all’Olimpico. Un calendario che impone alla Federazione di chiudere il cerchio in tempi rapidissimi, mentre il dibattito sul nome del nuovo ct continua ad alimentare polemiche e colpi di scena. La ricostruzione del calcio italiano, insomma, è partita nel segno del caos.