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Aggiornato Ven 25 Set 2026 alle 08:31

Oggi, 25 settembre 2026, la Nazionale italiana scende in campo all’Olimpico di Roma contro il Belgio per la prima partita del nuovo corso targato Roberto Mancini. Un esordio attesissimo, che arriva dopo settimane di novità, polemiche e scelte coraggiose da parte del commissario tecnico jesino, tornato sulla panchina azzurra dopo l’addio del 2023 e già al lavoro per costruire una squadra capace di ritrovare identità e continuità.

La lista dei convocati: nove esordienti e il caso fratelli Esposito

Le ultime notizie più discusse riguardano la lista dei 34 convocati diramata da Mancini per le quattro partite di Nations League contro Belgio, Turchia e Francia. Tra i volti nuovi spicca soprattutto la presenza di Sebastiano Esposito del Sassuolo, che raggiunge il fratello Francesco Pio Esposito dell’Inter in Nazionale maggiore. I due potrebbero diventare i primi fratelli nella storia della Nazionale a scendere in campo insieme: né i Baresi né gli Inzaghi avevano mai avuto questa opportunità. Pio, già con nove presenze e cinque reti in azzurro, è ormai un punto fermo dell’attacco; Sebastiano, invece, punta a sfruttare al massimo questa prima chiamata per consolidare il suo posto.

Tra gli altri esordienti, grande attenzione è stata riservata a Issa Doumbia, centrocampista nato a Treviglio da genitori ivoriani, cresciuto nell’Albinoleffe e poi esploso in Serie B con il Venezia prima di essere acquistato dallo Sporting Lisbona per 20 milioni di euro. A Lisbona è partito titolare nelle prime sei giornate di campionato, diventando subito un elemento centrale della squadra lusitana e debuttando anche in Champions League. Mancini lo ha voluto fortemente per vederlo all’opera nel contesto azzurro.

Altra novità intrigante è Mohamed Alì Zoma, attaccante classe 2003 nato a Merate e di origini ivoriane, mai convocato nemmeno nelle nazionali giovanili. Cresciuto nell’Albinoleffe, si è trasferito in Germania nel Norimberga, dove nella scorsa stagione ha segnato 14 reti e quest’anno è partito con cinque gol in cinque partite. Il suo valore di mercato è stimato intorno ai 20 milioni di euro. Non meno rilevante è il ritorno di Nicolò Zaniolo, assente dalla Nazionale da oltre due anni, ora all’Udinese.

La convocazione che ha fatto più discutere sui social è però quella di Daniel Maldini, attaccante del Cagliari reduce da una settimana complicatissima a causa di un incidente stradale e delle polemiche che ne sono seguite. Mancini ha scelto di non fare passi indietro, e il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane lo ha difeso pubblicamente: «Si merita questa convocazione, stamattina lo osservavo durante l’allenamento ed è qualcosa di davvero straordinario».

Alessandro Romano e il cambio di nazionalità: la Svizzera non ci sta

Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari nato a Winterthur nel 2006 da famiglia di origini napoletane e pugliesi, ha ottenuto il via libera della FIFA per il cambio di nazionalità sportiva ed è ora convocabile dall’Italia. Romano aveva rappresentato la Svizzera fino all’Under 17, ma la sua volontà di vestire l’azzurro era chiara da tempo. La sua inclusione nella lista dei convocati ha però scatenato reazioni piccate in Svizzera: l’ex internazionale Alberto Regazzoni ha dichiarato senza mezzi termini che «la Nazionale svizzera non deve chiedere l’elemosina a nessuno» e che chi non sente la maglia rossocrociata è libero di andare altrove.

Romano si è già imposto al Cagliari come uno dei giovani più interessanti del campionato, dopo un percorso che lo ha visto crescere nel settore giovanile della Roma, debuttare in Serie A il 6 gennaio 2026 contro il Lecce e maturare in prestito allo Spezia in Serie B. A 20 anni, con il nuovo ciclo azzurro appena avviato, rappresenta uno dei profili più interessanti in ottica Euro 2028.

Il nuovo corso azzurro: Mancini, Ranieri e le tensioni con la Serie A

Il contesto in cui la Nazionale affronta questa prima partita ufficiale è tutt’altro che sereno. Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra — ufficializzato dal presidente FIGC Giovanni Malagò dopo il caos che aveva portato al dietrofront su Andrea Pirlo e alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo — ha generato forti divisioni. Un sondaggio della Gazzetta dello Sport aveva registrato l’86% dei voti contrari al tecnico jesino. I club di Serie A, che avevano spinto per Antonio Conte, hanno vissuto la scelta come un’imposizione dall’alto, con la battuta «Nasce la Nazionale, sezione Roma Nord» circolata nei corridoi del Consiglio Federale.

Mancini ha risposto alle polemiche con un mea culpa sull’addio del 2023: «Penso che allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina. Sono innamorato della maglia della Nazionale, mi sento come quando si perde la donna della vita dopo aver commesso un errore». Al suo fianco, Claudio Ranieri ha assunto il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia, con la missione dichiarata di «fare di nuovo innamorare del calcio gli italiani e riportare i bambini a vedere la Nazionale ai Mondiali». Completano la struttura Gianfranco Zola come coordinatore delle nazionali giovanili e Lele Oriali nel ruolo di team manager.

Ora la parola passa al campo: l’Italia affronta il Belgio all’Olimpico di Roma, poi la Turchia in trasferta il 28 settembre, la Francia a Saint-Denis il 2 ottobre e di nuovo la Turchia a Bologna il 5. Un calendario senza respiro per una Nazionale che vuole ritrovare se stessa, con la consapevolezza che ogni passo falso sarà osservato con attenzione da un ambiente ancora profondamente diviso.