Ripescaggio Italia ai Mondiali, arriva una pesantissima bocciatura: “C’è da vergognarsi”

Articolo di Martino Davidi

Gli Azzurri potrebbero essere ripescati in caso di forfait dell'Iran: una eventualità che piace pochissimo agli italiani

Gli italiani bocciano in modo sonoro il ripescaggio della Nazionale azzurra per i Mondiali 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico. La guerra tra l’Iran e gli americani è al momento in stallo dopo il cessate il fuoco, ma la soluzione per un accordo sembra ancora lontana e i tempi si prolungano. Il Mondiale è però alle porte e la presenza della selezione di Teheran alla rassegna iridata resta sempre in bilico, visto che il torneo si tiene in una delle nazioni belligeranti.

L’Italia è data come la principale favorita per la sostituzione, anche dopo le parole dell’inviato di Donald Trump Paolo Zampolli, ma tanti italiani non ci stanno, come riporta il sondaggio Swg commissionato dalla Gazzetta dello Sport.

La domanda del sondaggio recita: “Nelle ultime settimane, a causa della guerra in corso, è emersa l’ipotesi di un’esclusione dell’Iran dal Mondiale di calcio. Se al posto dell’Iran venisse ripescata l’Italia, lei sarebbe…?”. Ebbene, solo un italiano su quattro si è detto favorevole all’ipotesi (il 25%), il 58% è contrario e il 17% non ha risposto. Inoltre ben il 47% degli italiani ritiene che “partecipare grazie a un ripescaggio e non per merito sportivo sarebbe una vergogna per la Nazionale e il Paese”.

Nel frattempo l’Iran non sembra affatto intenzionato ad alzare bandiera bianca. La Federazione calcistica iraniana ha diffuso un comunicato ufficiale tramite la tv di Stato, ribadendo con fermezza la propria posizione: “Nessuna pressione esterna può privare l’Iran della partecipazione a una competizione per la quale si è qualificato con pieno merito. La posizione dell’Iran è chiara: la squadra prenderà parte ai Mondiali del 2026, ma il Paese ospitante dovrà tenere in considerazione le nostre legittime preoccupazioni”. Un avvertimento netto, che complica ulteriormente ogni scenario di ripescaggio. Sul tavolo della FIFA, in vista dell’incontro cruciale a Zurigo tra le due parti, il presidente della Federazione iraniana Mehdi Taj ha presentato dieci condizioni precise.

Tra le principali figurano il rilascio senza ostacoli dei visti per tutti i giocatori e i membri dello staff tecnico — con particolare riferimento a chi ha prestato servizio nelle Guardie Rivoluzionarie, come Mehdi Taremi ed Ehsan Hajsafi — la garanzia di non essere sottoposti a interrogatori o controlli straordinari alla frontiera, la definizione chiara delle modalità di rilascio dei visti per giornalisti e tifosi iraniani, oltre all’adozione di elevati standard di sicurezza presso aeroporti, hotel e stadi. L’Iran ha inoltre chiesto che negli impianti vengano ammesse esclusivamente le bandiere ufficiali delle due squadre in campo e che l’inno nazionale della Repubblica Islamica venga eseguito correttamente e senza interruzioni.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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