Ripescaggio Italia ai Mondiali, il ct dell’Iran manda un messaggio chiarissimo

Articolo di Aldo Seghedoni

Amir Ghalenoei non si è tirato indietro parlando del torneo che si svolgerà tra Stati Uniti, Messico e Canada.

A un mese dall’inizio della Coppa del Mondo di calcio si continua a parlare del possibile ripescaggio dell’Italia data l’attuale situazione geopolitica e il possibile forfait della nazionale iraniana, inserita nel girone G con Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto.

Intervistato dal Tehran Times, il commissario tecnico Amir Ghalenoei è stato molto chiaro: “Il sogno di tutti è che non ci siano guerre in nessuna parte del mondo e attraverso il calcio si possono veicolare messaggi molto importanti. Vogliamo creare grandi ricordi durante l’esperienza che faremo nella Coppa del Mondo. Siamo pronti e sento che potremmo superare la fase a gironi (risultato mai ottenuto dal Team Melli finora, ndr)”.

“Voglio ringraziare i nostri meravigliosi tifosi, sia quelli che abitano in Iran che quelli sparsi per il mondo, in un momento così difficile non hanno mai fatto mancare il loro supporto. Sono convinto che ci abbiano aiutato tantissimo a raggiungere la qualificazione. Faremo di tutto per renderli orgogliosi perché se lo meritano assolutamente”.

Molti italiani sono contrari all’eventuale ripescaggio degli Azzurri ma Henrik Larsen, ex giocatore del Pisa negli anni ’90 e uno degli eroi della Danimarca agli Europei del 1992, è di tutt’altra idea: “L’Italia non partecipa al Mondiale da 12 anni. Quando giocavo io, la Serie A era uno dei campionati più ambiti. Peccato che potessero essere tesserati soltanto tre calciatori stranieri per squadra. Gli Azzurri erano quasi imbattibili ai tempi. Oggi i tifosi dovrebbero essere contenti se l’ipotesi ripescaggio si concretizzasse”.

“È un caso molto simile a quello della mia Danimarca. Nel 1992, la Jugoslavia fu esclusa in seguito alla risoluzione Onu che impose embargo e sanzioni economiche. Stavolta l’Iran potrebbe cambiare idea e non presentare la squadra a causa del conflitto con gli Usa. Tutto può succedere” ha concluso alla Gazzetta dello Sport.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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