Anche Carlo Verdone, grande appassionato di calcio e fan della Roma, ha detto la sua sull’eventualità di un ripescaggio della nazionale italiana in vista dei campionati del mondo che avranno come teatro Canada, Messico e Stati Uniti a partire dall’11 giugno e fino al 19 luglio. “Non mi piacciono certe cose – ha premesso il celebre attore romano -: dobbiamo essere sportivi, ai Mondiali deve andare l’Iran. L’Italia ha perso in Bosnia, la storia si è chiusa e si ripartirà con un altro allenatore e un’altra mentalità”.
Una posizione, quella di Verdone, condivisa anche dal giornalista Sky Fabio Caressa, che nei giorni scorsi si era espresso in modo netto: “Francamente trovo vergognosi alcuni video che ho visto di esultanza. Non si esulta. Si rispettano le regole. Detto questo, ritengo che la percentuale di venire ripescati, al momento, sia pari a zero”. Caressa aveva poi aggiunto una riflessione più ampia: “L’Iran fuori dal Mondiale vorrebbe dire che la guerra va avanti, che lo sport perde il suo significato di avvicinare i popoli anche nei momenti di difficoltà. È una cosa importante, molto più importante di un ripescaggio della Nazionale”.
Eppure la situazione continua ad evolversi rapidamente. Il caso che tiene banco in queste ore riguarda il presidente della Federcalcio iraniana Mehdi Taj, che sarebbe stato respinto all’aeroporto di Toronto Pearson insieme alla sua delegazione, dopo essere stato oggetto di quello che è stato definito “un comportamento inaccettabile da parte dei funzionari dell’immigrazione”. La Federazione iraniana ha parlato di “insulto a uno degli organi più onorevoli delle forze armate iraniane”, precisando che la delegazione “è rientrata in Turchia con il primo volo disponibile”.
Nonostante il caso diplomatico, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha voluto chiudere ogni spiraglio di ambiguità in apertura del Congresso FIFA di Vancouver, dichiarando che “l’Iran sarà certamente presente alla Coppa del Mondo 2026 e giocherà le sue tre partite come previsto negli Stati Uniti”. Una presa di posizione netta, che ha fatto crollare le quote relative a un possibile ripescaggio degli Azzurri. Il commissario tecnico iraniano Amir Ghalenoei si è espresso sulla stessa lunghezza d’onda: “Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo”.