Ripescaggio Italia ai Mondiali, per Virgilio mai stato così vicino

Articolo di Aldo Seghedoni

Il portale si sbilancia pesantemente dopo le ultime novità.

Continua a tenere banco la questione legata al possibile ripescaggio dell’Italia per i Mondiali che si svolgeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada a partire da giugno. Gli Azzurri, considerando l’attuale situazione geopolitica, potrebbero prendere il posto dell’Iran ed essere dunque ammessi nel Girone G insieme a Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto.

Secondo il portale web Virgilio il ripescaggio dell’Italia non è mai stato così vicino considerando soprattutto l’episodio che ha visto coinvolto il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj a Vancouver. L’uomo, giunto in Canada con una piccola delegazione, sarebbe stato respinto all’aeroporto di Toronto Pearson dopo essere stata oggetto di quello che è stato definito “un comportamento inaccettabile da parte dei funzionari dell’immigrazione”.

La Federazione sostiene che il trattamento loro riservato sia stato “un insulto a uno degli organi più onorevoli delle forze armate iraniane” e che la delegazione “sia rientrata in Turchia con il primo volo disponibile”.

Nei giorni scorsi il giornalista Sky Fabio Caressa è stato drastico sulla questione del ripescaggio: “Francamente trovo vergognosi alcuni video che ho visto di esultanza. Non si esulta. Si rispettano le regole. Detto questo, ritengo che la percentuale di venire ripescati, al momento, sia pari a zero. Io credo che abbiano fatto bene i vertici del CONI, il ministro Abodi e tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati”.

“L’Iran fuori dal Mondiale vorrebbe dire che la guerra va avanti, che lo sport perde il suo significato di avvicinare i popoli anche nei momenti di difficoltà. È una cosa importante, molto più importante di un ripescaggio della Nazionale” ha concluso Caressa.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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