Milad Mohammadi, l’esperto terzino sinistro della nazionale iraniana, ha partecipato alle ultime due edizioni dei Mondiali e intervistato dall’agenzia locale Irna l’ha buttata subito sull’epico: “La divisa della nazionale iraniana di calcio è sacra ed è il sogno di ogni giocatore indossarla. Quando riceve questo grande onore, cerca con tutto il cuore di dare il massimo e, in altre parole, di impegnarsi al 100%”.
“Va sottolineato che ai Mondiali, anche con l’aumento delle squadre partecipanti, non esistono avversari deboli -ha aggiunto -. Chi si è qualificato lo ha fatto con merito. Nel nostro girone tutte e tre le squadre con cui ce la vedremo hanno qualità importanti e nessuna parte favorita o già sconfitta. Conosco abbastanza bene i nostri avversari e sono certo che nei prossimi giorni lo staff tecnico analizzerà tutto nel dettaglio per darci gli strumenti giusti per capirli a fondo. La cosa fondamentale, però, sarà non sottovalutare nessuno e dare sempre il massimo in ogni partita, così da poter fare qualcosa di importante e superare il turno”.
Parole cariche di determinazione, quelle di Mohammadi, che arrivano in un momento tutt’altro che sereno per il calcio iraniano. Lo stesso esterno è stato recentemente immortalato in un servizio fotografico con la nuova maglia casalinga del Team Melli per i Mondiali 2026, realizzata dal brand iraniano Majid: una divisa prevalentemente bianca con un sottile pattern testurizzato nelle maniche e i colori della bandiera nazionale — verde, bianco e rosso — sul retro del collo e sui polsini. Le immagini, pubblicate sull’account Instagram ufficiale della nazionale, mostrano i giocatori anche impegnati in sessioni di allenamento in una località non rivelata, a conferma che la preparazione procede regolarmente.
Il cammino verso i Mondiali, tuttavia, è costellato di ostacoli ben più grandi di quelli che si incontrano sul campo. La partecipazione dell’Iran alla rassegna iridata in Canada, Stati Uniti e Messico resta avvolta nell’incertezza, a causa delle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico. La FIFA ha convocato una delegazione iraniana a Zurigo entro il 20 maggio per un incontro decisivo con il presidente Gianni Infantino, al fine di definire gli aspetti organizzativi e diplomatici ancora irrisolti. Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ha chiesto garanzie precise dopo una serie di episodi che hanno ulteriormente complicato il quadro, tra cui il clamoroso blocco alla frontiera canadese che gli ha impedito di partecipare al Congresso FIFA di Vancouver.
L’Iran è inserito nel Gruppo G insieme a Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, e dovrebbe debuttare il 15 giugno a Los Angeles proprio contro la Nuova Zelanda. Sullo sfondo, l’Italia osserva con attenzione: in caso di forfait iraniano, la FIFA starebbe valutando l’organizzazione di un mini torneo di playoff che vedrebbe gli Azzurri tra i partecipanti di diritto, in quanto prima squadra europea esclusa nel ranking FIFA. Un’ipotesi che, per ora, resta tale, con il commissario tecnico iraniano Ghalenoei che ha ribadito senza mezzi termini: “Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo”.