Guardiola ct dell’Italia: una leggenda Azzurra approva

Articolo di Martino Davidi

Il tecnico catalano sulla panchina della Nazionale è più di una suggestione

Continua il dibattito sul nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana dopo l’addio di Gennaro Gattuso a seguito della mancata qualificazione alla Coppa del Mondo. Mentre il traghettatore Silvio Baldini tra alcune settimane diramerà la lista dei convocati per le amichevoli di giugno, ci si interroga ancora sulla suggestione Pep Guardiola, lanciata per la prima volta da Leonardo Bonucci.

Anche un grande campione del mondo come Beppe Bergomi ha detto la sua: “Io ho la mia idea, l’ha detta anche Bonucci: se vogliamo cambiare dobbiamo cambiare. Quali sono gli allenatori che vanno per la maggiore? Gli spagnoli. Guardiola, Luis Enrique, Fabregas… Dobbiamo cambiare”, ha detto la bandiera dell’Inter alla presentazione della nuova edizione del memorial Franco Chignoli.

“Poi il presidente federale può essere Malagò, lo stimo. Però dobbiamo avere il coraggio di fare le riforme. E di cambiare: nel farlo servono pazienza e idee. Ai Mondiali non ci andiamo, ma ci potevamo andare con quello che abbiamo: con la Bosnia, con la Macedonia, con la Svezia, ci potevamo andare ugualmente”.

Tra i nomi nella lista dei candidati c’è anche quello di Claudio Ranieri, l’ex dirigente della Roma si è auto candidato: “A giugno dissi di no perché ero impegnato con la Roma, ora sono libero. Mai dire mai. “Se vieni chiamato devi rispondere sì e basta”, ha dichiarato il mister testaccino a Sky.

Non mancano però le voci contrarie all’ipotesi di un commissario tecnico straniero. L’ex campione del Milan Gianni Rivera ha stroncato senza mezzi termini l’idea in un’intervista ad AS: “Guardiola? No, per favore. Non è italiano. Deve essere italiano. Punto. È logico, perché conosce meglio la realtà rispetto a chi viene da fuori. Bisogna scegliere molto bene. Avere un criterio ed essere precisi. Altri errori no, per favore”. Rivera ha anche offerto il proprio contributo per la ricostruzione del movimento: “Era logico e normale che tutta la dirigenza federale desse le dimissioni. Ora bisogna ricostruirla, ma serve la presenza di persone che sappiano muoversi in questo mondo del calcio. Io ho già pronto un programma e sono qui se necessario”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso José Mourinho, intervenuto a margine di un evento a Milano: “Non sono d’accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Ancelotti, ma puoi avere Allegri, Conte, e ce ne sarebbero sicuramente anche altri”. Lo Special One ha poi indicato la sua soluzione preferita: “Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max”, riferendosi ad Allegri. Mourinho ha anche sottolineato la necessità di intervenire alla base: “Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro… ci sono differenze incredibili. L’Italia deve pensare molto alla base”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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