Ripescaggio Italia ai Mondiali, una condizione dell’Iran riapre tutto

Articolo di Andrea Gussoni

La vicenda si inserisce in un contesto già complesso

Il presidente della Federcalcio iraniana (FFIRI), Mehdi Taj, ha dichiarato che la FIFA dovrà assicurare che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga “insultato” dagli Stati Uniti, nel caso in cui la nazionale iraniana si rechi nel Paese per disputare i Mondiali di giugno. Una posizione legata però a un quadro ancora incerto, visto che il verdetto definitivo è atteso per il 20 maggio, quando è previsto un incontro a Zurigo con la FIFA per definire i dettagli della trasferta della squadra guidata dal ct Amir Ghalenoei.

La vicenda si inserisce in un contesto già complesso. Solo pochi giorni fa, la delegazione iraniana era stata respinta dal Canada e non aveva potuto partecipare al Congresso FIFA di Vancouver. Taj aveva inizialmente attribuito l’assenza a una scelta interna, ma successivamente il ministro dell’immigrazione canadese ha confermato che il visto del presidente della FFIRI era stato revocato durante il viaggio per via dei suoi presunti legami con l’IRGC. Il Canada, nel 2024, ha inserito i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, seguendo una decisione simile presa dagli Stati Uniti cinque anni prima.

In seguito all’episodio, il segretario generale della FIFA, Mattias Grafström, ha espresso rammarico per il disagio subito dalla delegazione iraniana e ha invitato la federazione a un incontro a Zurigo il 20 maggio per discutere i preparativi del torneo.

Taj ha ribadito che l’Iran chiederà garanzie alle autorità calcistiche statunitensi sul trattamento riservato alla propria delegazione: “Abbiamo bisogno di una garanzia per il nostro viaggio, che non abbiano il diritto di insultare i simboli del nostro sistema, in particolare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche”, ha dichiarato durante una manifestazione a Teheran. Ha poi aggiunto che senza assicurazioni chiare, episodi come quello canadese potrebbero ripetersi e portare persino al respingimento della squadra al confine.

“Parteciperemo ai Mondiali, per i quali ci siamo qualificati, e il nostro ospite è la FIFA, non gli Stati Uniti o il presidente Trump”, ha sottolineato, insistendo sul fatto che l’accoglienza debba includere il rispetto delle istituzioni militari iraniane.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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