Giovanni Malagò

Aggiornato Mer 26 Ago 2026 alle 21:33

Le ultime notizie su Giovanni Malagò raccontano di un presidente della FIGC già alle prese con le prime, roventi polemiche del suo mandato. Eletto lo scorso 22 giugno con il 68,58% dei voti, il neo numero uno del calcio italiano ha vissuto settimane frenetiche, culminate con la nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale e di Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Un percorso tutt’altro che lineare, costellato di colpi di scena, dimissioni eccellenti e tensioni con i club di Serie A.

Il caos della panchina azzurra: da Maldini a Mancini

Il primo grande banco di prova per Malagò si è rivelato subito una corsa ad ostacoli. Dopo aver convinto Paolo Maldini ad assumere il ruolo di direttore tecnico federale — con Leonardo come advisor — il progetto si è sgretolato nel giro di poche settimane. La trattativa con Pep Guardiola per la panchina azzurra era naufragata, e il duo Maldini-Leonardo aveva indicato Andrea Pirlo come nuovo CT. Una scelta che Malagò non ha condiviso, ufficialmente per via dei legami commerciali dell’ex centrocampista con una società di scommesse russa. Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, Maldini e Leonardo erano convinti che quella dello sponsor russo fosse solo un pretesto, e che il presidente federale non avesse mai realmente creduto nel progetto. “Non vogliono il cambiamento”, è il pensiero che i due avrebbero condiviso prima di rassegnare le dimissioni.

Con il piano Maldini-Leonardo naufragato, Malagò ha annunciato il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra, confermando di aver scelto personalmente il tecnico jesino, campione d’Europa nel 2021. Al suo fianco, come team manager, potrebbe tornare anche Lele Oriali. Per il ruolo di direttore tecnico, la scelta è ricaduta su Claudio Ranieri, che nella conferenza stampa di presentazione ha delineato con chiarezza la sua visione: “Roberto si occuperà del campo, io di quello che succede fuori”. Il tecnico testaccino ha poi illustrato le sue priorità: abbassare i prezzi del calcio per i bambini, ridurre l’esasperazione tattica e riavvicinare i giovani alla Nazionale. “Fare di nuovo innamorare del calcio gli italiani e riportare i bambini a vedere la Nazionale ai Mondiali”, ha sintetizzato Ranieri.

Le polemiche: “Nazionale sezione Roma Nord” e la minaccia di sfiducia

Le ultime news su Malagò non riguardano però solo le scelte tecniche. L’ambiente del calcio italiano è profondamente diviso, e i presidenti di Serie A non hanno nascosto la loro insoddisfazione. I club della massima serie avevano indicato in Antonio Conte il profilo ideale per rilanciare la Nazionale, e la scelta di Mancini è stata percepita come un’imposizione calata dall’alto. La battuta circolata a margine del Consiglio Federale è diventata emblematica: “Nasce la Nazionale, sezione Roma Nord”, con riferimento all’amicizia che lega Malagò al nuovo CT. Secondo la Gazzetta dello Sport, diversi presidenti avrebbero parlato in toni molto duri, arrivando a non escludere una futura mozione di sfiducia nei confronti del presidente FIGC qualora i risultati dovessero deludere.

Anche la conferenza stampa di presentazione di Ranieri ha generato polemiche: l’accesso dei giornalisti era possibile solo a pagamento, una situazione che lo stesso Malagò ha dovuto affrontare pubblicamente. “Se c’è una mia responsabilità come sempre sarò io ad assumerla — ha dichiarato il presidente —. Dal 2020 questo è ciò che avviene, ma nel caso si sia trattato di un errore ripareremo. Lo garantisco”. Ha poi promesso un incontro con la stampa dopo le vacanze estive per chiarire la questione.

Non mancano, tuttavia, voci favorevoli al nuovo corso. Cesc Fabregas, tecnico del Como, si è distinto come uno dei pochi addetti ai lavori a esporsi pubblicamente in difesa della scelta: “Mancini è una persona onesta e vincente, ha vinto tanti trofei e le sue squadre offrono un calcio propositivo. Ho apprezzato moltissimo l’Italia campione d’Europa nel 2021 e sono contento sia tornato”. Anche Andrea Mancini, figlio del nuovo CT e direttore sportivo del Cesena, ha parlato con ottimismo al Corriere della Sera: “Arriva con forte motivazione. Ha il desiderio di cancellare la delusione per queste tre mancate qualificazioni. E vuole ripulire l’immagine del suo addio all’Italia”.

Sullo sfondo resta la critica più feroce, quella di Fabio Capello, che aveva definito “incredibile” un possibile ritorno di Mancini: “Come si fa a lasciare la Nazionale senza nessun motivo per andare a prendere i soldi in Arabia Saudita?”. Il tecnico friulano aveva indicato Conte come l’unica alternativa credibile, posizione condivisa da larga parte dei club di Serie A. Ma Malagò ha tirato dritto per la sua strada, e ora la Nazionale riparte da Mancini e Ranieri, con il primo vero esame fissato per il 25 settembre: l’esordio in Nations League contro il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma, in un girone che comprende anche Francia e Turchia. Un appuntamento che dirà molto sul futuro del nuovo corso federale e sulla tenuta politica dello stesso Malagò alla guida della FIGC.