Italia, conferenza stampa a pagamento: Giovanni Malagò inquadra le responsabilità

Articolo di Marco Enzo Venturini

Nella sala stampa della FIGC Giovanni Malagò si sofferma su una delle polemiche che avevano anticipato la presentazione di Claudio Ranieri.

Claudio Ranieri all’Italia, come nuovo direttore tecnico della Nazionale, si è presentato in una conferenza stampa alla sede FIGC cui l’accesso ai giornalisti era possibile solo a pagamento. Una situazione che Giovanni Malagò, neo presidente federale, ha affrontato prima ancora di lasciare la parola al tecnico testaccino che nell’occasione ha poi illustrato i suoi progetti personali e a fianco del CT Roberto Mancini.

“Per quanto riguarda la conferenza stampa a pagamento, come ho letto, se c’è una mia responsabilità come sempre sarò io ad assumerla – ha affermato Malagò -. Mi sono limitato a chiedere se questa fosse una novità, ma dal 2020 questo è ciò che avviene. Nell’ultimo mese la questione non è stata la mia priorità, ma nel caso si sia trattato di un errore ripareremo. Lo garantisco. Con voi faremo un incontro tutti insieme, dopo le vacanze. Mi dispiace che ci siano state strumentalizzazioni, a settembre chiareremo e risolveremo tutto”.

Ranieri ha poi chiarito le ragioni del suo mancato arrivo in Nazionale un anno fa, quando la chiamata azzurra era già arrivata per il ruolo di CT, senza però andare in porto. “Tutte le scelte che ho preso nella mia carriera seguendo il cuore non mi hanno mai fatto pentire. Vale anche in questo caso – ha spiegato il tecnico testaccino -. Non potevo rescindere il contratto che avevo con la Roma, la mia squadra del cuore. Non potevo nemmeno permettermi un doppio ruolo, i conflitti d’interesse sarebbero stati troppi. Ora questa chiamata è il vero coronamento della mia carriera. Non me l’aspettavo, la mia abbronzatura lo dimostra”.

Il neo direttore tecnico ha quindi delineato con chiarezza la sua visione e il confine tra le sue responsabilità e quelle del CT Mancini. “Roberto si occuperà del campo, io di quello che succede fuori. Se avrà consigli da chiedermi, potrà farlo. Fino a due anni fa allenavo anch’io. Però avrò tantissime altre questioni di cui occuparmi – ha precisato Ranieri -. Ora dobbiamo riabbassare i prezzi del calcio, soprattutto per i bambini. Solo così li riavvicineremo a questo sport, dando anche modo alle squadre di fornire più giocatori al selezionatore. Ci sono tanti ragazzi che dovrebbero poter giocare, e non possono farlo. Poi bisogna proporre una tattica di squadra meno esasperata, come succede all’estero. Lavoriamo su tecnica e tattica individuale, a 10-12 anni bisogna giocare. Il lavoro da fare è tanto, capire quanto tempo servirà è difficile”. Un progetto ambizioso, sintetizzato dallo stesso Ranieri in due missioni fondamentali: “fare di nuovo innamorare del calcio gli italiani e riportare i bambini a vedere la Nazionale ai Mondiali. Come mia nipote, che ha 12 anni”.

Il contesto in cui il nuovo corso federale muove i primi passi resta tuttavia tutt’altro che sereno. Secondo quanto riferito dalla ‘Gazzetta dello Sport’, i club di Serie A sarebbero profondamente insoddisfatti della direzione presa dalla gestione Malagò: i presidenti avevano indicato in Antonio Conte il profilo ideale per rilanciare la Nazionale, e la scelta di Mancini è stata percepita come un’imposizione calata dall’alto, senza un adeguato confronto con le realtà della massima serie. La battuta circolata a margine del Consiglio Federale è emblematica: “Nasce la Nazionale, sezione Roma Nord”, con riferimento all’amicizia che lega Malagò al nuovo CT. Si parla addirittura di una possibile mozione di sfiducia nei confronti del presidente FIGC, qualora la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente.

Sul fronte tecnico, il primo banco di prova sarà la Nations League: l’Italia è inserita nel Girone 1 della Lega A con Francia, Belgio e Turchia, con l’esordio fissato il 25 settembre contro il Belgio. Non mancano, in ogni caso, voci favorevoli al nuovo corso. Cesc Fabregas, tecnico del Como, si è distinto come uno dei pochi addetti ai lavori a esporsi pubblicamente in difesa della scelta: “Mancini è una persona onesta e vincente, ha vinto tanti trofei e le sue squadre offrono un calcio propositivo. Ho apprezzato moltissimo l’Italia campione d’Europa nel 2021 e sono contento sia tornato. Sicuramente noi allenatori di club lo aiuteremo, a me non interessa quello che è accaduto tre anni fa”. Un segnale di apertura che, unito alla volontà dichiarata da Ranieri di rimettere al centro i giovani e il territorio, lascia intravedere qualche spiraglio di ottimismo in un ambiente che, per ora, resta profondamente diviso.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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