Angelo Binaghi, bordata al calcio: “A che ora gioca l’Italia? Wimbledon mi ha distratto”

Articolo di Marco Enzo Venturini

Numero 1 del tennis italiano reduce dai trionfi di Wimbledon, Angelo Binaghi è durissimo anche con Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC.

Nella settimana che si è chiusa con il nuovo trionfo di Jannik Sinner a Wimbledon e si apre con la prima semifinale dei Mondiali di calcio 2026, quella di Dallas tra Francia e Spagna, arriva una nuova bordata all’indirizzo del pallone nostrano. E l’autore è un nome di primissimo piano: il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel in persona, Angelo Binaghi. Che non solo ha sottolineato l’attuale schiacciante dominio della racchetta sul tradizionale sport più popolare del Paese, per popolarità e soprattutto per risultati. Nella sua spietata analisi ha infatti calcato la mano anche sul neo presidente della FIGC, Giovanni Malagò.

“A che ora gioca l’Italia stasera? Non sono riuscito a seguirla. Sapete, ero distratto da Wimbledon”, è la frecciata con cui Binaghi è entrato in argomento nel corso di un’intervista al TG3. E proprio lo Slam di Londra si è rivelato motivo di forte orgoglio per il numero 1 del tennis azzurro. “Ritengo compiuta a tutto tondo la nostra missione – ha affermato il presidente della FITP -. È così non solo per il successo di Sinner, strepitoso, ma anche per i risultati ottimi che hanno raccolto Cobolli e Paolini”.

Impietoso il paragone con il calcio, atteso da una rivoluzione su cui Binaghi non è parso avere troppa fiducia. “Malagò non ha bisogno dei miei consigli. Anche perché, dalla A alla Z, fa il contrario di quello che faccio io. Il fatto che il calcio vada meno peggio di ora credo serva a tutti e la strada è lunga. Lui però è sempre stato molto fortunato. Per rilanciare una federazione serve radere tutto al suolo, mandare via tutti e ricominciare da zero. Bisogna capovolgere i pilastri di un sistema che non produceva più niente. Ho idea che Malagò farà il contrario. Tanti auguri”, sono state le durissime parole del numero 1 della Federtennis.

Del resto, i numeri danno ragione a Binaghi su tutta la linea. Il trionfo di Sinner a Wimbledon — il secondo consecutivo sull’erba londinese, dopo quello del 2025 — è solo l’ultimo capitolo di una stagione straordinaria. Prima ancora della finale, l’altoatesino aveva già staccato matematicamente il pass per le Nitto ATP Finals di Torino, diventando il primo giocatore nella storia a qualificarsi così presto per il Masters di fine anno, superando il precedente record di Rafael Nadal che ci era riuscito il 13 giugno 2017. Un dominio che si riflette anche nei confronti diretti: Sinner ha vinto 21 delle sue ultime 22 partite contro avversari della Top 10, cedendo soltanto contro Novak Djokovic nella semifinale degli Australian Open.

Un dominio così schiacciante che persino in Spagna — Paese che con Carlos Alcaraz vanta l’unico rivale credibile dell’azzurro — il giornale sportivo As ha dedicato un articolo dal titolo eloquente: “Jannik Sinner, l’incubo della Top 10”. Il campione di Murcia, alle prese con un’infiammazione ai tendini del polso destro rimediata a Barcellona ad aprile, è scivolato al terzo posto del ranking ATP e difficilmente potrà rientrare prima della fine di agosto, lasciando di fatto campo libero al rivale italiano nella seconda parte di stagione.

La solidità del movimento tennistico azzurro non si esaurisce però con Sinner. Flavio Cobolli occupa attualmente la quarta posizione nella Race to Turin con 3.020 punti, a conferma di una profondità di talento che non ha eguali nella storia del tennis italiano. Jasmine Paolini, pur fermata ai quarti di finale di Wimbledon dall’ucraina Marta Kostyuk con il punteggio di 6-3, 6-2, ha comunque contribuito a quel bilancio complessivo positivo citato dallo stesso Binaghi. Un quadro che il presidente della FITP aveva già anticipato nei mesi scorsi, quando — parlando dei numeri del movimento — aveva sottolineato come i praticanti di tennis e padel in Italia abbiano raggiunto quota 6.237.000, avvicinandosi sensibilmente ai 6.533.000 del calcio: una forbice che solo cinque anni fa era del 39% in favore del pallone.

Sul fronte calcistico, intanto, la FIGC è al lavoro per individuare il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Secondo le ultime indiscrezioni, Paolo Maldini e Leonardo starebbero valutando Andrea Pirlo come principale alternativa all’ipotesi Pep Guardiola, ritenuta particolarmente complessa. L’ex centrocampista campione del mondo 2006, oggi alla guida di una squadra a Dubai, rappresenterebbe una soluzione gradita alla nuova dirigenza federale, con cui vanta rapporti consolidati. Restano comunque in corsa anche Roberto Mancini, Antonio Conte, Carlo Ancelotti e Stefano Pioli. La decisione definitiva, attesa a breve, dovrà essere ratificata proprio da Malagò: lo stesso presidente che Binaghi ha appena fatto a pezzi davanti alle telecamere del TG3.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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