Arrivano i retroscena sul naufragio del piano di rilancio azzurro
Il piano del rilancio del calcio italiano è durato lo spazio di poche settimane. Il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo si erano messi immediatamente al lavoro, e nell’ultimo mese erano stati a Coverciano, avevano parlato con i rappresentanti dei club di Serie A e studiato i settori giovanili, provando a mettere le basi per la rinascita azzurra. Ma il progetto si è infranto al primo scoglio: la nomina del nuovo commissario tecnico.
Dopo il no di Pep Guardiola Maldini era andato diretto su Andrea Pirlo, e non ha accettato la bocciatura di Giovanni Malagò. Secondo il punto di vista di Maldini e Leonardo, la questione dello sponsor russo è stata solo un pretesto per bruciare un nome che non aveva convinto il presidente federale. La leggenda del Milan si aspettava carta bianca e piena autonomia, ma il no di Malagò ha cambiato tutto e lo ha spinto all’addio immediato.
“Non vogliono il cambiamento”, è il pensiero condiviso da entrambi che il Corriere della Sera ha fatto trapelare.
Archiviato immediatamente il piano Maldini-Leonardo, si progetta un ritorno al passato: i favoriti per la panchina azzurra sono due ex commissari tecnici, Roberto Mancini e Antonio Conte, con il primo preferito dal presidente della FIGC. Inoltre in caso di Mancini bis potrebbe tornare nello staff azzurro Lele Oriali, che riprenderebbe il ruolo storico di team manager della nazionale.
La postazione di direttore tecnico potrebbe essere occupata da Claudio Ranieri, che rappresenta il profilo ideale per Malagò. Gli altri candidati sono Giorgio Chiellini e Beppe Bergomi.