Carlos Alcaraz
Aggiornato Mer 20 Mag 2026 alle 18:43Carlos Alcaraz è al centro di tutte le ultime notizie del tennis mondiale: un infortunio al polso destro lo ha costretto a saltare Madrid, Roma e il Roland Garros, riaprendo il dibattito sulla sua gestione fisica e mentale, sul divario nel ranking ATP con Jannik Sinner e sul futuro di una rivalità che appassiona milioni di tifosi in tutto il mondo.
L’infortunio e i tempi di recupero: nessuna scadenza
Tutto è iniziato a Barcellona, dove Alcaraz ha avvertito un fastidio al polso destro durante il match contro Otto Virtanen. Gli esami successivi hanno rivelato un quadro più serio del previsto, costringendolo al ritiro dall’ATP 500 catalano. Da lì, la situazione è precipitata rapidamente: il campione di Murcia ha annunciato il forfait anche per il Masters 1000 di Madrid, per gli Internazionali d’Italia e per il Roland Garros, torneo che aveva vinto nelle ultime due edizioni.
Secondo il dottor Marc Juvenspan, chirurgo specializzato in problemi a mano e spalla, si tratterebbe verosimilmente di una tendinite dell’ECU o di una lesione del TFCC, il legamento triangolare che collega ulna e radio. I tempi di recupero restano incerti: «Può durare tre settimane come sei mesi, o anche di più», ha avvertito l’esperto. Il quadro clinico non è rassicurante per Wimbledon, con il team dello spagnolo che ha scelto un approccio conservativo: ghiaccio, immobilizzazione con tutore e riposo assoluto.
La novità più recente arriva dall’ex tennista spagnolo Pablo Andujar, che ha rivelato di aver parlato direttamente con Alcaraz: «Mi ha detto che vuole tornare solo quando sarà al 100%. Non si pone scadenze, vive alla giornata». Un approccio condiviso anche da Flavia Pennetta, che ha vissuto in prima persona un problema simile al polso: «L’unico consiglio che posso fare a lui è di non avere fretta. Molto spesso quando uno vede gli altri giocare e ottenere grandi risultati la sensazione è quella di voler tornare perché si perde tempo, ma non è così».
Il ranking e la pressione su Sinner: un vantaggio che pesa
Le conseguenze sul fronte del ranking ATP sono pesantissime. Sinner guida attualmente la classifica con 14.350 punti, con un margine di circa 1.390 lunghezze sullo spagnolo. Ma il distacco è destinato ad ampliarsi ulteriormente: Alcaraz perderà i punti legati alle sue vittorie sia agli Internazionali d’Italia che al Roland Garros, per una perdita complessiva che potrebbe arrivare fino a 3.000 punti. Una situazione che, paradossalmente, non viene vissuta come un vantaggio netto nemmeno dall’entourage dell’azzurro.
Il coach Simone Vagnozzi ha ammesso apertamente che l’assenza di Alcaraz crea pressione aggiuntiva su Sinner: «Senza il principale rivale non è più facile, anzi: c’è un pizzico di pressione in più». Vagnozzi ha anche ricordato il peso specifico dello spagnolo sulla terra rossa: «Alcaraz in questo momento sarebbe stato il favorito. Ricordiamoci che al Roland Garros ha vinto lui negli ultimi due anni, o che a Roma ha vinto comunque lui». Lo stesso Sinner, intervistato da El Mundo, aveva già espresso un concetto simile con parole di grande sportività: «Il tennis ha bisogno di Carlos e anch’io ho bisogno di vederlo nel tabellone. È un po’ diverso quando lui non c’è».
Il caso Ferrero e il dibattito sulla mentalità
Attorno all’infortunio di Alcaraz si è riaperto anche un dibattito più profondo sulla sua gestione atletica e mentale. Adriano Panatta, a La Domenica Sportiva, non ha usato mezzi termini: «Carlos a 21-22 anni, con tutti i trofei che ha vinto, è diventato più intraprendente, ha voluto cambiare e ha sbagliato», riferendosi alla separazione dal coach Juan Carlos Ferrero. «Sarei felice per lui se tornasse con Ferrero», ha aggiunto l’ex campione azzurro, tracciando poi un parallelo illuminante tra i due rivali: «Sinner ha una dedizione assoluta per il tennis, tutto è programmato per ottenere il massimo risultato. Sembra un marziano. Alcaraz ha una concezione della felicità diversa. E questo alla lunga può fare la differenza».
Proprio Ferrero, in una recente intervista a El Pais, aveva lanciato un avvertimento sulla carriera del suo ex pupillo: «Carlos può diventare uno dei migliori della storia. Ma una cosa potrebbe fermarlo: la perdita di motivazione. Quando la motivazione viene a mancare, la disciplina deve subentrare». Un messaggio che sembra risuonare ancora di più oggi, alla luce dello stop forzato.
E non è passata inosservata una storia Instagram pubblicata dallo stesso Ferrero il giorno del ventitreesimo compleanno di Alcaraz: invece di fare gli auguri al suo ex allievo, l’ex coach ha condiviso un’immagine celebrativa dedicata a Jannik Sinner, con la scritta «World N°1 Madrid Champions». Un gesto letto da molti come un messaggio in codice indirizzato proprio ad Alcaraz, quasi a voler sottolineare la differenza di approccio tra i due campioni. Alcaraz, dal canto suo, ha risposto indirettamente nel podcast ufficiale dell’ATP, spiegando che il suo gioco è migliorato proprio grazie al cambio di staff: «Adesso ho un ruolo diverso. Posso esprimere le mie esigenze, prendere decisioni. Il cambiamento è soprattutto mentale: oggi affronto tutto con più calma, cercando semplicemente di divertirmi in campo».
Il mondo del tennis attende ora di capire quando il campione di Murcia potrà tornare in campo. L’obiettivo dichiarato è la stagione sull’erba, con Wimbledon come traguardo ideale per ritrovare Sinner e riaprire una rivalità che, come ha ricordato lo stesso altoatesino, «è appena iniziata».