Carlos Alcaraz
Aggiornato Mer 01 Lug 2026 alle 17:36Le ultime notizie su Carlos Alcaraz raccontano di un lungo e tormentato percorso di recupero che ha segnato la prima metà del 2026. Dal ritiro a Barcellona ad aprile, il campione di Murcia ha dovuto rinunciare a una serie impressionante di appuntamenti: Madrid, Roma, Roland Garros, Queen’s e Wimbledon. Un’assenza pesante, che ha ridisegnato le gerarchie del circuito e consegnato a Jannik Sinner un dominio pressoché incontrastato sulla stagione.
L’infortunio, diagnosticato come una tenosinovite al polso destro — un’infiammazione alla guaina del tendine — si è rivelato più serio del previsto. Il dottor Marc Juvenspan, chirurgo specializzato in problemi a mano e spalla, aveva avvertito fin dall’inizio che i tempi di recupero potevano variare enormemente: “Può durare tre settimane come sei mesi, o anche di più”. Una dichiarazione che aveva alimentato settimane di apprensione tra i tifosi e gli addetti ai lavori, con voci insistenti in Spagna su un possibile intervento chirurgico che avrebbe potuto tenerlo fuori per il resto dell’anno.
Il recupero di Alcaraz: segnali incoraggianti verso il rientro
Le ultime novità, però, sono decisamente più incoraggianti. Il preparatore atletico Alberto Lledó ha condiviso sui social un video in cui Alcaraz corre a petto nudo sotto il sole, senza alcun tutore al polso — una prima assoluta dall’inizio dello stop. Un segnale che ha fatto tirare un sospiro di sollievo al mondo del tennis. “Le settimane volano! Non riesco più a stare al tuo passo”, ha commentato lo stesso Lledó, a conferma della ritrovata condizione atletica del campione, almeno sul piano fisico e aerobico.
Secondo quanto riportato da RNE, Alcaraz si è sottoposto a una visita con il dottor Cotorro a Barcellona per valutare le condizioni del polso. Se l’esito sarà positivo, l’obiettivo è tornare durante la tournée nordamericana su cemento, con tre opzioni sul tavolo: l’ATP 250 di Los Cabos, l’ATP 500 di Washington e il Masters 1000 di Montreal. Il piano prevede poi di affinare la forma a Cincinnati per arrivare agli US Open nelle migliori condizioni possibili. La priorità assoluta, in ogni caso, resta quella di guarire completamente ed evitare ricadute.
A sostenere Alcaraz in questo momento difficile è arrivata anche la voce di Rafael Nadal, che a margine di un torneo di golf benefico a Maiorca ha parlato del connazionale con grande sicurezza: “Sono certo che Carlos si riprenderà nel migliore dei modi dall’infortunio, è troppo forte per non riuscirci. Già adesso, nonostante sia molto giovane, è uno dei migliori giocatori della storia del tennis”. Parole che pesano doppio, considerando che lo stesso Nadal affrontò un problema simile, restando fermo circa due mesi prima di tornare in campo.
Il dibattito sulla rivalità con Sinner: chi è il numero uno dell’era moderna?
Nel frattempo, il dibattito su chi sia il vero leader del tennis contemporaneo non si è mai fermato, nemmeno con Alcaraz ai box. La rivalità tra Sinner e Alcaraz continua ad alimentare discussioni tra esperti e addetti ai lavori, con opinioni spesso divergenti. Stan Wawrinka, alla vigilia del suo ultimo Wimbledon, ha scelto di sbilanciarsi a favore dello spagnolo: “Ha più versatilità e opzioni tattiche. Se dovessi proprio scegliere, direi che preferisco Alcaraz”. Una posizione opposta a quella di Todd Woodbridge, secondo cui Sinner è l’erede designato di Novak Djokovic, incarnandone la solidità mentale e la capacità di mantenere standard altissimi settimana dopo settimana.
Anche Lorenzo Musetti ha detto la sua in una recente intervista: “Il tennis più bello e completo è quello giocato da Carlos Alcaraz. Il suo è il tennis più contemporaneo”, pur riconoscendo che Sinner è “quasi perfetto in termini di freddezza e lucidità mentale”. Una distinzione sottile ma significativa, che riflette il modo in cui i due campioni vengono percepiti: Alcaraz come l’esteta, Sinner come la macchina da guerra.
Sul piano della classifica, i numeri parlano chiaro. Sinner guida il ranking ATP con 13.500 punti contro i 9.960 di Alcaraz, un vantaggio costruito grazie a cinque Masters 1000 consecutivi conquistati nella prima parte della stagione e all’assenza prolungata del rivale. Dal 10 giugno 2024, i due si alternano al numero 1 senza lasciare spazio a nessun altro, monopolizzando la vetta della graduatoria maschile. Un duopolio che, nonostante lo stop forzato di Alcaraz, resta il punto di riferimento del tennis mondiale. Il grande duello è destinato a riaccendersi: la domanda non è se, ma quando.