Il tennista di Murcia ha parlato della rivalità con l'Azzurro: "Ci aiutiamo a vicenda a dare il meglio di noi, perché odiarci?"
Partite senza esclusione di colpi e rispetto fuori dal campo: Carlos Alcaraz in una intervista a Vanity Fair ha parlato della rivalità con Jannik Sinner, che ha cambiato il volto del circuito ATP negli ultimi due anni. I due fuoriclasse si sono affrontati 17 volte, con risultati alterni anche se lo spagnolo è avanti 10-7. A differenza di molti altri dualismi, il loro rapporto fuori dal campo non solo è cordiale, ma anche amichevole.
“Stiamo dimostrando al mondo che possiamo dare il massimo in campo, cercare di infliggere il maggior danno possibile all’avversario, cercare di batterci a vicenda, e poi, fuori dal campo, essere semplicemente due ragazzi che vanno molto d’accordo”, ha dichiarato l’iberico, attualmente fermo per l’infortunio al polso.
Alcaraz ha spiegato che tra i due c’è quasi una collaborazione: “Ci aiutiamo a vicenda a dare il meglio di noi”. Non c’è bisogno quindi di odiarsi: “Possiamo farne decisamente a meno, lottiamo per lo stesso obiettivo ma non c’è bisogno di odiarci perché vogliamo la stessa cosa. Quando si compete a questo livello, avere un’amicizia profonda è complicato… Ma si può fare. Io sono assolutamente favorevole”.
Al momento Carlos non vuole fare paragoni con le grandi rivalità del passato come McEnroe-Borg o Federer-Nadal. “Le rivalità sono processi lunghi. Non è paragonabile alle rivalità storiche del tennis, perché entrambi abbiamo ancora tanti anni di carriera davanti a noi. Spero che continueremo a giocare l’uno contro l’altro molte volte, in molte finali, e che ci divideremo le vittorie nei tornei più importanti”.
Il vuoto lasciato da Alcaraz a Roma ha aperto spazio anche a nuovi protagonisti. Boris Becker, presente alla capitale per un evento celebrativo, ha parlato con entusiasmo del giovane spagnolo Rafael Jodar, classe 2006, indicandolo come uno dei talenti più promettenti del circuito: “Sono un grande fan di Jodar. Ha una mentalità incredibile, nonostante sia molto giovane. A livello mentale, mi ricorda molto Jannik Sinner”.