Il tennis spagnolo ha già trovato un nuovo volto da seguire
Il tennis spagnolo ha già trovato un nuovo volto da seguire. E, per una volta, non si parla di Carlos Alcaraz. A Madrid, con il numero 2 del mondo fermo ai box per il problema al polso, a prendersi il palcoscenico è stato Rafael Jodar: 19 anni, un nome ingombrante e un tennis che sorprende per maturità e personalità. Sul Centrale della Caja Mágica, nel Manolo Santana Stadium, il madrileno ha lanciato il primo vero segnale della sua carriera battendo al secondo turno del Masters 1000 di casa un top 10 come Alex de Minaur. Poi si è ripetuto con l’altro astro nascente Joao Fonseca, quindi si è sbarazzato di Kopriva, guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale contro Jannik Sinner, al suo terzo 1000 in carriera.
Un successo che vale molto più di una semplice impresa: è il passaggio, rapido ma simbolico, da promessa interessante a possibile protagonista del circuito. Nato e cresciuto a Madrid, Jodar è figlio di una città che ogni primavera respira tennis con il Masters 1000 della Caja Mágica. Da bambino assisteva dagli spalti alle grandi sfide, assorbendo sogni e riferimenti. Tra tutte, una in particolare gli è rimasta impressa: Novak Djokovic contro Grigor Dimitrov nel 2013, “una delle partite più belle mai viste dal vivo”, come ha ricordato lui stesso.
Figlio di due insegnanti (con il padre docente di educazione fisica), prende in mano la racchetta a quattro anni nel cortile di casa. A sei entra già al Club de Tenis Chamartin, una delle scuole più prestigiose di Madrid. Il suo percorso, però, non è lineare né scontato. Come molti ragazzi spagnoli cresce diviso tra più passioni, soprattutto il calcio. Tifoso del Real Madrid e promettente centrocampista, lascia definitivamente il pallone solo a dodici anni, scegliendo il tennis.
Stimato da Alcaraz, con cui si è allenato a Melbourne, Jodar guarda però soprattutto a Jannik Sinner. “Penso che sia un grande giocatore e il modello da seguire per me”, ha detto. Le somiglianze non mancano: struttura fisica, attitudine, pulizia dei colpi, soprattutto nel rovescio. E proprio a Sinner ha già sottratto un primato significativo: a 19 anni e 217 giorni è diventato il più giovane giocatore capace di battere un top 10 in un Masters 1000 da wild card, superando il record stabilito dall’azzurro agli Internazionali d’Italia del 2020 contro Stefanos Tsitsipas.