Jannik Sinner, dall’entourage una riflessione su Carlos Alcaraz che farà discutere

Articolo di Marco Enzo Venturini

Prima della finale di Madrid contro Zverev, coach Vagnozzi si concentra sull'assenza di Alcaraz e le sue conseguenze sull'approccio di Sinner al torneo.

Jannik Sinner affronterà Alexander Zverev nella finale del Masters 1000 di Madrid ma, nonostante il tedesco rappresenti un avversario che non riesce a batterlo dal 2023, dall’entourage dell’altoatesino filtra un certo dispiacere per la mancata sfida con l’eroe di casa dell’Open in terra iberica. Si tratta ovviamente di Carlos Alcaraz, con cui i rapporti restano saldamente buoni nonostante la rivalità. Proprio come quelli con l’altro eroe del tennis iberico: il giovanissimo Rafael Jodar.

“Alcaraz in questo momento sarebbe stato il favorito sulla terra battuta – ha ammesso a ‘Sky Sport‘ il coach di Sinner, Simone Vagnozzi -. Ricordiamoci che al Roland Garros ha vinto lui negli ultimi due anni, o che a Roma ha vinto comunque lui. Quindi qui a Madrid si è perso il favorito, e quindi c’è quel pizzico di pressione in più su Jannik. Ad ogni modo cerchiamo di dimenticarci tutto questo, visto che a Parigi ci saranno comunque sette partite da vincere, a Roma sei e qui a Madrid ce ne sarà un’altra questa domenica”.

“Chiaramente dispiace per l’infortunio di Alcaraz – ha proseguito Vagnozzi -. Non si augura mai del male a un altro giocatore. Soprattutto Carlos, con cui tutti noi dello staff di Sinner abbiamo un ottimo rapporto. Oltre, ovviamente, a Jannik stesso. Questi ragazzi ogni giorno spingono al massimo e purtroppo l’infortunio ci sta. E, quando arriva, non si può evitare. Stavolta è capitato a lui, la prossima volta può capitare a uno qualunque degli altri giocatori”.

La gravità dell’infortunio di Alcaraz è emersa in tutta la sua serietà quando lo spagnolo, con un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, ha annunciato il forfait non solo per Madrid ma anche per gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros. Un problema al polso destro che, secondo il dottor Marc Juvenspan, chirurgo specializzato in problemi a mano e spalla, potrebbe trattarsi “o di una tendinite dell’ECU, o di una lesione del TFCC, il legamento triangolare che si trova all’interno del polso e che collega l’ulna e il radio”. I tempi di recupero restano incerti: “Può durare tre settimane come sei mesi, o anche di più”, ha avvertito l’esperto.

Sul fronte della finale di domenica, Sinner si presenta all’appuntamento sull’onda di una striscia di risultati semplicemente straordinaria: ventidue vittorie consecutive nel circuito maggiore, culminate con il successo in semifinale su Arthur Fils per 6-2, 6-4 in appena un’ora e 26 minuti. Un cammino che gli ha permesso di firmare un primato storico, diventando il più giovane tennista di sempre a raggiungere almeno una finale in tutti e nove i Masters 1000 attualmente in calendario. Prima di lui, un simile traguardo era riuscito solo a Federer, Nadal e Djokovic, ma non così presto.

Dall’altra parte della rete, Zverev arriva alla finale con rinnovata fiducia, forte di un percorso convincente alla Caja Magica che lo ha visto liquidare Cobolli nei quarti con un netto 6-1, 6-4 e superare poi Blockx in semifinale. Il tedesco, che a Madrid ha già vinto due titoli nel 2018 e nel 2021 ed è alla sua quarta finale nel torneo, non nasconde le proprie ambizioni. Lo ha dimostrato pungolando già Sinner in persona: “È un ragazzo piuttosto tranquillo e al momento si sta godendo il tennis. Anzi credo che il tennis gli risulti fin troppo facile in questo momento… Forse domenica gli renderò le cose un po’ più difficili”. Sarà il quattordicesimo testa a testa tra i due: dal 2024 in poi Sinner ha vinto tutti gli otto scontri diretti disputati contro il tedesco, che non riesce a batterlo dal 2023.

Sullo sfondo, resta aperta anche la questione legata alla partecipazione di Sinner agli Internazionali d’Italia. L’altoatesino, che in conferenza stampa non si è sbilanciato — “Vedrò come mi sentirò” — vuole arrivare al Roland Garros nelle migliori condizioni possibili. “Dico sempre che la folla ti dà una spinta in più. Roma sarà una storia diversa”, ha però aggiunto, lasciando intendere che la voglia di giocare davanti al pubblico di casa resta forte, a patto che il fisico risponda presente dopo un mese e mezzo di tennis ad altissimi livelli.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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