Tadej Pogačar
Aggiornato Dom 03 Mag 2026 alle 16:47Le ultime notizie su Tadej Pogačar raccontano di un campione che, nella primavera 2026, continua a dominare il ciclismo mondiale con una continuità impressionante. Il fuoriclasse sloveno dell’UAE Team Emirates ha aperto la stagione con una serie di risultati straordinari, confermando quanto annunciato a fine 2025: vincere ancora, su ogni terreno, contro chiunque.
Un avvio di stagione da leggenda: dalle Classiche al Giro di Romandia
Il 2026 di Pogačar è iniziato nel segno della continuità con la stagione precedente. A marzo, il campione del mondo ha conquistato la Milano-Sanremo in circostanze quasi incredibili: come rivelato dal meccanico Boštjan Kavčnik, lo sloveno ha percorso il finale della Classicissima con il telaio fissurato a seguito di una caduta nei pressi di Imperia, senza nemmeno saperlo. Nonostante ciò, Pogačar ha attaccato sulla Cipressa, selezionato il gruppo sul Poggio e regolato Thomas Pidcock in volata su Via Roma. Una vittoria che vale doppio, considerando le condizioni in cui è maturata.
Ad aprile è arrivato il terzo successo in carriera al Giro delle Fiandre, conquistato in solitaria dopo un’azione irresistibile sull’ultimo passaggio del Vecchio Quaremont, a 18 km dall’arrivo. Van der Poel ha ceduto nel finale pianeggiante, Evenepoel ha completato il podio. Con dodici Classiche Monumento in bacheca, Pogačar aveva già superato Roger De Vlaeminck nella classifica all-time, secondo solo a Eddy Merckx.
La Parigi-Roubaix ha invece fermato la sua corsa verso il Grande Slam delle Monumento: Wout Van Aert ha battuto Pogačar allo sprint, conquistando la sua prima Roubaix e privando lo sloveno dell’unico Monumento ancora mancante al suo palmarès. Una sconfitta che ha reso ancora più significativa la risposta arrivata pochi giorni dopo alla Liegi-Bastogne-Liegi.
Alla Doyenne, Pogačar ha vinto per la quarta volta in carriera — la terza consecutiva — dominando nel finale il giovane francese Paul Seixas e dedicando la vittoria a Camilo Muñoz, ex compagno di squadra scomparso in settimana dopo una caduta. Un gesto che ha commosso il mondo del ciclismo. Con questo successo, lo sloveno ha raggiunto Moreno Argentin e Alejandro Valverde a quota quattro nella classifica dei plurivincitori della Liegi, con solo Eddy Merckx (cinque vittorie) ancora davanti a lui.
Dopo le Classiche, Pogačar si è presentato al Giro di Romandia con l’obiettivo di vincere per la prima volta la corsa svizzera. L’avvio non è stato dei migliori: un sesto posto nel cronoprologo di Villars-sur-Glane, con 7″ di ritardo dal vincitore Dorian Godon (Ineos Grenadiers), aveva sollevato qualche interrogativo sulle sue condizioni. Ma la risposta è stata immediata e perentoria.
Pogačar ristabilisce l’ordine al Giro di Romandia
Nelle due tappe successive al deludente prologo, il campione del mondo ha spazzato via ogni dubbio vincendo prima a Martigny e poi a Vucherens, accumulando 17″ di vantaggio in classifica generale su Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-Hansgrohe) e 26″ su Lenny Martinez (Bahrain-Victorious). Una risposta netta, nel tipico stile del fuoriclasse di Komenda: quando viene messo in discussione, reagisce con i fatti.
Nella tappa di Vucherens, Pogačar ha regolato un gruppo di trentadue corridori al traguardo, precedendo il francese Godon e il neozelandese Fisher-Black. Tra gli italiani, buona prova di Davide Toneatto (XDS Astana Team), settimo, e Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), quindicesimo. Oltre alla classifica generale, lo sloveno guida anche la graduatoria a punti con 125 punti, più del doppio rispetto al secondo classificato.
Con tre tappe ancora da disputare — verso Orbe, Charmey e il traguardo finale di Leysin — Pogačar si trova nelle condizioni ideali per conquistare anche il Giro di Romandia, corsa che non ha mai vinto in carriera. Il percorso finale è impegnativo e si adatta perfettamente alle sue caratteristiche di scalatore esplosivo.
Il contesto: una stagione costruita su basi solide
Per comprendere appieno il valore di questo avvio di 2026, è utile ricordare da dove arriva Pogačar. La stagione 2025 si era chiusa con il quinto Giro di Lombardia consecutivo, un record assoluto nella storia delle Classiche Monumento, e il secondo titolo mondiale consecutivo conquistato a Kigali con una fuga solitaria di 66 chilometri. In mezzo, il quarto Tour de France in carriera. Un totale di 20 vittorie in una sola stagione.
A fine 2025, lo sloveno aveva dichiarato apertamente i suoi obiettivi per il 2026: il Tour de France come priorità assoluta — con l’ambizione di eguagliare Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain a quota cinque successi — e le Classiche Monumento come terreno di caccia privilegiato. Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix erano state indicate come obiettivi specifici. La prima è già in bacheca, la seconda ha visto prevalere Van Aert, ma il conto con l’Inferno del Nord rimane aperto.
A 27 anni, Tadej Pogačar continua a riscrivere i libri di storia del ciclismo con una naturalezza che lascia senza parole. Le ultime news lo confermano in forma straordinaria, padrone assoluto del Giro di Romandia e già proiettato verso i grandi appuntamenti estivi. Chi lo ferma più?