Tadej Pogačar

Aggiornato Ven 24 Lug 2026 alle 18:49

Le ultime notizie su Tadej Pogačar raccontano di un campione che sta dominando il Tour de France 2026 con una superiorità difficile da contestare. Lo sloveno della UAE Team Emirates XRG, già vincitore di quattro edizioni della Grande Boucle, si trova in maglia gialla dopo tredici tappe e sembra avere già ipotecato il gradino più alto del podio sugli Champs-Élysées. Un dominio che non sorprende chi ha seguito la sua stagione fin dall’inizio, costellata di vittorie e prestazioni da fuoriclasse assoluto.

Pogačar padrone del Tour de France 2026

Le ultime news dal Tour de France dipingono un quadro cristallino: Pogačar è il grande protagonista di questa edizione. Il momento chiave è arrivato nella sesta tappa con Aspin e Tourmalet, quando lo sloveno ha piazzato un attacco solitario devastante che gli ha permesso di riprendere la maglia gialla con 2’42” su Jonas Vingegaard. Da quel momento in poi, il campione del mondo non ha più lasciato il simbolo del primato.

Nella decima tappa, con arrivo a Le Lioran nel giorno della festa nazionale francese, Pogačar ha conquistato il suo terzo successo personale in questa edizione, staccando tutti sul Col de Pertus con un’accelerazione che ha lasciato senza risposta anche Richard Carapaz, che aveva provato ad anticipare i favoriti. Vingegaard ha accusato un ritardo di 44 secondi, mentre Remco Evenepoel si è piazzato secondo a 32 secondi. Il distacco in classifica generale si è ulteriormente ampliato, con lo sloveno che vanta 3’36” sul danese del Team Visma-Lease a Bike dopo undici tappe.

La tredicesima tappa, conclusasi a Belfort con la vittoria dello svizzero Mauro Schmid in fuga, non ha modificato i vertici della classifica: il gruppo dei big guidato dalla maglia gialla ha tagliato il traguardo con oltre sette minuti di ritardo, in una giornata gestita con intelligenza dalla UAE Team Emirates XRG. Tom Pidcock ha guadagnato terreno virtualmente in classifica generale, ma la distanza da Pogačar rimane siderale. Il best italiano in classifica è Davide Piganzoli, gregario di Vingegaard, tredicesimo a oltre 13 minuti dallo sloveno.

Una stagione 2026 da record: dalle classiche al Tour

Per comprendere appieno la dimensione del fenomeno, è necessario guardare all’intera stagione. Pogačar aveva già annunciato a fine 2025 i suoi obiettivi principali per il 2026: il quinto Tour de France — che lo avrebbe equiparato a leggende come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain — e le classiche monumento, in particolare Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix. La stagione è iniziata nel segno della continuità: a marzo ha conquistato per la quarta volta le Strade Bianche a Siena, precedendo il giovane talento francese Paul Seixas e il compagno di squadra Isaac Del Toro.

Alla Parigi-Roubaix è arrivata l’unica sconfitta di rilievo: Wout Van Aert lo ha battuto allo sprint, negandogli l’unica Classica Monumento ancora mancante nel suo palmarès. Una battuta d’arresto che Pogačar ha metabolizzato rapidamente, rispondendo con la quarta vittoria consecutiva alla Liegi-Bastogne-Liegi, dedicata al compianto compagno di squadra Camilo Muñoz. Poi il Giro di Romandia, dominato con quattro successi in sei giornate, e il Giro di Svizzera, dove ha vinto la cronometro di Aarburg con una media di oltre 53 km/h, presentandosi al Tour de France in condizione straordinaria.

I segnali erano stati chiari già nella prima tappa del Giro di Svizzera, quando Pogačar aveva attaccato a 71 chilometri dall’arrivo, lasciando tutti a oltre due minuti. Un gesto di forza che aveva fatto capire agli avversari come il Tour 2026 sarebbe partito con un favorito assoluto e praticamente incontrastabile. La cronometro a squadre di apertura a Barcellona aveva visto la UAE Team Emirates XRG chiudere terza a 11 secondi dalla Visma, con Vingegaard che aveva indossato la prima maglia gialla. Ma già dalla terza tappa, con arrivo a Les Angles, Pogačar aveva preso il comando della classifica generale, sfilandola dalle spalle del danese con un allungo negli ultimi 500 metri.

Il contesto storico: verso il quinto Tour

Quello che Pogačar sta costruendo in questo Tour de France 2026 ha una valenza storica precisa. A fine 2025 lo sloveno aveva dichiarato di non essere ossessionato dal numero di vittorie, ma di voler semplicemente tornare e lottare per il successo finale. I fatti stanno dando ragione alla sua fiducia. Con undici tappe ancora da disputare al momento della tredicesima frazione, il vantaggio accumulato e la forma mostrata rendono difficile immaginare uno scenario diverso dalla quinta vittoria.

Il paragone con i grandi del passato è inevitabile, anche se lo stesso Pogačar ha sempre dichiarato di non amare i confronti con le leggende del ciclismo. Eppure i numeri parlano da soli: già a fine 2025 aveva collezionato 20 vittorie in una sola stagione, tra cui quattro tappe e la classifica finale del Tour, il titolo mondiale conquistato a Kigali con una fuga solitaria di 66 chilometri, il campionato europeo e il quinto Giro di Lombardia consecutivo — un record assoluto per le Classiche Monumento. La stagione 2026 si sta rivelando altrettanto prolifica, con il Tour che potrebbe rappresentare il coronamento di un percorso già straordinario. Gli avversari, Vingegaard in testa, possono solo sperare in un calo improvviso di un campione che, per ora, sembra non avere limiti.