Tadej Pogacar rimette ordine dopo le critiche

Articolo di Francesco Lucivero

Lo sloveno ha risposto sulle strade del Giro di Romandia a chi aveva dubbi sulle sue condizioni fisiche e mentali.

Qualche sopracciglio si era alzato dopo il deludente cronoprologo di martedì, ma Tadej Pogacar, che non è abituato ad arrivare nelle posizioni di rincalzo, ci ha tenuto nei due giorni successivi a far capire chi è il più forte al Giro di Romandia: il campione del mondo ha infatti spazzato via ogni dubbio sulle sue condizioni vincendo prima a Martigny e poi a Vucherens, accumulando 17″ di vantaggio in classifica generale su Florian Lipowitz e mettendosi nelle condizioni ideali per vincere per la prima volta in carriera la corsa sulle strade elvetiche.

Nella tappa di giovedì, il campionissimo dell’UAE Team Emirates ha regolato un gruppo composto da trentadue componenti al traguardo della seconda tappa del Giro di Romandia, precedendo il francese Godon (Ineos Grenadiers) e il neozelandese Fisher-Black (Red Bull-Bora-Hansgrohe). Buon piazzamento per l’italiano Davide Toneatto (XDS Astana Team), settimo al traguardo e nel gruppetto dei migliori assieme ad Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious, quindicesimo), Lorenzo Fortunato (diciottesima piazza per il compagno di squadra di Toneatto) e Marco Frigo (NSN Cycling team, venticinquesimo).

Pogacar, oltre a guidare la classifica generale con 17″ su Lipowitz (Red Bull-Bora-Hansgrohe) e 26″ su Lenny Martinez (Bahrain-Victorious), è primo anche nella classifica a punti (125: più del doppio di Godon, secondo a quota 60). Nella graduatoria della compattività primeggia invece l’elvetico Roland Thalmann (Tudor Pro Cycling Team) con 25 punti davanti ai 15 di Martinez, con quest’ultimo che è primo nella classifica riservata agli Under, con 7″ di vantaggio su Jorgen Nordhagen (Team Visma-Lease a Bike).

L’edizione 2026 del Giro di Romandia si concluderà domenica dopo altre tre frazioni molto impegnative che giungeranno rispettivamente a Orbe, Charmey e sul traguardo finale di Leysin: Pogacar promette ancora spettacolo in una corsa che, a parte la mezza battuta d’arresto del prologo, sta finora dominando.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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