Raffaele Palladino
Aggiornato Sab 25 Lug 2026 alle 12:04Le ultime notizie su Raffaele Palladino raccontano la storia di un allenatore che, nel giro di pochi mesi, ha vissuto un’intera parabola professionale: dall’arrivo trionfale sulla panchina dell’Atalanta fino all’esonero ufficiale, con il futuro ancora tutto da scrivere. Un percorso intenso, ricco di colpi di scena, che ha tenuto banco nel panorama del calcio italiano per tutta la stagione.
Dall’Atalanta all’addio: la stagione di Palladino a Bergamo
Tutto era cominciato nel novembre del 2025, quando la società orobica aveva scelto il tecnico campano come successore di Ivan Juric, esonerato dopo la pesante sconfitta contro il Sassuolo. Palladino aveva firmato un contratto fino al 30 giugno 2027, portando con sé l’intero suo staff e la promessa di ridare identità a una squadra in difficoltà in campionato ma ancora viva in Champions League. Fin dalla presentazione, l’allenatore aveva indicato la strada: ritrovare il DNA della Dea, lavorare sull’intensità e puntare all’Europa.
I primi mesi non erano stati privi di ostacoli. L’esordio era arrivato con una sconfitta per 3-1 a Napoli, ma Palladino aveva subito mostrato la sua capacità di leggere i momenti, elogiando il secondo tempo della sua squadra e indicando quella come l’Atalanta che voleva costruire. La gestione del caso Ademola Lookman aveva rappresentato uno dei nodi più delicati: il nigeriano, reduce da una tormentata estate, era stato gradualmente reintegrato prima di essere ceduto all’Atletico Madrid a gennaio per 35 milioni di euro. Una trattativa che Palladino aveva commentato con estrema sobrietà, glissando davanti alle telecamere e concentrandosi sui giocatori rimasti a disposizione.
Sul piano dei risultati, la stagione aveva offerto momenti di grande entusiasmo. La vittoria per 3-0 sulla Juventus in Coppa Italia, che aveva proiettato l’Atalanta in semifinale, aveva fatto esultare un Palladino che si era autodefinito «bestia nera» dei bianconeri. In Champions League, la sfida contro il Bayern Monaco agli ottavi aveva rappresentato uno degli appuntamenti più attesi, con il tecnico che aveva invitato i suoi a «scrivere la storia» senza porsi limiti. Il percorso europeo si era però concluso agli ottavi, mentre in Coppa Italia l’Atalanta era caduta in semifinale ai rigori contro la Lazio.
Il finale di stagione in campionato era stato deludente: i nerazzurri avevano chiuso al settimo posto, un piazzamento che non garantiva l’accesso alle coppe europee maggiori. Le ultime settimane erano state caratterizzate da un rendimento altalenante, con Palladino che già a maggio si era detto consapevole di essere «sotto esame». L’incontro con la società a fine campionato aveva sancito la separazione.
L’esonero e le ultime notizie sul futuro del tecnico
A inizio giugno 2026 è arrivata la notizia ufficiale: l’Atalanta ha sollevato Palladino dall’incarico, insieme all’intero staff composto da Stefano Citterio, Federico Peluso, Fabio Corabi e gli altri collaboratori. Il club bergamasco sembra orientato verso Maurizio Sarri come prossimo allenatore, chiudendo così un capitolo durato poco più di sette mesi.
Per Palladino si apre ora una fase nuova e, per certi versi, la più delicata della sua carriera. Le ultime notizie sul mercato degli allenatori dipingono uno scenario italiano quasi completamente chiuso: le big hanno già definito le proprie guide tecniche, e tra le squadre di medio livello non sembrano esserci panchine disponibili. Il Monza, club che Palladino conosce bene per averlo allenato e riportato in Serie A, ha confermato Paolo Bianco.
Le strade percorribili sembrano essere due. La prima è quella dell’attesa: restare alla finestra, pronti a subentrare in caso di esonero durante la stagione, esattamente come era accaduto con la stessa Atalanta e Juric. Una strategia rischiosa, ma non insolita per un allenatore che gode di buona reputazione e ha già dimostrato di saper incidere anche entrando a campionato in corso. La seconda opzione porta all’estero: il nome di Palladino circola da tempo in Francia e in Inghilterra, due campionati che stanno monitorando la sua situazione. Un percorso simile a quello intrapreso da Roberto De Zerbi, che richiederebbe coraggio ma potrebbe rappresentare una svolta significativa.
Quello che emerge con chiarezza, ripercorrendo le tappe di questa stagione, è il profilo di un allenatore ancora giovane — 41 anni — ma già con un bagaglio di esperienze considerevole: la salvezza con il Monza, il sesto posto con la Fiorentina e la semifinale di Conference League, poi l’avventura intensa e breve a Bergamo. Palladino ha dimostrato di saper gestire spogliatoi complessi, situazioni di mercato difficili e pressioni mediatiche importanti. Il suo futuro, al momento, resta aperto. Ma le qualità per tornare protagonista non mancano.