Mercato Atalanta: Raffaele Palladino parla chiaro, la società prende tempo

Articolo di Marco Enzo Venturini

Dopo la vittoria di San Siro contro il Milan, Raffaele Palladino manda indirettamente un messaggio all'Atalanta sul suo possibile futuro a Bergamo.

Calciomercato Atalanta: con i nerazzurri ormai certi di concludere la Serie A al settimo posto, non resta che scoprire se l’allenatore della squadra orobica sarà Raffaele Palladino anche nella prossima stagione. Una domanda che lo stesso tecnico campano si è posto nel dopopartita di San Siro, dopo il successo dei suoi sul Milan. Una risposta in tal senso ancora manca, e anche l’intervento di Luca Percassi non ha contribuito a fare chiarezza.

“Non penso al mio futuro ma al presente, visto che ancora devo finire bene questa stagione – ha dichiarato Palladino a ‘DAZN’ -. Io all’Atalanta ho dato tutto, spero che anche in società il mio lavoro in tal senso possa essere apprezzato. Non ho rimpianti, cerco di fare sempre del mio meglio. Le valutazioni, comunque, arriveranno a fine stagione da parte della società. Poi con i ragazzi si è creata grande sintonia, e non era facile. Stasera contro il Milan hanno peraltro risposto sul campo dopo una settimana particolare. Voglio il bene loro, della squadra e dei tifosi di Bergamo. Meritano una squadra forte”.

Sibillino, prima del fischio d’inizio di San Siro, era stato invece Luca Percassi. “Come Atalanta vogliamo fare sempre bene e continuare a crescere – aveva affermato l’amministratore delegato della Dea sempre a ‘DAZN’ -. Ogni partita è uno spunto per approfondire ulteriormente qualche aspetto e chiarirsi. Con Mister Palladino, poi, siamo stati sempre molto chiari. Con lui c’è un confronto costante, dialogo aperto e un rapporto sincero. Ma questo tipo di temi ci piace affrontarli a stagione conclusa”.

Non è la prima volta che Palladino si trova a fare i conti con domande sul proprio futuro in questa fase finale di stagione. Già all’inizio di maggio, dopo il deludente 0-0 interno contro il Genoa che aveva lasciato i nerazzurri fermi a un solo punto nelle ultime tre partite di campionato, il tecnico aveva ammesso candidamente di sentirsi “sotto esame”. “Lo siamo tutti all’Atalanta, e tutti dobbiamo dare qualcosa in più – aveva dichiarato a ‘Sky Sport’ -. A fine campionato mi incontrerò con la società, discuteremo e insieme valuteremo il da farsi”. Parole che, alla luce del successo di San Siro, assumono oggi un peso specifico diverso.

Il 2-3 di Milano rappresenta dunque una risposta importante sul campo, arrivata in un momento delicato per l’ambiente nerazzurro. La vittoria è stata costruita con autorità: Ederson aveva aperto le marcature già al 7′, sfruttando l’immobilismo della retroguardia rossonera, prima che Zappacosta raddoppiasse al 29′ su assist di Krstovic. Nella ripresa, al 52′, è arrivato il tris con Raspadori che ha deviato in rete un pallone servito dallo stesso Ederson. Il Milan ha accorciato soltanto nel finale con Pavlovic e Nkunku su rigore, ma facendo tremare davvero i nerazzurri solo a tempo praticamente scaduto.

La vittoria di San Siro chiude di fatto una stagione in chiaroscuro per l’Atalanta, che pure può vantare un percorso in Champions League concluso agli ottavi di finale e una semifinale di Coppa Italia, persa ai rigori contro la Lazio. Sul piano del mercato, intanto, si profilano alcune questioni da risolvere in vista dell’estate: Sead Kolasinac, secondo le indiscrezioni delle ultime settimane, non sembrerebbe rientrare nei piani futuri del club e potrebbe lasciare Bergamo a parametro zero. Ben diverso il discorso legato a Honest Ahanor, il giovane difensore classe 2008 arrivato dal Genoa la scorsa estate per circa 18 milioni di euro: le sue prestazioni hanno attirato le attenzioni del Real Madrid, ma l’Atalanta non intende fare sconti su un giocatore la cui valutazione ha già superato i 30 milioni di euro.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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