Mondiali 2026
Aggiornato Lun 27 Lug 2026 alle 17:38La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia, dopo aver battuto l’Argentina 1-0 ai tempi supplementari nella finale dei Mondiali 2026 disputata al MetLife Stadium di New York. A decidere la partita è stato Ferran Torres al 106′, su assist di Nico Williams, replicando curiosamente lo stesso risultato del trionfo iberico del 2010. Un torneo che ha scritto pagine di storia, con quasi 7 milioni di spettatori negli stadi e oltre 6 miliardi di persone collegate da casa secondo i dati diffusi dalla FIFA. Negli Stati Uniti, la finale ha totalizzato 38,9 milioni di telespettatori su Fox, con un picco di 51,6 milioni: nuovo record assoluto per una partita di calcio in lingua inglese nella storia americana.
Argentina nel caos: polemiche, sanzioni e il futuro di Messi
Le ultime notizie che arrivano dal post-Mondiale riguardano soprattutto l’Argentina, protagonista in negativo di una serie di episodi che hanno offuscato il percorso fino alla finale. Le polemiche sull’Albiceleste non accennano a placarsi: la FIFA ha aperto un’indagine sulla rissa scoppiata al triplice fischio, con Leandro Paredes protagonista e Roberto Ayala, membro dello staff di Scaloni, che ha colpito il giocatore del Barcellona Dani Olmo prima di essere trattenuto. Lo stesso Ayala ha poi ammesso: “Le emozioni e gli impulsi a volte prendono il sopravvento, ma è una cosa che non dovrebbe succedermi per la posizione che ricopro”. A rischiare una lunga squalifica è anche Enzo Fernandez, espulso al 94′ dei tempi regolamentari per proteste, mentre pende ancora l’istruttoria per lo striscione “Las Malvinas son argentinas” mostrato da Romero, Lo Celso e Martínez dopo la semifinale contro l’Inghilterra.
Sul piano sportivo, la prestazione dell’Argentina nella finale è stata impietosamente fotografata dal dato dei 90 minuti regolamentari chiusi con zero tiri totali e zero tiri in porta. Un rendimento che aveva spinto Daniele Adani a sentenziare in diretta su Rai 1: “La partita è brutta e l’Argentina la imbruttisce. Non è mai, mai ripartita”. Anche Lionel Messi ha vissuto una serata opaca, toccando il suo primo pallone soltanto al 16′ minuto. La Pulce ha chiuso il torneo con 8 reti, superato nella classifica marcatori da Kylian Mbappé, capocannoniere con 10 gol e nuovo recordman assoluto dei Mondiali con 22 reti complessive, uno in più dell’argentino.
Il futuro di Messi con l’Albiceleste resta avvolto nell’incertezza. Paredes, tornato già in campo con il Boca Juniors, ha dichiarato: “Leo ha preso la sua decisione, la finale potrebbe essere stata la sua ultima partita con l’Argentina”. Se così fosse, il fuoriclasse di Rosario chiuderebbe la sua avventura in nazionale a 39 anni, con 207 presenze e 125 gol, diventando il primo giocatore a disputare tre finali mondiali da titolare. Il ct Scaloni, che lo ha definito “il miglior calciatore che abbia mai messo piede su un campo”, ha ammesso di non aver ancora avuto modo di parlargli riguardo a una possibile prosecuzione. Nel frattempo, una petizione online per escludere l’Argentina dal prossimo Mondiale ha raccolto oltre 23 milioni di firme, scatenando la dura replica del presidente Javier Milei: “Sono gelosi di noi e siamo bravi in quasi tutto”.
Novità dalla governance: Klopp alla Germania, crisi FIFA-UEFA
Le ultime novità dal mondo del calcio internazionale riguardano anche i cambiamenti in panchina e le tensioni istituzionali emerse durante il torneo. La Germania ha ufficializzato Jürgen Klopp come nuovo commissario tecnico, in sostituzione di Julian Nagelsmann dopo il fallimento ai Mondiali. Con lui nello staff figureranno Peter Krawietz e Pepijn Lijnders, già suoi collaboratori al Liverpool, e Sven Bender. Klopp, classe 1967, vanta un palmarès straordinario: due Bundesliga col Borussia Dortmund, una Premier League e una Champions League col Liverpool.
Sullo sfondo del torneo si è consumata anche una frattura istituzionale senza precedenti. La crisi tra FIFA e UEFA ha raggiunto il culmine con il boicottaggio della finale da parte del presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin, assente al MetLife Stadium in segno di protesta contro la gestione del torneo da parte di Gianni Infantino e contro le ingerenze di Donald Trump, culminate nell’annullamento della squalifica dell’attaccante statunitense Balogun dopo una telefonata del presidente americano al numero uno della FIFA. Ceferin si oppone inoltre all’idea di portare il Mondiale da 48 a 64 squadre, ai prezzi proibitivi dei biglietti e ad alcune nuove regole introdotte dalla FIFA. Un gesto raramente visto nella storia del calcio, che certifica la rottura totale tra le due figure di vertice del pallone mondiale e potrebbe essere solo l’inizio di una lunga battaglia politica.